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3 gennaio 2015 6 03 /01 /gennaio /2015 09:45

 

 

 

 

Saturday 3 january 2015 6 03 /01 /Gen /2015 09:13

 

 

 

Signore, parlo con Te. Non sei un'idea: sei il Vivente, Cristo, mio Dio. Sei il Cristo, che gli uomini hanno avvicinato e amato, come si ama un altro uomo.

Sei la realtà vera a cui è legata tutta la mia vita, il mio lavoro, i miei ideali.

Torno a Te, Cristo Signore, per sentirmi ancora qualcuno, per ricostruirmi.

O, lo sai bene, non ti porto un edificio ben lavorato, un'opera compiuta; ma un ordigno prezioso, divenuto briciole, anche se briciole d'oro. Lo riporto a Te perché lo ricostruisca in unità.

Che cosa ho fatto, Signore, da un pezzo in qua?...” Verba, verba, praetereaque nihil”1). Eppure Tu mi sei passato accanto tante volte; e mi hai messo nel cuore, vivo insistente, il bisogno tormentoso di Te.

La morte mi ha sfiorato, e ho sentito pungente il desiderio di finirla con gli uomini e le cose, e ricongiungermi a Te. Ma poi, tornato alla vita, son diventato ancora una volta mediocre, terreno, sciocco. Ho dimenticato Te. Son diventato nell'intimo uno dei tanti.

Quante anime mi si sono avvicinate! E mi hanno chiesto appassionatamente di portarle a Te, di sacrificarti la loro giovinezza, di imparare ad amare. Ed io le ho mandate innanzi, le ho spinte verso la suprema generosità del dono di sé; mi son sentito padre e fratello con loro. Ma poi le ho tradite, perché la mia vita, tornata solitaria, ha rivisto tutte, ad una ad una, le mie meschinità. Gli altri non sanno; ma tu vedi e tu sai, o Signore!

Mi hai chiesto il sacrificio, facendomi capire che “vi sono dei momenti in cui si ha la voglia di farla finita con gli uomini; e non c'è che due maniere per farla finita: o amare o morire”. Ed io ho accettato : ho chiesto che la vita fosse davvero un silenzioso dolore, tutta volta al dare e non al chiedere, perché è “meglio che ricevere”. Ma poi, quando è venuto il dolore mi sono abbattuto, e l'ho sciupato, manifestandolo, come si sciupa una bottiglia di vino vecchio, stappandola. Ho cercato me; ho voluto la poesia del dolore, non il dolore soltanto.

Soprattutto, o Signore, ho sciupato la mia vita interiore, ho spezzato la mia vita di prete: nessuna importanza all'Opus Dei, perdendo anche la viva coscienza del mio dovere. Quante volte mi sono addormentato senza aver terminato l'Ufficio! E la lettura spirituale? E le pratiche di pietà ordinarie?...E' vero: molto si è salvato, perché in fondo ho parlato di Te e vissuto di Te...Ma a lungo andare, mi espongo all'esaurimento; corro (il) pericolo di far rovinare l'edificio soprannaturale e con quello anche la coscienza morale dell'uomo puro e semplice. Mio Dio, pietà. Sono ancora e soprattutto ora il figliol prodigo che ritorna a Te!

Uno sguardo di compassione, Cristo mio Dio, sulla mia miseria e mediocrità: un tuo sguardo profondo e indagatore, come inesorabile giudice, sul mio rovinio interiore. Da Te lo prendo volentieri, Signore, anche se punge, e sconvolge; perché so che è uno sguardo vivificatore.

Mi metto, dunque, Signore, alla tua presenza, per ascoltarti e parlare; per piangere e agire: per ritornare. Lo fo per me, Signore; ché non posso più vivere in questa continua menzogna vitale, in questo alterno contrasto del fare e del dire; lo fo per i miei ragazzi, che aspettano, fuori, affollandosi coi loro intimi contrasti e bisogni. E son babbo per loro; e non posso dare uno scorpione per un uovo, un serpente per un pesce. Lo fo per Te, Cristo mio Dio, perché sono e voglio essere tuo: tua gloria, Signore, tua conquista, tua corona. ” Apostoli gloria Christi”2). Perché per me è ormai il giuoco dell'ultima carta, quello che giuoco nella vita, con Te.

