Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
UNA MESSA IMMACOLATA SENZA TRANSUSTANZIAZIONE
"Sacerdozio universale: per ricevere la grazia divina non occorre la mediazione di un clero istituzionalizzato. Il cristiano cerca di vivere assieme ai fratelli nel corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa invisibile, attraverso l'attiva partecipazione nella chiesa visibile."
(Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Lutero)
Carissimi lettori, carissime lettrici!
Non finirò più di stupirvi, ma io sento in me
vibrare un'anima protestante.
Io protesto contro chi mi chiude le porte, nel
tentativo di conservare una purezza che è solo
di facciata, minacciata dalla mia impurità.
Ben venga la mia bruttura, se da essa può
nascere una nuova Chiesa, che non tema
l'aria del rinnovamento, anche nella istituzione
sacerdotale.
Secondo me il sacerdozio attuale della Chiesa
cattolica è destinato al fallimento, se non si
apre alle voci profetiche che da tutto il mondo
giungono alla Chiesa ai fini di un suo
cambiamento.
Dobbiamo cominciare anche noi a diventare un
po' più protestanti.
Papa Francesco ci ha di mostrato di non avere
nessuna paura a mescolarsi coi protestanti
per addivenire a una concezione della Chiesa più
moderna, che risponda alle esigenze dei fedeli e
di tutti gli uomini e di tutte le donne, siano essi
credenti o atei.
Riapriamo le nostre pagine facebook alla novità,
non fossilizziamoci su di una Chiesa monolitica.
Leggetevi il seguente articolo e poi ne riparliamo.
https://www.varesenews.it/lettera/la-mia-messa/
La mia prima Messa

3 settembre 2018
Egregio Direttore,
ora le racconto questa mia vicenda personale che dal titolo potrebbe sembrare provocatoria.
Due domeniche or sono abbiamo accompagnato i bambini di Cernobyl alla chiesa di san Pietro a Cesenatico Ponente. A celebrare la messa era un prete, con molto probabilità di origine spagnola. Nonostante chi scrive ed alcuni bambini indossassimo una maglietta rossa con la scritta “Siamo tutti migranti” durante tutta la messa il prete non fece accenno alcuno al dramma che stavano vivendo i migranti, sulla nave Diciotti.
Fuori dalla messa, la nostra costernazione è stata grande al punto tale che una delle due accompagnatrici che provengono dalla Bielorussia, ma di religione cattolica e non ortodossa, è uscita con la frase: “Ma cosa ci portiamo a fare qui i bambini a sentire una omelia vuota di contenuti, con bambini che parlano solo russo e non capiscono niente”. Da qui la proposta di dire la messa tra di noi senza andare in chiesa e senza il pretefossilizzarsi in una. Conoscendo le regole, la proposta era già di per sé provocatoria anche se aveva una sua logica: cosa serviva portare dei bambini che parlano russo a sentire una messa parlata in italiano. Nel frattempo nelle messe precedenti cui avevano partecipato, questi nostri bambini quasi tutti con famiglie di religione ortodossa, avevano condiviso anche loro la comunione, facendo di fatto la prima comunione, senza i regali o gli addobbi in stile pagano come avviene attualmente nelle nostre “sante” chiese.
E così domenica scorsa, complice anche il maltempo con una pioggia a dirotto, non ce la siamo sentita di portarli per quasi due chilometri a piedi alla chiesa, ma abbiamo fatto una nostra piccola messa, anche con la partecipazione di amici agnostici. Ci siamo riuniti nella camerata, con tutti i bambini seduti semplicemente sulle brandine, abbiamo letto il passo del Vangelo con il discorso della Montagna, con il nostro smartphone usato come messale, tradotto riga per riga. Alla fine di questa lettura di uno dei passi più belli del Vangelo, abbiamo chiesto agli stessi bambini un piccolo commento alle parole ascoltate. Pochi hanno osato prendere la parola. Solo Artiom ha detto che per credere in Dio bisogna avere una grande fede.
Alla fine di questa prima parte abbiamo recitato il Padre Nostro, cercando di spiegarne il contenuto. Per farla breve abbiamo spiegato ai bambini che il Dio nel quale crediamo è un padre amorevole, che ci vuole un gran bene, che è nostro, cioè di tutti, credenti e non credenti e di qualsiasi religione, che abita nell’immensità dell’universo mentre noi siamo una infinitesima parte, che ci invita ad avere in comune insieme il pane quotidiano, perché tutti hanno il diritto alla condivisone del cibo, anche coloro che arrivano sulle carrette del mare e che scappano dalle guerre e dalla fame, spiegando loro che la nostra religione basata sull’amore per il prossimo, ha come secondo pilastro, quello di saper perdonare, sempre, anche quando è difficile. E come è difficile perdonare lo sperimentiamo tutti i giorni.
Poi alla fine, abbiamo sminuzzato su di un piatto semplice di plastica trasparente, delle fette di pane e fatto passare tra tutti i presenti, rammentando il gesto compiuto da Gesù, nell’ultima cena, mentre per noi, ogni domenica è la prima cena, per rinnovare quel patto d’amore che ci ha insegnato perché la scritta “Siamo tutti migranti, significa che siamo tutti fratelli” per sentirsi tutti parte di una comunità di fratelli, che si vogliono bene soprattutto anche quando si esce dalle chiese e per evitare che il gesto “Scambiatevi il segno della pace” rimanga un gesto sterile di una religione schiava solo dei suoi riti.
Di fatto è stata una sorta di prima messa, nella speranza che la chiesa si rinnovi e che si liberi al più presto dei suoi peccati e dalle sue lotte interne di potere e la smetta di dare un perenne scandalo di se stessa, con il risultato di allontanare la gente dalla chiesa, tradendo l’unico comandamento divino, cioè quello di evangelizzare il mondo, cattolici compresi, visto che anche dalla chiesa escono coloro che si lasciano sedurre dall’odio nei confronti dello straniero con la solita frase…. “e ma sono in troppi, non possiamo accoglierli tutti” dimenticandosi che “Siamo tutti migranti” e dobbiamo fare nostre le parole di Papa Francesco “Accoglienza e solidarietà” parole che non sempre risuonano nelle nostre parrocchie.
Emilio Vanoni – Induno Olona
Riccardo Fontana Mina - Canzone