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29 dicembre 2013 7 29 /12 /dicembre /2013 23:11

 

 

Stanotte ho sognato una lavatrice. L'avevano riempita già quasi fino all'orlo. Ma io volevo aggiungere i miei jeans e una maglietta. Non entravano ma poi con l'aggiunta di un po' d'acqua siamo riusciti a chiudere l'oblò e a metterla in moto.

Ho trovato nel web il seguente racconto, avente come oggetto appunto la lavatrice. 

Ve lo ripropongo augurandovi la buona notte.

 

Riccardo

 

 

http://scuolapoeticagenovese.blogspot.it/2012/05/la-lavatrice-racconto.html#!/2012/05/la-lavatrice-racconto.html

 

 

 

 

Nello sfascio del mio matrimonio, 
quando pareva che tutto dovesse sfuggirmi, 
mi abbandonò anche Lei. 
Da sempre era stata una delle mie più care amiche. 
Gentile, servizievole, pronta a regalarmi tempo prezioso che potevo dedicare alla scrittura, alla lettura, alle passeggiate e alle chiacchierate, 
Lei era per me una delle cose migliori della vita, e mi faceva pensare a quanti inutili monumenti a gente dimenticata “impestino” le nostre vie e le nostre piazze, 
mentre nessuno ha mai dedicato un monumento 
a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare una delle migliori amiche che una donna possa desiderare: 
Lei, la LAVATRICE.
Come in genere accade, anche la mia era bianca bianca, 
e la sua carica dall’alto la rendeva 
chiusa, timida, pudica, schiva, 
e non un’increspatura movimentava la sua liscia 
superficie porcellanata. 
E Lei, pudica e sognatrice, non mostrava nulla di sé, 
né acqua né sapone né biancheria né niente, 
e viveva di una sua segreta vita che solo a volte si esprimeva in una vibrazione che suonava aliena e lontana, 
colma di mistero.
E venne il giorno… 
All’improvviso, l’acqua saponata cominciò a spandersi nella cucina, minacciando le suppellettili 
e l’equilibrio delle persone, 
e colava tranquilla come fosse lavoro suo, 
e io guardavo sconsolata e inconsolabile e impotente 
quello sfacelo. 
Pulii il pavimento, lavai a mano l’ultimo “carico” del 
mio povero, bianco tesoro, 
e chiamai il tecnico, sia pure con la morte nel cuore, 
nel quale giacevano le tre croci delle inutili “chiamate” per la mia precedente amica: 
80.000 £, 80000 £, 80.000 £,… 
Questa volta, il tecnico fu singolarmente cortese, nell’emettere la sua sentenza di morte ( 80 € ):
 non c’era nulla da fare. 
Il guaio fu che io, nella particolare contingenza in cui mi trovavo, non potevo permettermi una nuova lavatrice, 
e di mia madre non volevo approfittare. 
Lavai a mano tutto il lavabile e usai per le lenzuola l’accorgimento della nonna: 
acqua saponata calda e grande conca al sole. 
Dopo qualche mese non ne potevo più, 
anche perché le giornate di sole andavano rarefacendosi, e la mia schiena gridava a gran voce chiedendo vendetta. 
Telefonai così a quel signore che ho stupidamente 
sopportato per anni accanto a me, 
feci una scenata assurda e minacciai di reiterarla tutti i giorni, in quella che era diventata la sua casa, o qualcosa di simile…
Ho scelto un’amica diversa dalle precedenti. 
Questa volta ho voluto poter avidamente guardare i panni 
che girano nell’oblò rotondo, 
che sbattono contro le pareti, 
e poi escono puliti senza che io debba più intervenire, 
e sono pronti per essere stesi.
In questa Lavatrice dalla carica laterale 
c’è più acciaio cromato che nell’altra, 
e quel suo affascinante oblò, 
con la sua atmosfera da “Star Trek”, 
me la rende ancora più cara.

Vacca - Sporco + Testo [Official HD Video] - YouTube

 
 
 
www.youtube.com/watch?v=odT9JfA-ayA
 
May 11, 2010 - Uploaded by MrEra93

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Published by nelsegnodipadreginosantuariodimontignoso - in padre gino burresi
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