Ascolto, Gesù. Parla e ricostruisci.

 

 

3 gennaio 1945

 

Enrico Bartoletti

 

1) " Parole, parole e nient'altro"

2) " Sono gli apostoli delle Chiese e la gloria di Cristo"

 

 

Tratto da : In Spe Fortitudo Diario Spirituale 1933 – 1975 di Enrico Bartoletti 


 

Stefano Bollani & Irene Grandi - Costruire - YouTube

www.youtube.com/watch?v=ax2G9OAZ5XU
04 nov 2012 - Caricato da imnotafootballplayer
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1 gennaio 2015 4 01 /01 /gennaio /2015 12:19

 

 

 

 

 

 

Thursday 1 january 2015 4 01 /01 /Gen /2015 11:24

 

 

 

  

 

 

In nomine Domini.Amen”.



Visita casa. Molte pene, per la mamma; per mia sorella M. Regina, per Cecco1).

Ma anche grande pace e grande conforto, nel vedere come il Signore ci prepara e ci attende per la sua ora. Francesco non sa il suo male inesorabile; ma è pieno di fiducia in Dio e di bontà con tutti.

Inizio del Giubileo2). In S. Martino, S. Messa per me, per i miei cari, per la Diocesi.

Che cosa vuoi, Signore? Dammi più fede, e mi basta. Ho poco coraggio.

Ho paura delle pene e delle avversità. Non so ancora sopportare l'idea di non essere amato. E invece dovrei soltanto amare, amare, amare; fino a perdermi tutto in Te.

- Meditazione.

- Adorazione.

- Ordine nel lavoro.

- Abbandono totale.

 

 

1 Gennaio 1966

 

 

Enrico Bartoletti 

   

 

1) Francesco Facchini ( Cecco ) è il marito di Ada, la sorella di Bartoletti.

2) Si riferisce al Giubileo straordinario indetto da Paolo VI a conclusione del concilio Vaticano II. 

 

 

 

 

Tratto da : In Spe Fortitudo Diario Spirituale 1933 – 1975 di Enrico Bartoletti  

 

 

Sara Galimberti - Amore Ritrovato - YouTube

www.youtube.com/watch?v=UQ6KXjNUJPs
09 ott 2014 - Caricato da ART LAB Studio

 

 

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31 dicembre 2014 3 31 /12 /dicembre /2014 22:36

 

 

 

 

 

 

Wednesday 31 december 2014 3 31 /12 /Dic /2014 20:01

 

 

   

 

 

 

Signore, sono al termine di un anno carico di miserie, più carico di grazia.

Sento ogni giorno avvicinarsi la tua venuta; ma ciò non impedisce che mi attardi per la via, senza allungare il passo verso di Te.

Ti chiedo perdono delle mie colpe, mancanza di fede e di abbandono; mancanza di preghiera e di silenzio; stanchezza fisica, che diventa dissipazione e pigrizia.

Ho grosse responsabilità verso la tua Chiesa mia Madre. Soffro delle sue macchie e delle sue rughe; ma non fo niente per toglierle.

Ho pensato più a me che agli altri. Mi sono stancato del loro aiuto e del mio aiuto per loro.

Fammi vivere davvero nell'amore: un amore puro, disinteressato, pieno.

Fammi camminare con gli altri, specialmente con quegli che mi hai dato: Don Pietro (Gianneschi), Don Michelangelo (Giannotti); i preti che ho ordinato; quelli che ho preparato.

Ti offro il nuovo anno, che si apre in questo momento e che mi dai la grazia di cominciare.

Non so quello che mi accadrà, né quello che mi chiederai.

