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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IN RICORDO DI DON GIANNI SIRIANI DI BORGOMEDUNA

 

 

 

 

 

Wednesday 24 september 2014 3 24 /09 /Set /2014 20:59

 

 

 

 

http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2005/09/05/PN_11_PNA11.html


 

 Sacerdote trovato morto in casa

di ELENA DEL GIUDICE

Lo hanno trovato morto nell'abitazione di famiglia dopo aver forzato la porta d'ingresso. La causa apparente del decesso sarebbe riconducibile a un malore, ma la presenza di sostanze stupefacenti nell'appartamento (poste sotto sequestro) ha imposto al pm di disporre l'autopsia. Don Gianni Siriani, 48 anni, appartenente all'Istituto Servi del Cuore immacolato di Maria, una congregazione con sede a Roma, era originario di Borgomeduna. La madre, infatti, era nata qui ed era morta da pochi anni, lasciandolo solo. A Pordenone lo conoscevano davvero solo poche persone perché la sua vita al servizio di Dio l'aveva trascorsa quasi interamente in Portogallo.

A Pordenone, e nella casa di via Tiziano, era ritornato alla fine di luglio per un periodo di riposo e, pare, anche di cura: recentemente, infatti, aveva avuto alcuni problemi di salute. Borgomeduna rappresentava, per don Gianni, una sorta di rifugio, un ritorno ai difficili momenti dell'adolescenza, ma anche alla scoperta della fede che successivamente gli aveva cambiato la vita.
Verso la tarda serata di sabato una zia, che risiede in un'altra regione ma che sapeva del volontario "ritiro" del nipote a Pordenone, lo aveva cercato telefonicamente, ma lui non aveva risposto. Era quindi riuscita a mettersi in contatto con alcuni vicini di casa che, verso le 23, avevano ripetutamente suonato il campanello senza ottenere risposta. Dalla porta d'ingresso dell'abitazione del religioso, tuttavia, provenivano i rumori di un televisore lasciato acceso. I vicini hanno quindi chiesto l'intervento dei vigili del fuoco, che hanno forzato la porta d'ingresso dell'abitazione. All'interno hanno trovato un cane rottweiler che assolveva al suo compito di impedire l'ingresso degli "sconosciuti", e, riverso su un fianco su un divano, il corpo del religioso ormai privo di vita. Il medico legale, convocato dai sanitari del 118, ha constatato il decesso e richiesto la presenza sul posto degli agenti della Questura. Nella stanza, infatti, sopra un tavolo, sono state trovate sostanze stupefacenti oltre a numerosi flaconi di medicinali. Droga e farmaci sono stati posti dalla Polizia sotto sequestro.
Per i sanitari il decesso dovrebbe essere stato provocato da un malore, ma il pm di turno, nel disporre la rimozione della salma, avvenuta verso le 3 di notte, ha anche chiarito che verranno disposti l'autopsia ed esami tossicologici per chiarire le cause della morte del religioso, avvenuta a soli 48 anni.
L'incarico al perito settore affinché esegua l'esame autoptico verrà conferito oggi dal magistrato e, nell'arco delle successive 24 ore, l'incaricato dovrebbe essere in grado di fornire le prime risposte ai quesiti formulati dal pm. Per l'esito dell'esame tossicologico, invece, i tempi di attesa saranno più lunghi.

 05 settembre 2005

 

http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2005/09/06/PN_02_PNB1.html

 

 Sacerdote morto, oggi l'autopsia

 

Sarà effettuata oggi l'autopsia sul corpo di don Gianni Siriani, il sacerdote di 48 anni trovato morto l'altra notte nella sua abitazione di Borgomeduna. L'esame e la verifica sulla natura dei farmaci trovati in casa sono stati disposti dal sostituto procuratore titolare del fascicolo, mentre nel Pordenonese riaffiorano i ricordi del religioso dalla tarda vocazione. Il prete, infatti, era intenzionato a reinserirsi in diocesi dopo la lunga trasferta a Fatima dove aveva diretto l'istituto della congregazione alla quale apparteneva, tanto che stava valutando, a quanto pare, una serie di opportunità di incarico che gli erano state paventate dalla Curia proprio per favorire la sua integrazione in diocesi.
Con il passare delle ore, tra molte persone e anche tra il mondo clericale, riaffiorano i ricordi di un giovane di lontane origini meridionali, che dopo una infanzia e una gioventù trascorsa come tanti altri ragazzi e dopo gli studi di medicina, aveva compiuto il grande passo, quello dell'ordinazione sacerdotale. Una vocazione quasi adulta, quella di don Gianni, maturata durante un pellegrinaggio a San Vittorino Romano, dove aveva incontrato padre Gino Burresi, fondatore dell'istituto al quale poi avrebbe aderito, accompagnato dall'indimenticato don Angelo Pandin.
Era stato il sacerdote pordenonese ad accompagnarlo nella ricerca della fede profonda, negli anni del cosiddetto "fervore di Borgomeduna", don Gianni era il «frutto del suo lavoro», rimarcano in parrocchia. Entrato in seminario, era stato ordinato sacerdote nella Capitale nel corso di una cerimonia della giurisdizione dell'Istituto Servi del Cuore Immacolato di Maria, quindi destinato a Fatima, in Portogallo. In terra iberica aveva trascorso molti anni, era il motore della comunità, raccontano, così attivo da risentirne, in seguito, anche fisicamente. Al rientro da quella che considerava la sua seconda patria, si erano cominciati a manifestare i segni della precarietà della salute. Ma fu con la morte della madre (sette anni fa, il padre scomparve 15 anni prima) che in don Gianni si manifestarono i segnali della solitudine. Gli restava, comunque, la tanta forza di volontà di proseguire la sua missione, anche negli anni difficili del commissariamento della congregazione alla quale apparteneva e dalla quale aveva deciso di allontanarsi per rientrare in diocesi.
Due anni fa, infatti, maturò la decisione del cambio di giurisdizione, tanto che, per aiutarlo, la Curia gli propose un percorso che prevedeva anche l'assunzione di un incarico di responsabilità, non tale, comunque, da accentuarne i sintomi della fatica. Don Gianni fino a qualche anno fa aveva celebrato, al rientro per il periodo di riposo, sia a Borgomeduna che in altre parrocchie del Pordenonese dove lo ricordano per «le omelie brillanti, la voglia di vivere pienamente la fede» e non mancava di fare visita agli unici parenti in Friuli, nello Spilimberghese, e in Meridione. Lo ricordano anche perché raccontava con entusiasmo i frutti del suo lavoro a Fatima, mentre ultimamente erano gli altri che dovevano chiamarlo per rassicurarsi sulle sue condizioni di salute, quando le «batterie dell'entusiasmo si stavano scaricando». Insomma, un decorso della vita che andava verso la solitudine, protetto dalla compagnia di un rottweiler che, per la cronaca, da domenica è stato affidato a una struttura protetta dai cinovigili.
«Un valido prete, profondo nella catechesi, ragazzo preparato», ricorda don Giuseppe Dell'Osso, allora parroco di Borgomeduna oggi a Castions, mentre l'attuale rettore della comunità pordenonese, don Narciso Truccolo, aggiunge che «ricordo il bene che ha fatto in Portogallo di cui ho sentito parlare e di cui lui stesso mi ha molto parlato».
Enri Lisetto

 06 settembre 2005

 

 

08/feb/2009 - Caricato da simon130981
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