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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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SOCIAL NETWORK PER LA RIABILITAZIONE DI PADRE GINO BURRESI

Il mantra del Forum dei Cattolici Italiani viene ripreso dalla 1^ lettera di Giovanni:

 

«Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo a voi, perché anche voi siate in comunione con noi» (1Gv 1,3).

 

E' ciò che dovremmo fare quando parliamo di Padre Gino Burresi.

 

E invece molte volte ci si è comportati come per il caso di Emanuela Orlandi, dove regnano l'omertà, l'indifferenza e l'anonimato.

 

Dovremmo abituarci a firmare i nostri commenti con i nostri nomi e cognomi, senza paura di eventuali ritorsioni da parte di chi vuole insabbiare e mettere a tacere la verità riguardante queste due vicende.

 

Non dobbiamo consentire di mettere a tacere la verità.

 

Non è mai giusto ridurre al silenzio un’opinione.

 

Secondo il filosofo britannico John Stuart Mill, mettere a tacere qualcuno può essere paragonato a commettere un furto ai danni dell'umanità intera. Non credo che vogliamo diventare dei ladri e quindi restituiamo a Padre Gino Burresi la sua dignità, intraprendendo ogni sforzo per ottenere dal Papa la sua riabilitazione attraverso la revisione del processo a suo carico.

Ma per far questo, tocca uscire allo scoperto o, come si dice, metterci la faccia. La rete che Giò, alias padre Gino Burresi, chiedeva alla Chiesa di gettare su chi le chiede maternità, possiamo gettarla noi, creando una rete sociale ovvero un social network per la riabilitazione post mortem di padre Gino. Oggi esiste anche Tik Tok, che fa miracoli.

Ho bisogno di qualcuno che collabori con me per raggiungere questo traguardo. L'unione fa la forza. In passato avevo conquistato la benevolenza del Servo del Cuore Immacolato di Maria Padre Enzo Vitale, che aveva accolto sulla sua pagina facebook  le testimonianze su Padre Gino Burresi pervenute sui miei due bolg  e i miei articoli, da lui  accuratamente selezionati ma in seguito deve esserci stato qualcuno che gli ha ordinato di rimuovere il tutto dalla sua pagina e Padre Enzo Vitale, tenuto all'obbedienza, ha dovuto obbedire. Dubito pertanto di poter contare sulla collaborazione di qualche confratello di Padre Gino, che anche se in cuor suo volesse darmi una mano, si trova con le mani legate per lo stesso motivo che ha portato padre Enzo a cancellare tutto.

Il caso di padre Gino sembra  essere finito in un vicolo cieco, a meno che qualche testimone dell'accusa ritratti ufficialmente o qualche cardinale informato sui fatti parli, se ha qualcosa da dire al riguardo. D'altronde Giò si è rivolto nel suo commento proprio ai cardinali, definendoli madri per gioielli, matrigne per l'amore, ragion per cui appare chiaro che siano stati proprio dei cardinali ad avergli fatto del male.

Dal canto mio non finirò mai di ringraziare Teofane, l'amministratore del Forum dei Cattolici Italiani, per aver dato il giusto e ampio spazio per la discussione sul caso di Gino Burresi, con la speranza che tale discussione continui in modo proficuo per la causa di padre Gino. 

Vorrei concludere dicendo che l'aver ricevuto il commento di Giò del 2 aprile 2011, mi ha spinto e motivato a continuare a gestire i blog, al fine di far ottenere a Padre Gino ciò che lui chiedeva alla Chiesa, vale a dire di non essere lasciato nella più totale solitudine. Purtroppo la solitudine è stata la sua unica compagna fino alla morte.

Riccardo Fontana      MINA - Compagna di viaggio - (di Giorgio Faletti)

 

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