Voglio prendere e meditare tutto l'anno ciò che mi dici attraverso l'Apostolo Paolo: “ Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, il pericolo, la nudità, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori, per virtù di Colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, Signore nostro “ (Rm. 8,35-39).Amen!

 

31 dicembre 1974 - h. 23.45

 

Enrico Bartoletti

 

Tratto da : In Spe Fortitudo Diario Spirituale 1933-1975 di Enrico Bartoletti

 

 

UNA LUNGA STORIA D' AMORE - MINA - YouTube

www.youtube.com/watch?v=wBdxiQE_swg
19 set 2009 - Caricato da sognoinfinito9
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11 ottobre 2014 6 11 /10 /ottobre /2014 22:30

 

 

 

 

 

Saturday 11 october 2014 6 11 /10 /Ott /2014 21:26

 

 

 

 

Gentile Celeste, Ti ringrazio di avermi scritto tramite il punto di contatto della petizione pubblica. Normalmente non sono solito comunicare con messaggi privati ed ecco perché preferisco risponderti qui sul blog. Se vorrai rispondermi, Ti prego di farlo ugualmente sotto forma di commento su uno dei due blog. Ora vorrei rispondere ai punti da te toccati nel tuo messaggio.

 

Mi dici condivido pienamente la tua petizione nei confronti del carissimo P.Gino Burresi “.

 

Ti rispondo come segue :

 

Se la condividi, perché non la firmi ? E' facile condividere qualcosa con qualcuno, mantenendo le distanze di sicurezza, come fai Tu.

 

Mi dici ancora : “  Ho la Sua stessa età e benedico il buon Dio che mi offre oggi l'opportunità di poter ancora una volta testimoniare a Sua difesa, contro le obbrobriose calunnie, essendo per caso entrata nel sito"

 

Ti rispondo come segue :

 

Di quale sito parli ? Forse dei miei due blog

nelsegnodizarri e nelsegnodipadreginosantuariodimontignoso ?

 

Mi stupisco inoltre quando tu affermi di condividere pienamente la mia petizione, se subito dopo affermi di poter testimoniare a sua difesa.

Io, attraverso la petizione rivolta a Papa Francesco per ottenere la riabilitazione di Padre Gino Burresi, non prendo affatto le sue difese, bensì chiedo per lui il perdono.

Inoltre io non ho mai parlato di obbrobriose calunnie, bensì ho chiesto il perdono per le cadute di Padre Gino Burresi, partendo dal presupposto che le accuse contro di lui siano fondate, presupposto suffragato peraltro dal contenuto del messaggio di Giò, alias Padre Gino Burresi, pervenutomi sul blog il 2 aprile 2011, in cui lui confessa di essere inciampato.

 

Mi scrivi inoltre : Ho condiviso con Lui, in San Vittorino, anni ed anni di collaborazione di attivo apostolato e servizio agli ammalati. Conosco pertanto di persona la Sua santità di vita ed avrei tante cose in merito da dire.

 

Ti rispondo come segue :

 

Se lo vuoi, puoi condividere con noi le tante cose che hai da dire su Padre Gino Burresi, scrivendole sul blog .

 

Sappi però che la sua santità di vita non gli ha risparmiato le cadute. Siamo tutti esseri terreni e sappiamo tutti come sia difficile mantenere la castità. L'obbligo del celibato rende ancor più difficili le cose ed ecco come sacerdoti arrivano ad avere delle personalità sdoppiate, quella santa da ostentare ai fedeli in pubblico, quella peccatrice quando si è lontani dagli sguardi della gente.

Padre Gino Burresi non è riuscito, suo malgrado, a mantenersi casto. E' questo che intende dire quando nella confessione del 2 aprile 2011 afferma di avere inciampato. Per questo chiede di essere perdonato e riaccolto nella comunità ecclesiale.

 

 Mi dici infine : “Aiutami a fare ciò che sento un dovere di riconoscenza verso di Lui. Grazie di cuore ed il Signore ti benedica.”

