Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
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Testimonianza di
Francesco di Maria
29 Settembre 2009
Tra il 1972 e il 1973, fresco di laurea, mi recavo a San Vittorino Romano per conoscere ed incontrare fratel Gino Burresi, un mistico devotissimo a Gesù e a Maria, stimmatizzato come padre Pio di Pietrelcina di cui si diceva fosse un grande erede spirituale. Vederlo mi fece davvero impressione: prima da lontano nella campagna su cui da lí a poco sarebbe stato costruito un grande santuario mariano che chiunque vada a San Vittorino oggi può vedere, poi sempre più da vicino nel suo incedere austero e maestoso. Entrato nella baracca in cui riceveva i visitatori, aspettai il mio turno, quindi entrai in una piccolissima stanza dove lo trovai seduto dietro una grata di ferro, al di qua della quale mi inginocchiai e, piuttosto intimorito anche per l’iniziale severità del suo sguardo, gli parlai senza chiedergli di mostrarmi, come pure altri visitatori erano soliti fare, le stigmate delle mani e del costato, e chiedendogli piuttosto una grazia relativa alle condizioni di salute di una persona a me cara che, non so se per l’intercessione di fratel Gino o indipendentemente da essa, mi sarebbe stata effettivamente concessa negli anni. Tornato nella mia città, in ben due occasioni avrei sentito un intenso profumo di rose in ambienti in cui dovetti escludere categoricamente potesse esserci traccia di profumi di qualsiasi genere e di rose. E capii allora che tutti i poteri straordinari che molti gli attribuivano potevano non essere frutto di semplice immaginazione o suggestione. Devo aggiungere, per rendere più chiara la mia posizione su quanto mi accingo a trattare, che da qualche anno a questa parte, nel riconvertirmi a Gesù e a Maria, ho ricevuto anche la grazia di acquisire una conoscenza certa come la mia stessa vita: che il Signore e la Madre celeste parlano talvolta effettivamente a talune loro creature.
Recentemente, purtroppo, mi è giunta la dolorosa notizia non della morte di fratel Gino, ma della sua sospensione a divinis per gli abusi sessuali che avrebbe esercitato nei confronti di suoi seguaci e seminaristi tra gli anni settanta e ottanta e per presunti abusi commessi nella confessione e nella direzione spirituale. Pare che questo provvedimento della Chiesa sia definitivo. Non so che dire e spero con tutto il cuore che fratel Gino un giorno possa essere riabilitato. Questa storia però pone un problema serio, perché o fratel Gino è un mascalzone che è riuscito a farla franca per gran parte della sua vita in qualità di religioso e di sacerdote oppure la Chiesa è in grave errore nel condannare un uomo di Dio dotato peraltro di poteri eccezionali (premonizioni sorprendenti, guarigioni insperabili, bilocazione, visioni e capacità di parlare a tu per tu con la madre di Dio), di quegli stessi poteri insomma di cui era dotato anche padre Pio. Che, come ben si comprende, è un tragico dissidio.
Ma, se la Chiesa ha ragione, si pone un altro problema: com’è possibile che un uomo baciato dalla grazia di Dio in un modo cosí strepitoso possa poi dilapidarla a causa di debolezze cosí infami e volgari; anzi, meglio, com’è possibile che Dio sia cosí imprudente da concedere poteri miracolosi ad uomini cosí mediocri e abietti, la cui indole egli non può non aver soppesato rigorosamente prima che cadano pesantemente in peccato? Ma queste domande ne comportano altre non meno drammatiche e serie: se una cosa del genere è capitata ad uno dei più noti (non solo in Italia ma anche all’estero) profeti, taumaturghi e veggenti della Chiesa cattolica, perché si dovrebbe escludere che essa non possa riguardare anche casi analoghi, casi cioè di persone che, presentando caratteristiche affini a quelle del frate suddetto, una certa pubblica opinione e gli organi televisivi e di stampa additano come santi al di sopra di ogni sospetto?
Francesco di Maria