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20 settembre 2014 6 20 /09 /settembre /2014 08:36

 

 

 

Saturday 20 september 2014 6 20 /09 /Set /2014 07:50

 

 

 

 

http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-piu-vicino-il-premio-nobel-dante-alighieri-per-giovangualberto-ceri-80110869-comments.html

 

 

 

Mons. ENRICO BARTOLETTI, quale profeta, predisse a Giovangualberto Ceri il 3 GIUGNO 1956 (come da prova documentale), che in là con l'età, cioè in futuro, avrebbe scoperto il Giorno di nascita di Dante personaggio (martedì 2 Giugno 1265) insieme a tante altre date di Beatrice, oltre a tanti altri fatti culturali CAPOVOLGENTI l'idea che oggi abbiamo del MEDIOEVO. DUNQUE:
SU DANTE e DINTORNI in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica.
Cfr. anche DVD TV CANALE 10, intervista di UMBERTO CECCHI, Google su YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.
Commento n°13 inviato da Giovangualberto Ceri ieri alle 23h26

Gentile Signor Giovangualberto Ceri, questa è la giusta collocazione delle Sue scoperte, profetizzate da Mons. Enrico Bartoletti, cioè sotto il suo stemma, ragion per cui  Lei godrà sempre della sua protezione, ad onta della totale indifferenza a Lei dimostrata dai reggitori del mondo che gira intorno a Dante Alighieri.
Riccardo Fontana


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Published by nelsegnodipadreginosantuariodimontignoso - in padre gino burresi
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commenti