 

Ti rispondo come segue :

 

Il dovere di riconoscenza verso di lui lo fai nella misura in cui apprezzi la sua sincerità nell'autoaccusarsi di essere inciampato, e non continui ad insabbiare le sue colpe, come può fare solo una fanatica della sua persona.

Capisco come Tu Ti senta crollare il mondo addosso, quando una persona che consideravi santa, possa cadere e peccare come Te.  Questa però è la realtà e non puoi continuare a nascondere le sue colpe.

Quindi se vuoi fare piacere a Padre Gino Burresi, Ti consiglio di apporre la tua firma sulla petizione rivolta a Papa Francesco. Anche perché nel corpo di questa petizione è contenuto il messaggio del 2 aprile 2011, che costituisce la base, su cui fondo la mia marcia per la sua liberazione e per giungere ad ottenere il perdono per lui.

Io, gentile Celeste, ho il timore che proprio Tu che lo veneri come santo avresti tante difficoltà a perdonarlo, qualora avesse confessato a Te la sua caduta.

Tu vuoi un Padre Gino puro e santo e consideri obbrobriosa la sua caduta, a tal punto da costringerti a ritenerla una calunnia e non la verità.

Cerca di guardare in Padre Gino Burresi più l'uomo bisognoso che il santo indefettibile e vedrai che sarà lui ad esserTi riconoscente.

Sicuro della tua firma, Ti accolgo nella comunità dei misericordiosi. Perché è di materna misericordia che lui ora ha bisogno. 

 

Riccardo Sante Maria Fontana

 

 

 

Laura Pausini - Vivimi (con testo) - YouTube

16/ago/2010 - Caricato da ILauPauFanI

 

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15 agosto 2014 5 15 /08 /agosto /2014 13:35

 

 

 

Friday 15 august 2014 5 15 /08 /Ago /2014 13:10

 

 

 

http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-le-stimmate-di-padre-luigi-gino-burresi-66582546.html

 

 

 

 

"Carissimi, ho conosciuto personalmente Padre Gino Burresi nel lontano anno 2000. Ho vissuto questo incontro come "Dono inaspettato" del Buon Dio. All'epoca ero seminarista in una comunità religiosa nella diocesi di Benevento e svolgevo il mio "servizio pastorale" a San Martino Sannita, un piccolissimo paese di appena 800 anime. Padre Gino si trovava ospite per qualche giorno nella comunità dei suoi confratelli beneventani, se non ricordo male il paese era S.Angelo?. Con me portai un gruppo di giovani che sentitone parlare in precedenza, vollero essere presenti all'incontro. Ammetto che fin a quel momento non avevo mai sentito parlare di questo "Uomo di Dio". Il padre ci accolse singolarmente e prese su di sè, tutte le nostre sofferenze e le nostre preoccupazioni. Lasciai che i giovani mi precedessero nell'incontro e devo ammettere che tutti i ragazzi, dopo l'incontro con il P. Gino, uscivano da quella stanza radiosi ed entusiasti. Toccò entrare a me e sinceramente, avendo appreso dei suoi "carismi" avevo una sorta di timore ad entrare, ero un seminarista al primo anno di Teologia appartenente alla Comunità dei Consacrati del Gam. Varcata la soglia della porta fui accolto da quest'uomo alto in talare con un sorriso di "Paradiso". mi sentii subito a mio agio e sembrava di stare a casa, tutti i miei timori scomparvero alla sola vista di padre Gino, trasmetteva una serenità di vero "servo di Dio". Dopo l'abbraccio, pose il suo orecchio sul mio cuore per alcuni secondi e subito dopo esclamò: "Qui ci sta Gesù, ci sta, ci sta" accompagnando le parole ad uno "Schiaffetto" sul mio volto, quasi come a dirmi: "di cosa dovevi aver timore?". Il Padre mi confessò, colloquiai con Lui circa un'ora, balenò in me anche l'idea di fare un' esperienza nella suo ordine religioso ma, il Padre a questa richiesta  mi fece comprendere con un'espressione del volto che forse era meglio evitare quest'ingresso. (Capirò solo qualche anno dopo il motivo di quell'apparente incertezza). L'incontro fu "paradisiaco" e pure i giovani che avevano colloquiato con il Reverendo a distanza di giorni ancora mi ringraziavano per aver portato con me anche loro. Sicuramente questa mia testimonianza varrà molto poco ma, in coscienza posso testimoniare il bene che Padre Gino Burresi ha fatto alla mia misera anima in quella circostanza. Forse P. Gino non ricorda quest'incontro ma, nel mio cuore è rimasto intatto ed indelebile. Non credo neanche minimamente alle accuse mosse nei confronti di Padre Gino, mi sarei accorto se avesse adottato qualche atteggiamento "strano" e nei miei confronti ed in quello dei "Miei ragazzi". Assicuro la mia preghiera quotidiana a Padre Gino, affinché la Vergine Santa che lo stesso tanto ama, possa assisterlo e difenderlo dagli attacchi del maligno. Sono sicuro che il Padre, attraverso la sua sofferenza provocata, sta portando tante anime a Dio e alla sua, e nostra, Dolce Mamma Celeste. Coraggio Padre Gino e sempre Avanti per il Regno di Dio.
Ottavio Cembalo"
Commento n°8 inviato da Ottavio Cembalo il 21/07/2014 alle 12h02
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7 aprile 2014 1 07 /04 /aprile /2014 04:35

