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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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CASO PADRE GINO BURRESI : SI TRATTO' VERAMENTE DI PEDOFILIA ?

 

 

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/regina-coeli-papa-pope-el-papa-vaticano-24575/

 

5/05/2013 
 
 Il monito anti-pedofilia di Francesco
Il Papa durante la messa

 

Il Papa durante la messa

 

Papa Bergoglio non abbassa la guarda e rilancia l'opera di pulizia e giustizia. L'importanza dei consigli di Scicluna

Giacomo Galeazzi
Città del Vaticano

 

"Prego per le vittime degli abusi. I bambini vanno difesi", scandisce il Pontefice. Francesco ha incontrato più volte l'ex pm anti-pedofilia, il vescovo maltese Charles Scicluna e gli ha chiesto quali misure siano necessarie per rendere ancora più efficace la prevenzione e il contrasto alle violenze compiute dal clero. Secondo quanto si apprende in Curia, Scicluna ha riferito al Papa riguardo agli ostacoli opposti da settori della gerarchia ecclesiastica all'azione di "tolleranza zero" avviata da Benedetto XVI.

 

Oggi Francesco ha salutato con l'ormai consueto «vi auguro buona domenica e buon pranzo» i circa 100 mila fedeli presenti alla messa di questa mattina in piazza San Pietro (70 mila erano i membri delle Confraternite). Bergoglio, all'inizio del rito, li aveva lodati per il «coraggio» di voler essere presenti nonostante la pioggia.  Ma soprattutto Francesco ha puntato l'indice contro la pedofilia. «Un saluto speciale va oggi all'Associazione «Meter», nella Giornata dei bambini vittime della violenza. E questo mi offre l'occasione per rivolgere il mio pensiero a quanti hanno sofferto e soffrono a causa di abusi», ha detto Papa Francesco al termine della messa in piazza San Pietro. «Vorrei assicurare loro che sono presenti nella mia preghiera, ma vorrei anche dire con forza - ha aggiunto - che tutti dobbiamo impegnarci con chiarezza e coraggio affinché ogni persona umana, specialmente i bambini, che sono tra le categorie più vulnerabili, sia sempre difesa e tutelata».

 

Come è noto, Papa Francesco «ha raccomandato in particolar modo che la Congregazione per la Dottrina della Fede, continuando nella linea voluta da Benedetto XVI, agisca con decisione per quanto riguarda i casi di abusi sessuali, promuovendo anzitutto le misure di protezione dei minori, l'aiuto di quanti in passato abbiano sofferto tali violenze, i procedimenti dovuti nei confronti dei colpevoli, l'impegno delle conferenze episcopali nella formulazione e attuazione delle direttive necessarie in questo campo tanto importante per la testimonianza della Chiesa e la sua credibilità».

 

«Il Santo Padre - si legge ancora nella nota ufficiale - ha assicurato che nella sua attenzione e nella sua preghiera per i sofferenti le vittime di abusi sono presenti in modo particolare». Benedetto XVI nei suoi otto anni di Pontificato ha emanato norme più severe e allontanato una ottantina di vescovi che non avevano saputo rispondere adeguatamente agli abusi compiuti dai loro preti, incontrando le vittime di questi orrendi crimini in Vaticano, negli Stati Uniti, in Australia, a Malta, in Gran Bretagna e in Germania.

 

«Ogni cristiano è missionario nella misura in cui testimonia l'amore di Dio. Per salutare più pellegrini possibile giunti a San Pietro, da questa mattina sotto la pioggia, con la "papamobile" Bergoglio si è spinto fino a via della Conciliazione, uscendo dunque dalla piazza. Normalmente il giro viene fatto solo all'interno del colonnato del Bernini. Poi è sceso dall'auto per salutare personalmente, come di consueto, i disabili ed è accompagnato da una persona che lo copre con l'ombrello.

 

Siate missionari della tenerezza di Dio», ha ribadito poi Francesco su twitter.«In questo momento di profonda comunione in Cristo, sentiamo viva in mezzo a noi anche la presenza spirituale della Vergine Maria. Una presenza materna, familiare, specialmente per voi che fate parte delle Confraternite. L'amore per la Madonna è una delle caratteristiche della pietà popolare, che chiede di essere valorizzata e ben orientata».

 

Il Papa ha invitato i fedeli «a meditare l'ultimo capitolo della Costituzione del Concilio Vaticano II sulla Chiesa, la "Lumen gentium" che parla proprio di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa. Lì si dice che Maria `avanzo´ nella peregrinazione della fede'. Cari amici, nell'Anno della fede vi lascio questa icona di Maria pellegrina, che segue il Figlio Gesù e precede tutti noi nel cammino della fede». Francesco ha infine salutato «con affetto tutte le Confraternite presenti, venute da tanti Paesi». «Grazie per la vostra testimonianza di fede!», ha detto, salutando anche i gruppi parrocchiali e le famiglie, «come pure la grande parata di varie bande musicali e associazioni degli Schutzen provenienti dalla Germania».

 

 

Ieri papa Francesco è tornato a sottolineare l'importanza di «vivere con responsabilità» di «tendere sempre più in alto». E ha ribadito la sua attenzione per i giovani. Il Primo Maggio, parlando della disoccupazione, li aveva spronati a prendere la vita nelle proprie mani. «Non abbiate paura del futuro», ha detto già più volte in questi giorni. E oggi ha ammonito: «Chi non sa affrontare le sfide mettendosi in gioco è senza spina dorsale». E oggi partendo dal Rosario, la preghiera mariana per eccellenza, dice quello che fa, o deve fare, una mamma per il bene dei suoi figli. E questo, per esempio, è anche dire loro che la libertà «non è fare tutto ciò che si vuole», «buttare tutto ciò che non piace dalla finestra».