GIOVANGUALBERTO cERI 07/16/2017 00:37

Cara Bettina,
grazie per l’invio dell’opuscolo su Don LORENZO MILANI curato da ‘Toscana Oggi’: - ‘20 giugno 2017 - Papa FRANCESCO a BARBIANA’.
Certo!, la forza con cui scrive Don LORENZO è, ovviamente!, ben più convinta e all’altezza della situazione rispetto a quella profusa dai vari Autori nell’opuscolo che mi hai inviato. Come in un fucile è però una questione di lunghezza della canna, di ‘calibro’, e di quanta polvere c'è nella cartuccia.
Contraccambio comunque il tuo graditissimo dono con l’invio dei miei recenti interventi sull’argomento, ‘Don Lorenzo Milani’, fatti su FACEBOOK. La questione ha per me un aspetto anche molto spinoso ed autobiografico e si tratta sopratutto di quella parte riguardante le due lettere inviate nel 1958 da Don Milani a Mons. ENRICO BARTOLETTI (10 settembre 1958 e 1° ottobre 1958) e già pubblicate da Massimo Toschi nel suo volume ‘Don Lorenzo Milani e la sua Chiesa’ (ed. Polistampa, Firenze 1994, pp. 158 - 168).
Orbene queste due lettere, come disse subito anche l’On.le Maria Eletta Martini nel 1994, non andavano pubblicate. Perché le pubblicarono…??? Anche Don Bensi credo avesse a suo tempo rimproverato, cioè nel 1958, lo stesso Don Lorenzo Milani per l’iniziativa presa: quindi di scrivere queste due lettere al Bartoletti. Una iniziativa certamente spontanea, autentica, intimamente affascinante, ma presa da chi aveva un livello di coscienza-conoscenza della situazione generale presente a Firenze non all'altezza.
Queste due lettere…???
Intanto confondono le idee sul vero rapporto di amicizia esistente fra il Milani e il Bartoletti. Don Lorenzo andava sempre a trovare con molto entusiasmo a CARRAIA il Bartoletti tutte le volte che, dalla parrocchia di SAN DONATO, sapeva che lui stava facendo visita, giù!, ai suoi genitori e parenti. Il Bartoletti è di CARRAIA frazione del Comune di Calenzano ubicata nella parrocchia di San Donato, e non semplicemente di "San Donato di Calenzano", come si legge.
Comunque Don Fissi mi disse che la responsabilità della pubblicazione di queste due lettere non era stata del cardinale Piovanelli, ma dello stesso Massimo Toschi che, andando a frugare nell’archivio della Curia di Firenze per altre ragioni, le trovò e le pubblico senza dire nulla a nessuno. Mah…??? Sarà vero…??? Ma se quella di Don Fissi fosse stata una bugia necessaria per rimediare alla situazione, allora si capisce meglio anche quale fosse la gravità della stessa situazione, e dunque anche la pesantezza morale e la vigliaccheria dell’iniziava presa: qui allora gatta ci cova...!!!
La cosa più terribile è stata che queste due lettere confidenziali del Milani al Bartoletti attaccavano spaventosamente anche l’amico Don ALESSANDRO CAMPANI parroco di Sommaia accusandolo di “miseria morale e intellettuale” e anche di qualcos'altro (p.164). Il fatto sta che esse venivano però pubblicate nel 1994 senza che chi le pubblicò avesse precedentemente ottenuto il consenso alla pubblicazione. E questo da immaginarsi nella speranza, credo ben calcolata, che lo stesso Campani non arrivasse mai a saperne nulla data la sua indifferenza ai problemi dei libri e dell’“intellettualità”. E saremmo dunque di fronte ad una pubblicazione ignobile se non anche ad un reato. Ma se si arrivò alla pubblicazione, se fu azzardata una simile e pericolosissima mossa, ci sarà pur stata, da parte di chi prese l’iniziativa, una ben valida compensazione, o contropartita, o forte interesse, dato appunto il rischio che si correva: e io mi immagino, per precedenti notizie ricevute da mio fratello Don Serafino Ceri già citato dal Milani stesso nella sua lettera del 1° Ottobre, che questo interesse consistesse nel poter finalmente arrivare a screditare la figura di Mons. Enrico Bartoletti. E siamo di fronte ad un interesse che poerò dovrebbe scagionare il cardinale Piovanelli per tirare il ballo la lunga mano del VATICANO. Già...!!! Ma perché Mons. Piovanelli fu fatto dal Vaticano cardinale di Firenze...???
I motivi per arrivare a screditare, come io suppongo, Mons. BARTOLETTI…???
- IL PRIMO io credo che sia da ravvisare nella sua energica presa di posizione a favore del mantenimento della legge 1/12/1970 n. 898 sul DIVORZIO in occasione del Referendum abrogativo del 12 maggio 1974. Una presa di posizione energica che fu sottaciuta, o negata, per diversi motivi. Ma già Mons. Bartoletti era riuscito a convincere verso la fine del dicembre 1970, GIORGIO LA PIRA ad andare a RITIRARE la firma a favore del Referendum abrogativo: e questo lo ricorda anche ‘il BORGHESE’ del 27 dicembre 1970, p. 1075. Povero Bartoletti dove si era cacciato per amore della libertà degli uomini sulla scia di Catone l'Uticense (Pur., I, 70 - 87; Convivio, IV, XXVIII, 15 - 19) - per aver voluto dare loro fiducia...!!!
Il Bartoletti mi confessò nel 1974 che si mosse pesantemente per il ‘NO…!!!’ all’abrogazione della legge con il consenso pieno di Paolo VI ma senza che lo stesso papa, almeno sul momento, ne condividesse i contenuti. Dopo il Referendum l’amicizia fra i due, così mi disse il Bartoletti, si era però fortemente rafforzata proprio come io, scrivendoGli nel 1963, gli avevo previsto, cioè quando Lui a Lucca ancora non contava nulla. Sia il Cardinale Siri di Genova che Mons. Benelli del Vaticano erano convinti, come anche lo stesso Bartoletti, che se lo stesso Bartoletti non si fosse mosso per il NO…!!!, la legge sarebbe stata abrogata. Quale responsabilità si prese dunque: per alcuni degna di venire punita. Ma se si fosse pensato concretamente ad una punizione, allora bisognava a monte nascondere che c'era stato prima un diverbio. Diversamente gli autori sarebbero stati più facilmente scoperti. Nooo...!!! Il fatto che il Referendum sia andato nella maniera da me descritta è stato quasi segreto, sia per non offendere la baldanza dell’elettorato di sinistra per il successo ottenuto, sia per poterla far pagare, ma segretamente, a si mosse a favore del Divorzio consentendone la permanenza. Questa è per me la realtà. Ma qualcuno dunque, appunto in VATICANO e FUORI…!!!, forse se l’era legata al dito, ma con quali conseguenze negative, sia per la vita di Mons. Bartoletti, che per il mantenimento della sua autentica immagine nel futuro …???
Don Milani, adesso in paradiso, con queste due lettere potrebbe però controvoglia finire per dare una mano a questo genere di ritorsioni contro il Bartoletti. Così si presenta la situazione.
- IL SECONDO motivo del sottaciuto e supposto disprezzo di alcune personalità del Vaticano e dei Partiti Politici per Mons. Bartoletti io credo sia da ravvisare anche nella sua presa di posizione contro gli appalti del DAZIO, le TANGENTI e la CORRUZIONE. L’abolizione degli APPALTI del Dazio, o Imposte Comunali di Consumo (di gran lunga la maggiore entrata finanziaria dei Comuni Italiani!), era però fin dal dopoguerra già nel programma del P.C.I. e di tutti i partiti politici della sinistra. Dunque nessuna difficoltà teorica nel passare all'azione.
Io, quale Consigliere Comunale del Comune di Campi Bisenzio per la D.C. avevo però votato negli anni ‘60 a favore del rinnovo dell’Appalto alla Società Trezza poiché la lotta contro le società appaltatrici, conoscendo la situazione dal di dentro, risultava impossibile, disastrosa e, soprattutto pericolosissima. L’On.le Nicola Pistelli della sinistra D.C. insieme ad altri membri della rivista ‘POLITICA’ andarono tuttavia a Lucca dal Bartoletti a lamentarsi del mio comportamento in Consiglio Comunale, eccetera, cioè anche del mio voto, eccetera. Mi disse il Bartoletti andandolo a trovare subito dopo: “Fagli vedere chi sei, a questi…!!!” E così io feci per molti anni contando ovviamente sul Suo appoggio e perciò mi schierai a favore della Delibera Consiliare dell’Amministrazione La Pira 5 ottobre 1964 n. 5555/710/C contro l’appalto del Dazio alla Società TREZZA che aveva però pericolosamente in appalto anche il Comune di Palermo. Roba da far TREMARE le vene e i polsi. Dunque mi schierai a favore del ricorso di Giorgio La Pira al M.F. datato 16 Gennaio 1965 e che fu la causa certa, anzi certissima...!!!, venticinque giorni dopo, del suo sempiterno defenestramento da Sindaco di Firenze: la carica che La Pira maggiormente amava. Tale ricorso, da me posseduto in “velina” originale, è già stato pubblicato, con tutte le spiegazioni, sulla rivista ‘Sotto il Velame’ di Torino diretta da Renzo Guerci (n. VI, Settembre 2005, pp. 147 – 163). Intanto lo stesso On.le Nicola Pistelli era però morto in uno strano incidente stradale, ancora tutto da chiarire, il 17 settembre 1964, mentre questa Delibera del 5 Ottobre 1964 era stata proprio anche da lui voluta con insistenza in attuazione del programma della sinistra. Certo, non che qualcuno, per ipotesi, avesse voluto assassinare per questo motivo il povero Nicola Pistelli di ritorno da Roma, dal Consiglio Nazionale della D.C., quanto piuttosto avrebbe voluto darGli intanto una lezione, un avvertimento che, però, andò poi casualmente a finire malissimo, con la sua morte. Ma non sono il solo ancor oggi a crederci.