 

 

 

 

Monday 7 april 2014 1 07 /04 /Apr /2014 04:54

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa notte ho sognato di essere in una casa di montagna.

L'aria montana è notoriamente più salubre di quella cittadina e più rarefatta, meno umida, più benefica insomma per l'organismo.

Dentro questa casa c'erano due sacchi di immondizia rotti che emanavano cattivo odore, nauseabondi come i miasmi che soffocano le città.

Allora ho preso questi sacchi che mi ero portato dietro e dentro, da Roma, senza saperlo, perché si sono slegati dal mio corpo nottetempo, e li ho messi fuori della porta, dopo averli legati per bene, affinché non infettassero altre persone.

Rinvigorito dalla coscienza montana eccomi qui davanti a voi con qualche peso in meno sulla coscienza cittadina.

 

Riccardo Fontana

 

 

Alice - Il silenzio delle abitudini (The Silence of the Routine) - YouTube

► 3:35
www.youtube.com/watch?v=d_TJFKnTomo29 Jul 2012 - 4 min - Uploaded by Eric Randall

 

     

 

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30 marzo 2014 7 30 /03 /marzo /2014 12:34

 

 

 

http://guide.supereva.it/filosofie_orientali/interventi/2005/05/210521.shtml

 

 

 

 

I sassi più grossi

 

Una volta un anziano professore venne contattato per tenere una lezione di formazione sulla “Pianificazione efficace del tempo” ad un gruppo di una quindicina di dirigenti di importanti aziende. Il corso faceva parte di una delle cinque sessioni della loro giornata di formazione, e il professore aveva a disposizione solamente un’ora “per fare lezione”.

In piedi, davanti a questo gruppo d’elite (pronto a prendere appunti su tutto ciò che l’esperto stava per insegnare), l’anziano professore li guardò ad uno ad uno, lentamente, e poi disse: “Adesso faremo un esperimento”.

Da sotto al tavolo che lo separava dagli allievi, il vecchio professore tirò fuori un grande recipiente di vetro da più di 4 litri, e lo posò delicatamente davanti a sé. Poi tirò fuori una dozzina di ciottoli grandi all’incirca come delle palle da tennis ed uno ad uno li mise delicatamente dentro il vaso. Quando questo fu riempito fino al bordo e fu impossibile

aggiungere anche un solo sasso, alzò lentamente gli occhi verso i suoi allievi e domandò:”Questo vaso è pieno?” Tutti risposero “Sì”.

