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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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A PAPA FRANCESCO: 23^ TESTIMONIANZA SU PADRE GINO

 

 

Caro Papa Francesco,

 

in verità Ti dico che sono convinto che Padre Gino Burresi non solo sia un uomo di Dio, come affermano in molti, ma che sia l'alter ego di Gesù Cristo, che ha calcato la nostra terra accompagnandoci per ben 86 anni e che la Chiesa, per permissione divina, lo abbia messo da parte per ben trent'anni.

 

Caro Francesco, ci sono alcune similitudini nei numeri tra la vita di Gesù e quella di Padre Gino Burresi.

 

Gli anni di nascondimento vissuti da Gesù prima della sua vita pubblica sono trenta e quelli vissuti da Padre Gino Burresi nel nascondimento, dopo l'allontanamento dal Santuario Nostra Signora di Fatima di San Vittorino, sono altrettanto trenta.

 

Gli apostoli di Gesù, escluso Giuda il traditore, sono undici, gli ex-seminaristi che hanno accusato di abusi Padre Gino Burresi sono altrettanto undici, secondo quanto afferma il vaticanista italiano Sandro Magister, che ha ripreso la notizia dal vaticanista statunitense John Allen.

 

Ma c'è probabilmente un traditore anche nella vicenda di Padre Gino Burresi, quello che ha consegnato Padre Gino ai cardinali in cambio di gioielli,  di cui Ti parlerò, quando Padre Gino mi ispirerà a pubblicare ufficialmente nome e cognome.

 

C'è poi la questione dell'inciampo, su cui vorrei proporTi la mia riflessione.

 

Del ragionamento che sto per farTi ne ho parlato anche con mia moglie ieri.

 

Ora noi tutti sappiamo che Gesù è stato condannato ingiustamente, perché era innocente e poi anche perché secondo la cristologia sancita nei concili dalla Chiesa, Gesù avendo sia una natura umana che una natura divina, non poteva peccare.

 

Adesso, ammesso che Padre Gino Burresi fosse, come credo, l'alter ego di Gesù, e quindi abbia dovuto o voluto partecipare alle sofferenze di Gesù Crocifisso, se Padre Gino fosse stato condannato sebbene completamente innocente, sarebbe in tutto e per tutto uguale a Gesù santo ed esente da peccato e ciò lo eleverebbe ad un livello che spetta solo al Figlio di Dio.

 

A questo punto interviene quella che io chiamo la replica di Giò, alias Padre Gino Burresi, alla mia risposta alla sua preghiera del 2 aprile 2011.

 

Egli così scrive:

 

"giò 04/03/2011 20:22

ti ringrazio riccardo!
Sono felice di averti vicino!
Questa sera mi tocco in silenzio il labbro superiore,li ho sempre trovato il desiderio di un bacio che,nel tempo gli ho negato e oggi è ancor più desiderato.
Ti ringrazio anche per la canzone che porta piacere alla sofferenza.
Accolgo l'abbraccio materno.
G"

 

Caro Papa Francesco,

perché Padre Gino Burresi si sarebbe negato un bacio  per tanto tempo? E' forse quel bacio il corpo del reato?

 

E perché Padre Gino Burresi ha continuato a desiderare quel bacio dopo tanti anni di isolamento, di meditazione, di pentimento per qualcosa che ha fatto o non ha fatto.

 

Qui il bacio ci ricorda forse il bacio di Giuda narrato nei vangeli ? o è invece il bacio che Padre Gino desidera dalla Chiesa e che si è negato, perché ha voluto obbedire alla Chiesa, quando gli ha fatto il processo e lo ha condannato, restando in silenzio ed accettando il distacco dalla Chiesa come punizione?

 

E' forse il bacio dato a un ex-seminarista, che lo ha interpretato male?

 

Papa Francesco, chi mi può aiutare a sciogliere questo enigma?

 

Così come la Chiesa avoca a sè l'interpretazione e l'esegesi delle sacre scritture, quella stessa Chiesa non rigetti la preghiera di Giò del 2 aprile ma la faccia propria,  come un'autocritica per migliorarsi e conformarsi al disegno e al progetto che Gesù ha su di essa.

 

Ti ringrazio dell'attenzione e Ti scongiuro:

 

AIUTAMI a comprendere meglio la seguente preghiera di Giò:

 


Sono dentro,
donna o uomo che vive li
nel seno di questa chiesa.
Da me amata,
desiderata e capita...
Sono dentro.
Mi manca aria,
Aspetto l'alba,
Vedo tramonto.
La chiesa dei cardinali
madri per gioielli,
matrigne per l'amore.
Ho inciampato
e la chiesa non mi sta
raccogliendo.
Solitudine a me dona,
a lei che avevo chiesto
Maternità.
E l'anima mia,
Povera,
Riconosce lo sbaglio
di aver scelto il dentro e,
Vorrei uscire
ma dentro dovrò stare,
per la madre
che non accetta,
Il bene del vero
che ho scoperto
per l'anima mia.

Chiesa,
Antica e poco nuova,
Barca in alto mare,
Getta le reti
Su chi ti chiede maternità.
Madre o matrigna,
per me oggi
barca in alto mare
che teme solo di
Affondare!
Matrigna.


 

 



Caro  Giò,  sento  sulla  mia  pelle  e  dentro  le  mie  viscere  la  tua  sofferenza.   Sia  per  te un  balsamo  questa  canzone  d'amore  che  ti  dedico  e  ti  canto  a  squarciagola.  Ti  abbraccio  e  ti 
tengo  sul  mio  cuore  materno.



  Riccardo

 

 

giò

ti ringrazio riccardo!
Sono felice di averti vicino!
Questa sera mi tocco in silenzio il labbro superiore,li ho sempre trovato il desiderio di un bacio che,nel tempo gli ho negato e oggi è ancor più desiderato.
Ti ringrazio anche per la canzone che porta piacere alla sofferenza.
Accolgo l'ab
braccio materno.
G
 


Caro G,  penso  a  te  ogni giorno con tanto amore  in questa primavera dello spirito; farò di tutto per lenire le tue pene, diventerò pescatore per gettare su di te le reti, implorerò per te maternità  e nell'attesa dell'alba ti cullerò  nel tramonto per rendertelo meno triste;  quando ti coricherai, ti darò il bacio della buona notte e ti farò sognare la tua amata chiesa che ti riaccoglie e quando ti risveglierai il tuo sogno sarà diventato realtà. Ti amo tanto. 


Riccardo
 
 
 
Caro Papa Francesco,

Ti dedico la canzone che ho dedicato a Giò nella mia risposta del 3 aprile 2011 alla sua preghiera del 2 aprile 2011.

 

Un abbraccio

 

Riccardo Sante Maria Fontana

 

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