Curioso, però…!!!
Alla Soc. TREZZA, poche decine di minuti dopo l’incidente, mi fecero telefonare alla rivista ‘POLITICA’ per sapere se le notizie che avevano avuto dalla PREFETTURA sulla morte di Pistelli erano vere. Parlai con la Segretaria di ‘POLITICA’ che, al GALLUZZO, si ricordava ancora della mia telefonata del 1964 il giorno dei funerali di mio fratello Don Serafino avvenuti nel 1993. Alla Trezza, dopo che con la mia telefonata ebbi confermata la tragica e dolorosa morte di Nicola Pistelli e poi me ne ero andato, la signora Grazia Croci, dattilografa e assunta al Dazio il 1° Maggio 1960, mi disse qualche giorno dopo che, immediatamente io lasciato l’ufficio, ci fu una riunione dove tutti avevano brindato per la morte di Pistelli con lo Spumante. Mi avrà detto la Croci una bugia…???
Ebbene, io da allora non ho più mollato la lotta agli appalti del Dazio, fino all’approvazione dell’ I.V.A. sulla cessione di Beni che sostituiva lo stesso Dazio con la Riforma Tributaria entrata in vigore il 1° Gennaio 1973. Ma non sarebbe stata approvata l’I.V.A. NON APPALTABILE, e al suo posto sarebbe stata invece approvata l’ I.C.O. APPALTABILISSIMA, come desideravano gli appaltatori, si confronti riunione dell’ANCI a Viareggio del 1972, se non ci fosse stata a monte la già ricordata presa di posizione di Giorgio La Pira contro gli appalti necessariamente caldeggiata da Mons. Enrico Bartoletti anche attraverso l’On.le Maria Eletta Martini e l’On.le ALDO MORO. Ne parlai in più occasioni a Barbiana con Don Lorenzo Milani che:
a) Intanto mi consigliò di votare subito socialista, cosa che misi subito in conto e che, conseguentemente, mi portò a non dovermi più presentare in Consiglio Comunale per la D.C.
b) e poi concluse il discorso sostenendo che, quando la classe contadina e operaia fosse stata istruita e fosse andata al GOVERNO il problema degli appalti e della corruzione si sarebbe risolto da sé.
Io penso ancor oggi che questa presa di posizione di Mons. Bartoletti contro gli appalti del Dazio appoggiandosi sull’On.le Aldo Moro e sull'On.le Maria Eletta Martini, sia stato considerato troppo a sinistra anche dentro in Vaticano ed abbia perciò contribuito non poco a metterlo in cattiva luce, pur essendo Lui Segretario Generale della CEI e grande amico di Papa Montini. Chi volesse essere ancor oggi a favore degli appalti in generale e delle conseguenti possibili tangenti, dovrebbe cercare di annebbiare l’indirizzo culturale impresso dallo stesso Bartoletti agli avvenimenti e, con ciò, anche tentare di far scomparire la sua immagine incoraggiante e positiva dalla memoria dei posteri. Le due lettere di Don Milani al Bartoletti, se ben arzigogolate, potrebbero ben soddisfare anche questa negativa e deprecabile ambizione.
- Cara Bettina,
anche Mons. ABLONDI vescovo di Livorno, quello che si voleva sostituire ad Aldo Moro nella prigione delle Brigate Rosse, mi disse che io feci benissimo ad avvisare don Alessandro Campani, del tutto ignaro!, della pubblicazione delle due lettere del Milani al Bartoletti e che assai tremendamente lo coinvolgevano. Dopo di che in Curia a Firenze lo stesso Don Campani fece succedere il finimondo, un POLVERONE ATOMICO. Il Campani aveva però tenuto la bocca ben chiusa su chi lo aveva informato (cioè su di me!) anche per proteggerlo da ritorsioni. Ben due anni dopo il fattaccio, incontrando io Don Fissi in Piazza del Duomo e confessatogli il mio “delitto”, mi disse che il Cardinale era due anni che stava cercando inutilmente di sapere chi era stato ad avvisare il Campani. E mi immagino non solo per curiosità, o per complimentarsi con lui. E siamo di fronte ad una pubblicazione, che se fosse avvenuta, non solo per far conoscere meglio Don Milani, ma anche per screditare qualcuno, non sarebbe stato per danneggiare lo stesso Campani ma, indirettamente ed esclusivamente Mons. Enrico Bartoletti. E io penso che i motivi potrebbero inerire le sue MAGNIFICENTI iniziative che ho già qui ricordato, DIVORZIO e LOTTA AGLI APPALTI E ALLA CORRUZIONE: iniziative non gradite al vecchio Vaticano e ad alcuni importanti uomini politici. Ma naturalmente potremo anche aggiungervi il Convegno su “MALI DI ROMA” del 1974 organizzato dal Cardinale Poletti in attuazione della linea MONTINI-BARTOLETTI. ‘Mali di Roma’ infatti già preannunciava il Convegno del 1976 su ‘EVANGELIZZAZIONE E PROMOZIONE UMANA” in cui lo stesso Bartoletti veniva qui completamente completamente allo scoperto. E si tratta di un’Assemblea realizzatasi subito dopo la scomparsa del Bartoletti, cioè dopo che lui fu assassinato e che si appoggiava anche sui suoi amici Padre Bartolomeo Sorge e Giuseppe Lazzati. Un’Assemblea, un Convegno periodico, che si è puntualmente ripetuto fino ad oggi. Il buffo, il ridicolo, lo strabiliante, l’inimmaginabile, il temerario, l’impudico, ma che la dice lunga anche in appoggio alla ipotesi qui da me avanzata…!!!, è che in occasione della visita a Firenze di papa FRANCESCO, e dunque proprio dentro una delle ripetizioni del convegno su ‘Evangelizzazione e Promozione Umana’ voluto da Mons. Bartoletti, nei vari discorsi fatti davanti a Papa FRANCESCO a Campo di Marte, siano stai nominati tutti, Don Milani, La Pira, Facibeni, eccetera, senza però mai fare il nome dello stesso Mons. Enrico Bartoletti e, quindi, del tutto intenzionalmente. E pensare che le Diocesi della Toscana già avevano decretato la proposta per la BEATIFICAZIONE dello stesso BARTOLETTI. Siamo di fronte, almeno logicamente, ad un controsenso, ad una aberrazione, che però funziona assai bene come Cartina di Tornasole per chi avesse ancora la testa sulle spalle.
Una riprova che il Bartoletti è per alcuni un boccone amaro, molto amaro, che, mastica, mastica, mastica non riescono a buttar giù…???
- La Domenica 11 Novembre 2007 a Lucca, quando nella Cattedrale di San Martino l’Arcidiocesi di Lucca apriva la CAUSA di CANONIZZAZIONE di Mons. Enrico Bartoletti, il POSTULANTE ufficiale risultò paradossalmente essere Padre FLAVIO TESSARI, ofm capp. dipendente dalla Diocesi di Roma. Mah…??? Cosa centra Lucca con Roma? Fate allora la CAUSA a Roma! Orbene Padre Tessari avrebbe comunque dovuto essere il più convinto della bontà dell’apertura della Causa. O no...??? Orbene, ancor prima che finisse la funzione religiosa io sorprendentemente notai, non so se mi sono sbagliato!, che lo stesso Padre Flavio Tessari si defilava dal gruppo di sacerdoti celebranti e, rifugiatosi in un angolo della chiesa, si toglieva i paramenti sacri e se la svignava in tutta fretta uscendo dalla porta in fondo. Avrei voluto gridare: ma Lei dove va; ma Lei cosa sta facendo…!!! Però non mi mossi né dissi nulla. Dopo alcuni minuti eccotene un altro che, forse!, aveva mangiato la foglia, e anche lui se ne stava andando in tutta fretta prima che la funzione finisse. Questa volta però non mi feci prendere di sorpresa, non mi feci fregare e lo rincorsi in Chiesa raggiungendolo. Dunque gli domandai: perché se ne va…??? Era un Padre missionario Comboniano che, dopo avermi chiesto chi io fossi, mi disse che se ne andava poiché aveva una questione urgentissima da risolvere. Tutto vero…??? Tutto giustificabile…??? Siamo in presenza di OLTRAGGIO...???
Io dentro di me pensai che, se Mons. Bartoletti fosse stato inviso, invidiato e temuto per la sua famosa “LINEA BARTOLETTI”, per aver vissuto in “simbiosi con Paolo VI”, per “essere stato il suo Alter-Ego”, chi lo avesse avuto in dispetto, o in odio, qualora non fosse stato visto, o notato da qualcuno, lo l’avrebbe trattato proprio nella maniera che io qui ho tentato di ricordare.
Con un saluto,
F.to. Giovangualberto Ceri