Attese qualche secondo e aggiunse: “Davvero?” Allora si chinò di nuovo e tirò fuori da sotto al tavolo un secondo contenitore, questa volta pieno di ghiaia. Con attenzione versò questa ghiaia sui grossi sassi e poi scosse leggermente il vaso. I pezzettini di ghiaia si infiltrarono tra i sassi fino al fondo del recipiente. L’anziano professore alzò nuovamente lo sguardo verso il suo uditorio e ridomandò: “Questo vaso è pieno?” Questa volta i suoi brillanti allievi cominciavano a comprendere il suo armeggiare.

Uno di essi rispose: “Probabilmente no!”

“Bene” rispose l’anziano professore. Si piegò di nuovo e questa volta tirò fuori da sotto al tavolo un secchio di sabbia. Con delicatezza versò la sabbia nel vaso. La sabbia andò a riempire gli Spazi tra i grossi ciottoli e la ghiaia. Ancora una volta domandò: “Questo vaso è pieno?” Questa volta, senza esitare e in coro, i suoi allievi risposero: “No!”

“Bene!” soggiunse il vecchio professore. E, come ormai si aspettavano i suoi prestigiosi allievi, prese la brocca dell’acqua che stava sul tavolo e riempì il vaso fino al bordo.

L’anziano professore alzò allora gli occhi verso il gruppo e domandò: “Quale grande verità ci dimostra questo esperimento?” Il più furbo, il più audace dei suoi allievi, ripensando all’argomento del corso rispose: “Dimostra che

anche quando si crede che la nostra agenda sia completamente piena, ci si possono aggiungere altri appuntamenti, altre cose da fare.”

“No” rispose il vecchio professore “Non è questo. La grande verità che quest’esperimento ci dimostra è la seguente: se non si mettono per primi i sassi più grossi all’interno del vaso, non ci si potrà mettere tutto il resto in seguito”.

Ci fu un profondo silenzio, mentre ciascuno prendeva coscienza dell’evidenza di questa affermazione. L’anziano professore disse allora: “Quali sono i sassi più grossi nella vostra vita? La vostra salute? La vostra famiglia? I vostri amici e le vostre amiche? Realizzare i vostri sogni? Fare ciò che vi piace? Imparare? Difendere una causa? Essere rilassati? Darsi il tempo? O cose del tutto diverse? Quello che dobbiamo ricordarci è l’importanza di mettere per primi nella propria vita i sassi più grossi, altrimenti si rischia di non riuscire a fare . . . la propria vita. Se si dà Priorità alle minuzie (la ghiaia, la sabbia) ci si riempirà la vita di inezie e non si avrà a sufficienza del tempo prezioso da consacrare alle cose importanti della vita.

Allora non dimenticate di porvi la domanda: «Quali sono i sassi più grossi nella mia vita?» E poi metteteli per primi nel vostro vaso”. Con un cenno amichevole della mano l’anziano professore salutò il suo uditorio e lentamente uscì dall’aula.

 

Gino Paoli - Sassi - 1960 - YouTube

► 4:36
www.youtube.com/watch?v=kRYwdamzCIE30 mar 2013 - 5 min - Caricato da Милош НС
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30 marzo 2014 7 30 /03 /marzo /2014 06:16

 

 

    

 

 

Cari tutti, siamo il popolo di Padre Gino Burresi, non riusciamo a dimenticarlo.

Questo forum servirà per restare in contatto fra di noi e con lui.

Esprimiamoci con la massima libertà, condividendo le nostre esperienze, belle o brutte che siano.

Non è possibile che Padre Gino non ci ascolti, lui che per decenni si è preso cura dei nostri bisogni. Parliamo a lui come fosse un padre, un fratello. Egli è là, a Montignoso e ci vuole bene.

