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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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FRATEL GINO BURRESI E L'ALTARE DELLA MADONNINA

 

 

 

LA "MADONNINA" ARRIVATA DA PISA

 

 

Siamo in una borgata della periferia di Pisa, nella chiesa di San Jacopo alle Piagge, in una stanza attigua alla sacrestia, ove si riuniscono quasi ogni sera i ragazzi del luogo.

 

Il Novizio Fratel Gino Burresi degli Oblati di Maria Vergine insegna il catechismo: è giovane di appena ventidue anni, mite, paziente, umile in tutte le sue manifestazioni di pietà.

 

Come tutti gli Oblati non ama comparire nemmeno nelle minime esplicazioni della sua missione.

 

Soltanto tra i fanciulli tanto poveri e pur sempre ansiosi di apprendere la vera dottrina, egli alle volte sorride e cura le anime dei piccoli a lui affidati con vigile e premuroso affetto.

 

E' l'anno 1953.

 

Il Fratello, dopo la breve permanenza a San Jacopo, viene chiamato dall'Ordine nel Collegio Apostolico di Chiavari: si distacca con tranquilla obbedienza dalla sua terra e dai suoi fanciulli, che accolgono con manifesto stupore la notizia: non avranno più lo stesso caro maestro, direi quasi lo stesso amico, nel quale si rifugiavano con espansiva gioia, al quale con spontanea fiducia narravano le loro prime pene!...

 

- Sono perplessi, vogliono offrire un dono di addio, ma così poveri non troveranno neppure un soldo in prestito.

 

Fanno "congressi su congressi", si scambiano idee e progetti, necessita denaro: nulla si può chiedere alla famiglia, nessuno può aiutarli. Ed intanto i giorni volano!

 

Preoccupati si recano in città: in un modesto negozio scorgono una statuina in legno: è la Madonna di Fatima.

 

- Com'è bella... ecco, questa si dovrebbe regalare a Fratel Gino!...

 

Come sarebbe contento!...-

 

Domandano il prezzo: poche centinaia di lire, una somma enorme per loro: si consigliano ancora, poi con un sussiego rivolti al negoziante:

 

- Questa Madonnina lasciatela per noi - dicono - torneremo presto a pagarla e ritirarla -.

 

Il negoziante promette.

 

A lui non costa nulla tenere da parte la statuina, tanto più che i bimbi sembrano buoni e sinceri.

 

Difatti per mantenere l'impegno non perdono tempo.

 

Bisogna trovare questi benedetti denari, cercarli, sudarli, rimediarli a qualunque costo, a qualunque sacrificio.

 

Presso le loro misere case vi sono stalle e pollai che hanno bisogno di essere puliti e custoditi: ed i fanciulli pensano di offrirsi per quella fatica.

 

Sono ben accetti, e ne ricavano in compenso latte, uova, qualche cesto di frutta che si affrettano a vendere per incominciare a creare un gruzzoletto.

 

E così, affannati ed orgogliosi, continuano a brigare per i casolari e le cascine, a spazzare cortili, a procurare mangime per i polli, a portare fasci d'erba per le mucche e i rami secchi per l'inverno, e con ammirevole innocente sacrificio, briciola dopo briciola, accumulano quanto occorre per l'acquisto.

 

Immaginarsi la felicità di possedere la Madonnina guadagnata a tale prezzo!...

 

....Nell'ora serena dell'Ave, quando le campane del vespro squillano il saluto a Maria Regina, i piccoli discepoli uniti e festosi, si recano alla chiesa col santo, agognato trofeo.

 

Non sanno esprimere ciò che provano in quel momento, non riescono a trovar le parole, poi... finalmente, rivolti al giovane Novizio, sussurrano:

 

- Noi le abbiamo voluto e le vogliamo tanto bene, accetti questa Madonnina in nostro ricordo.-

 

Egli, con la commozione che gli chiude la gola, abbraccia uno ad uno i fanciulli, ed a stento risponde:

 

- Vi ringrazio. Siate certi che dalla vostra Madonnina non mi separerò mai, qualsiasi cosa avvenga nella mia vita.-

 

Senza indugio si reca nella sua stanza, e su di un povero tavolo erige il primo altare.

 

Benedetta nella stessa parrocchia, la Madonna, da quell'ora risponde a chiunque a Lei si rivolga.

 

Attraverso il dono dei bimbi innocenti Ella si avvia sul nuovo cammino.

 

Per volere divino ancora una strada è tracciata.

 

( Da: M.L. Marengo, Le mani della Madonna, Roma 1959, 23-25)

 

 

 

 

 

 

 

 

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