nelsegnodipadreginosantuariodimontignoso 07/24/2017 14:52

Grazie signor Ceri. In questi giorni mi sono avvicinato alla persona ed al pensiero di don Milani. Quindi La ringrazio di aver contribuito col Suo commento a farmelo conoscere più da vicino. Riccardo Fontana

GIOVANGUALBERTO cERI 05/16/2017 00:43

Per quello che ne so io, Mons. ENRICO BARTOLETTI fu ASSASSINATO perché ritenuto ingiustamente FILOCOMISTA e perché, chi aveva interesse a dipingerlo filocomunista, era stato anche fortemente contrario, diversamente ed in contrasto con Mons. Bartoletti, al mantenimento della LEGGE 1° Dicembre 1970, n. 898 sul DIVORZIO. Il seguito alla sua lettera, datata 1° Novembre 1974 festa di Tutti i Santi, di andarLo a trovare a Roma, alla CEI, che qui pubblico, Mons. Bartoletti mi dichiarò di essersi mosso molto attivamente per fare andare i cattolici a votare la Domenica del REFERENDUM 12 maggio 1974, e per fargli VOTARE NO...!!! all'abrogazione della legge su Divorzio. Il Bartoletti mi confessò che PAOLO VI precedentemente era stato molto dubbioso di questa sua presa di posizione favorevole al mantenimento della legge n.898/70 sul Divorzio, e pur tuttavia gli aveva dato CARTA BIANCA. Nei mesi successivi al maggio 1974 Lui mi disse anche che l'amicizia con papa MONTINI si era però ulteriormente rafforzata. Il Cardinale CARLO MARIA MARTINI di Milano dirà poi che il Bartoletti era ormai diventato l "Alter Ego" del Sommo Pontefice. Se non venne ancora nominato Cardinale era per il contrasto interno al Vaticano: e pur tuttavia MONTINI non sarebbe stato il caso che, di forza, gli mettesse in testa in pubblico lo zuccotto di cardinale. Era comunque molto evidente che il Bartoletti sarebbe stato il degno successore di papa Montini, almeno per Montini stesso. Un'ipotesi TERRIBILE per certi ambienti della D.C. e del il P.C.I. ad eccezione dell'On.le ALDO MORO e, credo, di ENRICO BERLINGUER. Sempre il quell'occasione il Bartoletti mi disse che "il Direttivo della CEI avrebbe dato dieci, cento volte la vita per Gesù Cristo, e inoltre che erano DISPOSTI AD ASCOLTARE". Aggiungendo poi: "COSA SI PUO' VOLERE DI PIU'...!!!???" Del Direttivo della CEI faceva parte anche mons. Albino Luciani di Venezia. Anche la successiva morte di papa ALBINO LUCIANI, exDirettivo della CEI, io ritengo che sia avvenuta per ASSASSINIO. Il Bartoletti morì per infarto, così come anche Berlinguer e papa Luciani. Per inciso: ad una festa di fine anno venni invitato ad una Cena fra una decina di amici in cui c'era anche un Generale dei Carabinieri il quale mi volle dire, confermato da un primario di ospedale lì' presente, che esisteva un "FARMACO" in grado di fare aver ad una persona un INFRATO senza che poi si fosse in grado di scoprire che era stato questo a farglielo venire e non la malattia. Ma forse l'ASSASSINIO di Mons. Bartoletti da me ipotizzato potrebbe essere stato sollecitato anche dall'aver Lui stesso appoggiato, su mia sollecitazione...!!!, la DELIBERA Consiliare 5 ottobre 1964 n. 5555/710/C del Sindaco di Firenze GIORGIO LA PIRA contro l'appalto del DAZIO, o Imposte di Consumo, che poi portò, col 1° Gennaio 1973, al varo dell'I.V.A. non appaltabile, al posto dell' I.C.O. appaltabilissima (cfr. riunione dell'ANCI a Viareggio dell'anno 1972). E per il varo dell' IVA sulla cessione di beni ci fu una grande sofferenza nelle Società appaltatrici che avevano in appalto anche la riscossione nel Comune di PALERMO.

