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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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AMORE UNICO AMORE : LEGAMI DI AMOROSA FRATELLANZA ISLAMICA

Sunday 5 february 2012

http://www.ilcalamogmi.it/gmi/la-mia-idea-la-tua-idea-il-nostro-islam/la-fratellanza/

Pensi che essere fratelli o sorelle fillah implichi una totale libertà, avere lo stesso atteggiamento che avresti con un tuo fratello/sorella di sangue?

 

Chiunque abbia una minima base di religione ha idea del fatto che c’è una differenza comportamentale, questo sia da parte dei fratelli che da parte delle sorelle.

Nei confronti di un fratello o di una sorella di sangue ci sono molte più libertà sia nelle tematiche di discussione sia nel contatto fisico (seppur con più pudore raggiunta una certa età).

In una discussione con un fratello/sorella di sangue ciò a cui si ambisce è il confronto, la pluralità di idee e di punti di vista, con un fratello o una sorella fillah(*) invece spesso si riscontra difficoltà (soprattutto per noi giovani) a limitarci solo a questo, l’intenzione non diventa più esclusivamente quella di aprire uno spazio per il confronto ma piuttosto quella di riuscire ad affascinare con le parole il proprio interlocutore.

Sappiamo che in un’età in cui è più facile lasciar prevalere i sentimenti alla razionalità, in una società soprattutto dove tutto è permesso, è difficile stabilire dei limiti ed un giusto equilibrio nei rapporti con i propri fratelli e sorelle fillah(*), limiti stabiliti e dettati da precetti della legge islamica (come gli sguardi, la distanza, il pudore,…).

È interessante notare come malgrado le difficoltà, ci sia tra noi la consapevolezza che le regole stabilite dalla nostra religione siano necessarie e giuste per poter continuare e rinforzare il nostro legame di fratellanza e quell’ordine sociale che altrimenti verrebbe a mancare. Alhamdulillah (**).

 

La fratellanza coincide con l’amicizia o per te sono due sentimenti distinti?

 

La fratellanza è un sentimento innato e spontaneo per noi musulmani, al contrario dell’amicizia che invece deve essere costruita e che nasce dalla condivisione di momenti ed esperienze.

Il rapporto di fratellanza non prescinde l’amicizia poiché si può essere fratelli senza dover esseramicinon posso essere tuo amico se prima non sono tuo fratello.

Con questa riflessione viene spontaneo pensare se possa esistere un rapporto di amicizia e soprattutto se sia lecito islamicamente tra una sorella e un fratello fillah(*), ciò sarà trattato nelle prossime discussioni.

E’ quasi inutile dire che per noi musulmani il legame che si crea grazie alla fratellanza sia necessario per la nostra crescita individuale ma soprattutto spirituale, e ciò lo notiamo tutti i giorni.

Molte sorelle si sentono al sicuro quando c’è un fratello fillah(*) che conosce i propri limiti e usa rispetto nel rapportarsi con una sorella, pronto a ricordare il momento della preghiera e ad intervenire in prima persona con il buon consiglio quando ti vede in difficoltà.

 

Che cosa vuol dire per te fratellanza?

 

Come già sottolineato per noi musulmani è un sentimento fondamentale, un legame che nasce dal nostro essere musulmani e sottomessi ad un unico Signore, Allah (swt).

La fratellanza va oltre il concetto di amicizia, è un sentimento che porta a provare un amore fraterno per il prossimo in modo quasi spontaneo, senza pensare a ciò che una persona di utile possa darti.

L’amicizia spesso può scaturire dal’ interesse ad avere come amico una persona molto conosciuta o agiata economicamente, lo stesso non può avvenire quando si parla di fratellanza, un sentimento naturale che porta a nutrireindistintamente amore sia verso il povero che verso il ricco, sia verso il noto che lo sconosciuto.

Un pregio di cui la nostra religione alhamdulillah(**) può godere e che dobbiamo continuare a rafforzare.

 

Che cosa comporta essere fratelli?

 

Essere fratelli è un pregio e non un peso che si deve subire, e come tutti i doni lo si deve meritare.

Tutte le ricchezze comportano come è giusto un “prezzo” da pagare e anche la fratellanza comporta il suo “prezzo” che è tutto l’insieme di doveri che abbiamo nei confronti dei nostri fratelli/sorelle. Essere fratelli comporta abolire tutti quei sentimenti negativi che potrebbero nascere durante un’amicizia, essere fratelli vuol dire nel momento in cui nasce un problema con l’altro cercare di risolverlo nel migliore e più veloce dei modi con lo scopo non di far prevalere la propria tesi e le proprie ragioni a tutti i costi, ma con l’intenzione di ripristinare la serenità che ci deve essere tra due. Essere fratelli significa non provare invidia, se vedi che l’altro ha successo in un dato campo, non guardarlo con occhio malevolo, geloso dei traguardi che sta raggiungendo ma chiedere ad Allah (swt) di assisterlo e di benedire le sue attività sempre più. Quando vedi tuo fratello in difficoltà non fai finta di nulla, ma cerchi di avvicinarti a lui, di capire l’entità del problema in cui si trova e sei desideroso in prima persona di aiutarlo ed esserli utile. Essere un fratello vuol dire essere quella “mano tesa” di cui spesso sentiamo parlare. Fratellanza vuol dire essere capaci a dare il giusto consiglio quando vedi che tuo fratello compie un errore o è in procinto di cadere in peccato. Essere fratelli però non vuol dire dare il consiglio con la presunzione di essere il giustiziere o il “predicatore di bene”, vuol dire dare consiglio con la sincerità di voler realmente il bene per il prossimo. Se vissuta realmente ed in toto verrebbe a mancare e a svanire il concetto stesso di “dovere nei confronti di tuo fratello” perché qualunque azione compiuta in questi termini diventerebbe naturale e spontanea. Dire a parole sono tuo fratello è facile ma comportarsi di conseguenza non lo è assolutamente, anzi risulta complicato e a volte anche faticoso, se ci ricordiamo però della ricompensa che ci aspetta e del nostro scopo nella vita terrena esserlo risulterà come uno dei possibili “mezzi” per raggiungere il nostro unico e vero obiettivo, il Paradiso.

fillah(*) = nell’slam

alhamdulillah(**) = grazie a Dio.

► 4:09► 4:09
www.youtube.com/watch?v=Aac2bfviKjE25 mag 2010 - 4 min - cinegg
Album: Caramella (2010)
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