 

Riccardo Fontana

 

 

Antonella Ruggiero Non ti dimentico - YouTube

► 4:08
www.youtube.com/watch?v=sUrDcNbtxrc10 Apr 2013 - 4 min - Uploaded by Luca Biagini
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29 marzo 2014 6 29 /03 /marzo /2014 08:52

 

 

 

Saturday 29 march 2014 6 29 /03 /Mar /2014 08:43

 

 

 

http://parrocchiazafferia.wordpress.com/2014/01/17/carissimi-catechisti-vi-racconto-unesperienza-autentica/

 

 

 

 

 

“Carissimi Catechisti, Vi racconto un’esperienza autentica.

 

Ieri sera stavo amministrando l’eucarestia, durante la messa solenne, quando si è presentato un papà con la figlioletta in braccio. Il Corpo di Cristo. Amen. E gli ho fatto la comunione.

La bambina allora, che osservava con occhi colmi di stupore, si è rivolta a suo padre e gli ha chiesto: «È buona?». Sono rimasto letteralmente bruciato da quell’interrogativo. A tal punto, che mi son dovuto fermare. Poi, con la pisside in mano, mi son fatto largo fra la gente, ho raggiunto quel signore che si era già allontanato, e ho sentito il bisogno di dare un bacio alla sua bambina.

Quella domanda mi è parsa splendida. E siccome nell’omelia avevo detto che in fatto di fede possiamo trasmettere agli altri solo ciò che sperimentiamo noi stessi, ho pensato che il Signore, con la battuta ingenua di una bambina e nel linguaggio spontaneo dei semplici, avesse voluto restituirmi la sintesi del mio lungo discorso.

In effetti, ciò che rende credibili sulle nostre labbra di annunciatori la trasmissione del messaggio di Gesù è soltanto l’esperienza che noi per primi facciamo della Sua verità. Una verità che non passa, se chi la trasmette non ne pregusta un assaggio e non se ne nutre in abbondanza.

La domanda di quella bambina, perciò, ci stringe d’assedio, perché chiama in causa non tanto il nostro sapere religioso, quanto lo spessore del nostro vissuto concreto.

«È buona?». Perché, se la mensa di cui tu parli ti riempie di forze, desidero sedermi anch’io alla tua tavola. Spezzane un po’ anche per me di quel pane che tu gusti avidamente. Fammi bere alla stessa brocca, se è vero che quell’acqua toglie la sete e ti placa l’arsura dell’anima. «È buona?»”.

Mons. Tonino Bello

 

Contengo moltitudini - YouTube

► 4:25
www.youtube.com/watch?v=rvG8XZ147FQ28 Aug 2013 - 4 min - Uploaded by superficaoca
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27 marzo 2014 4 27 /03 /marzo /2014 18:56

 

 

 

 

Thursday 27 march 2014 4 27 /03 /Mar /2014 18:04

 

 

 

  http://www.losthighways.it/2011/07/22/forse-il-cuore-di-salvatore-quasimodo/

 

 

 

 

 

 

Forse il cuore    (Giorno dopo giorno, 1947)

 

 

Sprofonderà l’odore acre dei tigli
Nella notte di pioggia. Sarà vano
Il tempo della gioia, la sua furia,
quel suo morso di fulmine che schianta.
Rimane appena aperta l’indolenza,
il ricordo di un gesto, d’una sillaba,
ma come d’un volo lento d’uccelli
fra vapori di nebbia. E ancora attendi,
non so che cosa, mia sperduta; forse
un’ora che decida, che richiami
il principio o la fine: uguale sorte,
ormai. Qui nero il fumo degli incendi
secca ancora la gola. Se lo puoi,
dimentica quel sapore di zolfo
e la paura. Le parole ci stancano,
risalgono da un’acqua lapidata;
forse il cuore ci resta, forse il cuore.

 

Salvatore Quasimodo

 

 

 

Patrizia Cirulli - Forse il cuore - YouTube

► 4:05
www.youtube.com/watch?v=Tq1b8VZn7tc17 Nov 2012 - 4 min - Uploaded by Patrizia Cirulli
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