BARTOLETTI, Enrico in 'Dizionario Biografico'
BARTOLETTI, Enrico Nacque il 7 ottobre 1916 a San Donato di Calenzano, in provincia di Firenze, da Gino, fabbro, e Albertina Donnini. Enrico era il secondogenito di quattro figli: Sandro, Ada e Maria…
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GIOVANGUALBERTO cERI 05/13/2017 23:42

Caro Bini, cliccando sulla lettera del Bartoletti a me, del 1974, dovrebbe poi venir fuori anche il RICORSO contro gli APPALTI e le TANGENTI di Giorgio La Pira del 16 gennaio 1965, di 5 pagine, che lo portò alla definitiva ed inappellabile DEFENESTRAZIONE da Sindaco di Firenze. La carica che lui maggiormente amava, e di gran lunga...!!! Nessuno ne ha mai parlato. Bisogna approfondire qui. La Pira, venendo costretto a dare le dimissioni il 14 febbraio 1965 disse al Segretario Nazionale della D.C. MARIANO RUMOR, che a Firenze ormai governava, non la CROCE, ma il TRIANGOLO: alludendo alla MASSONERIA deviata. (cfr. Riccardo Bigi, 'Il Sindaco Santo', ed. San Paolo, Cinisello Balsamo, 2004, p.84). Da allora, stando alla T.V. di questi giorni, non sembra essere cambiato nulla...!!!

Giovangualberto Ceri 01/08/2017 20:03

Caro Riccardo Fontana,

non so se è d'accordo con me, ma la NATURA, le stagioni dell'anno, sono in grado di influire sulla natura umana. Il problema è di capire come...? Io credo che Dante non si sbagli quando afferma nel CONVIVIO che è l'umore UMIDO a stare alla radice della nostra vita e che noi moriamo quando esso si è esaurito (Convivio, IV, XXIII). L'umore umido Dante afferma che inizia a farsi sentire al SOLSTIZIO D'Inverno. Lì inizia anche la possibilità annuale di rimonta SPIRITUALE. Anche Mons. Enrico Bartoletti ne conveniva. La celebrazione della festa della Notte Santa di NATALE del 25 dicembre ha da tanti secoli un difetto. Inizia con quattro giorni di ritardo sul Solstizio d'Inverno che si dà il 21 dicembre, e questo è un guaio se crediamo all'importanza del Natale e del ruolo della natura. Celebriamo da secoli una festa quasi a DISPETTO delle POTENZE CELESTI e Gesù Cristo, il Sommo Giove, come direbbe Dante!, è da ritenere che non apprezzi tale leggerezza, o pressapochismo, nei suoi confronti. Con la Divinità, se esiste!, non si dovrebbe scherzare. Del problema se n'era accorto anche il CONCILIO DI NICEA del 325 d.C., ma per non accontentare gli ARIANI, non fece nulla per risolvere il problema: e anche Dante se ne lamenta (XXVII, 142 - 148). Ma verrà un giorno in cui l'Umanità si renderà conto che le sue forze di RIMONTA verso l'UNO sono legate anche agli influssi della Natura, degli umori umidi del SOLE e il problema verrà risolto. Ma perché fin da adesso la CHIESA non ne vuol parlare...??? Perché vuole che siano gli altri a recitare il "mea culpa" e non per nulla Lei stessa...???