 

www.youtube.com/watch?v=0k0x86L7Kxk
 
16/ott/2007 - Caricato da indianshawnee
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F
Lontano (2011)<br /> <br /> Lontani sono i mondi che noi attraverseremo senza saper <br /> bene dove l’inizio della nostra fine. Lontani, i mondi lassù, <br /> ma non scorderemo il fine. Noi, figli di Yaf-het, di colui <br /> che “prese dimora” a occidente, ora abitiamo sotto tende <br /> di Sem, sotto le ali della Sua chiesa. Se solo sapessimo <br /> del nostro passato per saper dove si volge il nostro passo! <br /> Che potremmo mai ricordarcene non senza confusione? <br /> Prosciugatesi antiche paludi, dal Mar Caspio giungemmo <br /> al Mar Nero di terre incognite, sospese come nel sogno: <br /> Hattilantis ne fu il nome, un’Atlantide di ceneri e lapilli <br /> che ebbe a che fare con l’isola di Creta e dove fu fondata <br /> la nostra Ilio. Ma i greci, antichi nemici di anatolici, <br /> non conobbero veramente i minoici: di essi sì, ne narrano <br /> alcuni miti, ma Minosse non era il diavolo. Esisteva, <br /> agli inizi, lo strano culto del serpente e lì dove l’aratro <br /> seminava primi indizi di civiltà direttamente nel solco <br /> della storia. Nei pressi di Eridu, antica città di Shumer, <br /> il Paese del Mare, si modellarono statuette ofidie, sotterra <br /> furono rinvenuti gli ossi di esseri giganteschi, i dinosauri, <br /> e l’Eden si collocava nel giardino di Guedinna, tra Umma <br /> e Lagash; ma l’essere a noi più ostile un Neanderthal <br /> come Lilith, allor quando Iddio rivestì l’uomo di pelli <br /> e il lanoso pachiderma tuonava. Accadde poi il Diluvio, <br /> e l’acque tumultuose dell’Eufrate inondarono il meridione <br /> e tutte le terre feconde che videro poi la gloria di un re:<br /> Ghilgamesh. Tra tutti i grandi che eressero megaliti <br /> orientandoli secondo le cose di Padre Cielo e che presero <br /> in moglie le figlie di una Madre Terra, anche l’Egitto, <br /> fondato da Narmer, emerse dall’acque come un obelisco, <br /> ai raggi del sole, ma più non vi regnava l’asiatico <br /> che abbozzò le piramidi e quella sfinge poi raffigurata <br /> nella Tavolozza del protofaraone, come immersa <br /> in petrose sabbie lungo le belle rive di papiro. E quelle <br /> genti che fecero il lavoro duro di erigerne i monumenti <br /> son coloro che il biblista chiama i Figli di Misraim. <br /> Ma Misraim non è Mis-Rê, l’Egitto dinastico non è <br /> il pre-dinastico Popolo del papiro! Oltre al geroglifico, <br /> lingua conosciuta di allora fu una sola, scritta da nazioni: <br /> il cuneiforme. E le sue parole, incise nella cruda argilla, <br /> si adattavano a ogni vulgata, come ci testimonia Ebla. <br /> Persino Mosè la conobbe, altrimenti come lo avrebbe <br /> inteso uno di Madian quando fuggì da corte? L’accàdico, <br /> ossia l’assiro-babilonese, era la lingua internazionale <br /> di cui acuti faraoni come Ekh-en-Aton si servirono <br /> in diplomazia e sempre in questa Nefertari, una moglie <br /> di Ramses, aveva ottimi rapporti con la consorte del re <br /> ittita, anni dopo quella di Qadesh. Qui perdere il filo <br /> del discorso è molto facile, visto che il Genesi biblico, <br /> tra tanti fatti mitologici, ci parla soltanto di una sola <br /> lingua conosciuta ai tempi delle prime ziqqurat sì alte <br /> come quella di Saqqara, ma nel labirinto di specchi <br /> che è la parola, il nome Arianna significava Colei <br /> che fu bella, poiché Ari significava avvenente e Ann <br /> era suffisso del passato remoto del verbo essere. A noi, <br /> pronipoti di un Noè di nome Deucalione, oggi dispersi <br /> in ogni dove sulla faccia delle terre emerse, dette impulso <br /> anche stirpe d’intrepidi Arii, che conquisero Hariyupeya, <br /> una Harappā dei Rig-Veda. Tutto giusto fin qui? Il canto <br /> mio è desolato, or più non siamo gli stessi di uno ieri, <br /> e dove ritroveremo le nostre radici per guardare anche <br /> alle verdi foglioline? Tutto è caduco, eracliteo “panta rei” <br /> colma ogni buco. Smemoreremo? Si è fatta oscurità, ora, <br /> sulla Terra, a causa di molte calamità l’Oriente soffre. <br /> Chi, senza peccato d’orgoglio, ci guiderà su vie d’eternità, <br /> a chi attingeremo vere perle di saggezza? Da coloro <br /> che ballano la samba sugli altari e ti adescano ragazzini? <br /> Vita, sinonimo di luce, ma molti preferiscono le tenebre <br /> alla vera lampada di un’umanità interiore, si prendono <br /> gioco del loro prossimo, perché adorano un vitello d’oro. <br /> Lontani sono i mondi che noi attraverseremo, lassù, <br /> senza saper bene dove l’inizio della nostra fine. Già <br /> ci si son spalancate le porte dell’universo, lo scrutiamo, <br /> e la polverosa luna è solo un sogno caro a romantici. <br /> Lontani, i mondi lassù, ma non scorderemo il fine <br /> che ci avrà spinto nell’oltre. E quel dì saremo come uno <br /> strenuo fior del deserto, e bello agli occhi del dio Logos.
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Grazie