nelsegnodipadreginosantuariodimontignoso 01/09/2017 09:03

Caro Giovangualberto Ceri, innanzitutto la ringrazio di essersi rifatto vivo dopo tanto tempo. Avevo creduto che Lei mi avesse abbandonato per quella mia profezia sbagliata sul conclave, da cui è uscito papa il cardinale Bergoglio. Io avevo puntato tutto su Alberto Silvani, vescovo di Volterra. Si ricorda? E Lei aveva creduto in quel mio entusiasmo. Ma come Lei ben sa, e lo sapeva anche Mons. Enrico Bartoletti, papa mancato, le profezie non sono da tutti. Ora tornando al suo quesito, Le rispondo che io è da circa quattro anni che non vado a una messa, non prego e vivo come se Dio non esistesse e non mi sento affatto in colpa di vivere così, perché agisco secondo coscienza. In un certo senso io ho smesso da quattro anni di recitare il "mea culpa" ma in questo medesimo periodo ho sentito papa Bergoglio recitare più volte a nome della Chiesa tanti mea culpa per gli sbagli commessi nei secoli dalla Chiesa. Quindi non mi stupirei se un giorno si affermasse nella Chiesa quello che Lei da decenni sta proclamando sulle teorie dantesche. Lei è per così dire un evangelizzatore che proviene dagli astri, il precursore degli alieni che salveranno il mondo. Non per niente anche Gesù viene definito "astro del ciel" nel famoso canto natalizio. Solo che questo Gesù è stato addomesticato dalla Chiesa, come affermava la teologa snobbata dalla Chiesa Adriana Zarri, addomesticandone così anche la data di nascita. A proposito cosa ne pensava Dante degli alieni? I concetto di extraterrestre esisteva già a quell'epoca?
Caro Giovangualberto Ceri, io La invito a continuare ad evangelizzare nel nome di Dante. Sicuramente non è tempo perso. E se nel frattempo Lei volesse riaffacciarsi e lasciare un segno anche sull'altro blog da me alimentato "nelsegnodizarri", mi arrecherebbe una enorme gioia, perché è da tanto che Lei vi manca. Con la mia più profonda stima La saluto.
Riccardo Fontana

giovangualberto Ceri 12/12/2014 01:55

Mons. ENRICO BARTOLETTI l'ho fatto uccidere io...!!!

Mi aveva confessato nel 1974 a Roma, in Via della Conciliazione 1, che Lui era d'accordo con me: che comprendeva certe aspirazioni dei Movimenti Extraparlamentari contro la corruzione, le tangenti
e a favore di una maggiore libertà. Mi disse però anche che questo non dovevo dirlo a nessuno e credo perché, altrimenti, Lui stesso sarebbe passato per filo-comunista: un "bocconcino per la MAFIA.
Aveva il MANDATO ESCLUSIVO di PAOLO VI di trattare su Divorzio, Aborto e Concordato e, in VATICANO era perciò INVIDIATISSIMO E TEMUTO, nonché ritenuto assai pericoloso anche all'interno della
Democrazia Cristiana, ad eccezione di ALDO MORO, dell'On.le MARIA ELETTA MARTINI, ecc. Aggiunse infine, quale PROFETA, che se lo avessi tradito anche questa volta non lo avrei rivisto mai più. Dopo
diversi mesi io però lo dissi in giro a qualcuno, lo tradii e, in effetti, non lo rividi più come mi aveva profetizzato. Per me lo avevavo ucciso trovando come scusa, soprattutto, il pretesto di
filocomunista.
F.to GIOVANGUALBERTO CERI

GIOVANGUALBERTO cERI 06/25/2017 01:01

Caro Papa FRANCESCO (nuova versione),
Don LORENZO MILANI...???
Non mi posso dimenticare che era un EROE, un CORAGGIOSO ma, in subordine e al tempo stesso, anche un 'TROMBONE': e di quelli GROSSI.
Era la sua INGENUA arditezza, arditezza legittimata da una sua intima ed autentica ricerca della verità, che lo portava a sentire di potere STRA-GIUDICARE e, quindi, a giudicare MALE. Quando sappiamo che, negli onesti, un tal sfacciato giudizio per essere SBAGLIATO ma SINCERO conduce, appunto, a sana quanto sprovveduta arditezza. Questo un tratto della personalità di Don Lorenzo Milani. Ma lei lo sapeva, amatissimo Papa...??? Glielo hanno fatto sapere...???
Un giudizio esemplificativo da 'TROMBONE' del Nostro...??? Eccolo subito.
Quando andai a trovare a BARBIANA, per la prima volta, don Lorenzo Milani lui le due lettere a Mons. ENRICO BARTOLETTI datate 10 Settembre 1958 e 1° Ottobre 1958, gliele aveva già scritte ed inviate, se pur di recente. Siccome dalla discussione che ebbi con lui venne subito fuori che io dicevo di essere il SEGRETARIO di Mons. Bartoletti, lui pensò che, per risposta alle sue due ricordate lettere, lo stesso Bartoletti avesse mandato me. Tutt'altro...!!! Anzi Mons. Bartoletti, quale Profeta, mi aveva detto di non ci andare a Barbiana poiché non mi sarei trovato bene. Ma io, anche questa volta, lo TRADII e perciò ci andai. Mons.
Bartoletti nei miei confronti avrebbe recitato la parte della "Bella Fatina dagli Occhi Turchini", mentre io, ovviamente, quella di Pinocchio: "Pinocchio, Pinocchio, non lo fare! E invece io, sì...!!! E' stato quasi sempre più forte di me.
Non sto a ricordarLe tutti i contenuti di queste due lettere del Milani che, data la Sua iniziativa di andare a Barbiana in elicottero, certamente avrà già avuto bene in mente. Quello che mi preme mettere in risalto è che Don Lorenzo, per essere stato defenestrato con l'invio da SAN DONATO di Calenzano, a BARBIANA di Vicchio di Mugello, riteneva di essere stato ASSAI PEGGIO, PEGGIO, PEGGIO TRATTATO di Mons. Bartoletti elevato a Vescovo titolare di Mindo e poi inviato come ausiliare dell'Arcivescovo di Lucca. Le due lettere in questione insistono su questa DISPARITA' di trattamento, ritenendolo ingiusto. Ma il Bartoletti a Lucca contava meno del due di briscola in una situazione in cui, invece di elaborare nuove idee, quelle del futuro Concilio Vaticano II, lì si pensava solo a vivere tranquilli, sposarsi e mangiare i confetti delle molte confetterie allora presenti in centro. Ma Mons. ENRICO BARTOLETTI aveva precedentemente detto, angosciatissimo e profetizzando, della situazione che si era venuta a creare nella diocesi di FIRENZE per la sua dipartita ove lui qui era già stato segretamente indicato dal Cardinale Elia Dalla Costa come suo degno successore:
"PERCUOTERO' IL PASTORE E IL GREGGE VERRA' DISPERSO".
Il Pastore, a mio giudizio, era Lui: lo stesso Bartoletti, mentre le 'PERCOSSE' erano costituite del suo invio a Lucca come ausiliare dell'Arcivescovo Torrini. Creda a me, amatissimo Papa Francesco, lì a Lucca il Bartoletti contava meno del sacrestano di san Martino. Era come morto: ed anzi commentavano insieme questa sua ben triste situazione andando a frugare fra le tombe accanto a quella di Ilaria del Carretto, se mai ci fosse una qualche epigrafe consolatoria.
Il decisivo ruolo del Bartoletti a Firenze da me evidenziato lo ricorderà anche il Cardinale FLORIT durante le esequie dello stesso Mons. Bartoletti, morto a Roma il 5 marzo 1976, e a stare allo stesso Bartoletti, morto anzi per ASSASSINIO. Florit, che era bene a conoscenza di tutta la questione fiorentina, nel suo discorso di commiato fece questa battuta:
"Ed è questo il caso in cui un successore (Florit) fa l'esequie al suo predecessore ( il Bartoletti) ". Penso possa bastare.
Al Bartoletti erano infatti molto legati a quei tempi, e lo ascoltavano: Padre David Maria Turoldo che una volta si mise anche a singhiozzare, Padre Ernesto Balducci, il Sindaco di Firenze Giorgio La Pira con parte della della Giunta Comunale, Padre Giovanni Maria Vannucci, il veramente eroico ed indomito Don Luigi Rosadoni, Don Borghi, Don Mazzi, Don Divo Barsotti, Don Bensi e anche mio fratello Don Serafino Ceri già citato da Don Milani nella Sua del 1° ottobre 1958.
Don Bensi...??? Il famoso amico di Don Milani...??? Quello che ci capiva un po' di più e che subito aveva rimproverato lo stesso Milani di aver scritto queste due lettere al Bartoletti....??? Intanto con tutti gli amici laici che Don BENSI aveva avuto in vita sua, quando arrivò la vecchiaia e il momento che si muoveva appena e faticava a scendere le scale, solo mio fratello Serafino andava a fargli fare il giro di Piazza Brunelleschi. Cosa mi disse una sera a cena Don Bensi del Bartoletti mentre mangiava le due uova sode che gli aveva ordinato il dottore...??? Mi disse fiorentinamente una parola composta da nove lettere: "è un "xxxxxxxxx". Alla mia domanda in che senso, egli aggiunse prontamente e con fermezza guardandomi negli occhi: "in tutti i sensi del termine...!!!"
A parte Don Bensi, il resto dei "nostri eroi" qui menzionati vennero tutti severamente "BASTONASTI" in quel periodo per ordine del VATICANO a causa del diverso indirizzo POLITICO-CULTURALE ed ECONOMICO-FINANZIARIO da loro portato avanti con decisione nella nostra città: la CAPITALE del Mondo, a stare a Giorgio La Pira che ne aveva mutuata l'idea dal Savonarola.
Si opponevano al Bartoletti Don Giuliano Agresti residente in via De' Pucci ed altri. Anche Don Dano Stefanini, uno dei migliori...!, aveva qualcosa da ridire, ma se non si fosse fatto prete come gli aveva consigliato il Bartoletti quand'era in Seminario, avrebbe sofferto poi molto, molto meno.
Per inciso, quando io nel 1974 andai a Roma a trovare lo stesso Mons. Bartoletti lui volle anche domandarmi cosa ne pensassi della nomina dell'Agresti ad Arcivescovo di Lucca nel suo posto. Io gli risposi: "Male, male...!!! Leviamolo...!!!" Ma lui rispose: "No, no. Loro hanno deciso così". E poi cambiò discorso. L'Agresti era comunque per me una persona degna e valida, preparata e con un certo fascino, ma sarebbe andato d'accordo con Papa K. Wojtyla e non con Papa Montini poiché apparteneva ad un'altra 'parrocchia'.
Con la presente voglio dunque CONCLUDERE che, fatti salvi i due differenti ruoli sacerdotali, con il FAMOSO RIVOLTOLONE FIORENTINO legato all'arrivo nel 1954 a Firenze del Cardinale Ermenegildo FLORIT, Don LORENZO MILANI inviato a BARBIANA fu certamente trattato NON PEGGIO di Mons. ENRICO BARTOLETTI inviato a LUCCA. Se Don LORENZO MILANI non lo capì, peggio per lui. Penso invece che lo capirà adesso Lei, caro papa FRANCESCO. Quelle due lettere del 10 Settembre e del 1° Ottobre 1958 erano perché, oltre ad essere il Milani un vero EROE, lo gratificava anche atteggiarsi con disinvoltura a "trombone". Si sentiva di poterselo permettere, data la sua autenticità anche di fronte ai suoi propri occhi. Ma mi piace evidenziare quale Filosofo, che "OGNI VISIONE AUTENTICA (e quella del Milani autentica lo era!) PUO' ESSERE RESA INAUTENTICA DA UN APPROFONDIMENTO COSCIENZIALE (e questo mi sentirei di doverlo portare a fondo Io, appunto!)."
Fu invece da mezzo 'TROMBONE' il suo giudizio di NON CREDERE nella possibilità ideale della CASTITA': e dunque tanto più per i suoi ragazzi. Don Milani se ne fregava della castità poiché, per esperienza empirico-osservativa, la riteneva impossibile. Bastava confessarsene e il ciclo si chiudeva. Il suo incontro con Padre Giovanni Maria Vannucci andò in buca proprio perché quast'ultimo non riteneva di dovere, di principio, abdicare alla castità, a questa concreta mèta legata alla nostra più Antica Tradizione Sacerdotale. Infatti il Vannucci indicava abbastanza volentieri la figura di Padre PIO da Pietralcina, mentre scansava intenzionalmente di commentare Don Lorenzo Milani. Per il Vannucci tale Metafisica Ontologica andava invece riscoperta, rimessa a fuoco, attraverso il risveglio di una nuova cultura che avrebbe dovuto ripensare più approfonditamente al Medioevo di san Francesco d'Assisi e santa Chiara, di Raimondo Lullo, di Papa Celestino V dal Morrone, di re Alfonso X el Sabio, di Dante, eccetera, eccetera. FINE DELLA TRASMISSIONE.
Ma qual è la STORIA di queste due ricordate lettere del Milani al Bartoletti...??? Intanto l'On.le MARIA ELETTA MARTINI di Lucca molto vicina ad ALDO MORO e che il Bartoletti subito mi fece conoscere obbligandola ad accompagnarmi alla STAZIONE F.S. con la sua giardinetta, disse che QUESTE non andavano pubblicate e, il motivo, credo sia sempre il mio: una sparata da TROMBONE di Don LORENZO che falsava la verità della situazione. Di questa FALSITA' di rapporto MILANI-BARTOLETTI emergente dalle carte da molto tempo intendevano avvantaggiarsi i nemici dello stesso BARTOLETTI. Come fare dunque a pubblicarle quando era ancora in vita l'amico Don ALESSANDRO CAMPANI ivi denunciato dal Milani come "un sacerdote scusabile solo per la sua miseria morale e intellettuale, eccetera, eccetera...??? E' semplice: qualcuno le pubblicherà ma don Alessandro, che non è un Intellettuale, non verrà mai a saperne nulla. Questo il vigliacco proposito andato però in buca per il mio risolutivo e felice intervento. Con il fiato in gola pregai intanto subito la MADONNA che Don Alessandro Campani non fosse già morto e subito gli telefonai. La risposta del CAMPANI...??? "Ceri, queste sono cose troppo serie per te. Grazie per avermi avvisato ma te non te ne occupare più: penso a tutto Io". E in CURIA successe dopo un POLVERONE ATOMICO.
Incontrando infatti due anni dopo Don FISSI in Piazza del DUOMO e illustrandogli l'accaduto egli mi disse: "Aaaah...!!! Aaaah! Dunque sei stato tu ad avvertire il Campani. E' due anni che il Cardinale PIOVANELLI sta cercando inutilmente di sapere chi fu! Adesso glielo vado subito a dire".
Certo, per pubblicare le due lettere del Milani con Don Campani ancora in vita il RISCHIO era grossissimo ma, ovviamente, così sarà stato anche il relativo COMPENSO. Per questo qualcuno, solo dopo averle ritenute essenziali, necessarie, ma, appunto per affossare l'operato di Mons. Bartoletti a favore della legge sul DIVORZIO e contro le TANGENTI e la CORRUZIONE, poteva giudicare che il rischio valesse la candela. Per non parlare poi di un pensierino, che invece dopo la loro pubblicazione sarebbe diventato assai meno incoraggiante, per nascondere meglio il possibile ASSASSINIO di Mons. BARTOLETTI per la sua politica a favore di una maggiore LIBERTA' SOGGETTIVA e di una linea privilegiata a favore di un NUOVO PROFETISMO sulla scia di DANTE ALIGHIERI e di ALFONSO GRATRY.
Per i curiosi le due lettere in questione si trovano nel volume di MASSIMO TOSCHI, "DON LORENZO MILANI E LA SUA CHIESA" , a cura della Giunta Regionale Toscana, ed. Polistampa, Firenze, 1993, pp. 158 - 168.
Cosa mi disse del rapporto fra Mons. BARTOLETTI e Mons. PIOVANELLI, Don Dano Stefanini a Fiano nel 1993, pochi giorni prima che morisse mio fratello Don Serafino e con cui lo stesso don Dano con lo stesso Mons. Bartoletti aveva avuto fortemente a che ridire (stima agro-dolce, o dolce-amara)...???
"Ma gli hai mai tu visti i due insieme a parlare...???" (Evidentemente don Dano si riferiva anche a quando il Piovanelli era Vice-rettore e il Bartoletti Rettore del Seminario)
"In presenza del Bartoletti, il Piovanelli spariva completamente dalla scena, pur trovandosi accanto a lui. Veniva completamente annullato".
- Alla mia domada: "Ma perché...???"
- Risposta: "Giovangualberto, per via della PERSONALITA'. Quella del Bartoletti era tanto, tanto più FORTE. Eppoi ancor oggi in VATICANO, dopo diciassette anni dalla sua scomparsa, alla parola "BARTOLETTI", c'è chi si mette ancora a tremare dalla paura per il suo programma. Ti ricordi il Convegno su "MALI DI ROMA" Dietro c'era sempre Lui ".

nelsegnodipadreginosantuariodimontignoso 12/22/2014 19:09



Caro Giovangualberto, si scrolli definitivamente di dosso questi assurdi sensi di colpa. Mons. Bartoletti è morto d'infarto e Lei non c'entra niente. Invece di piangersi addosso, mi
racconti della persona di Enrico Bartoletti, Lei che ha avuto il piacere e la gioia di conoscerlo. Vorrei pubblicare dei contributi sulla sua personalità, a cui mi sto avvicinando in questo
periodo natalizio. Cos'era per Enrico Bartoletti il Natale ? Mi racconti qualcosa, La Prego !


Riccardo



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