come la nostra terra qui
che (quanta pena!)
puoi vedere percorsa
da spaccature grosse irregolari oscure
profonde tanto
che ti pare di infilarci l'occhio
sino al centro del pianeta (denso e fuso)
fessura della terra asciutta!
Dicono che lo spirito
cresca nell'aria sottile
e invece io cerco (sempre)
la più insana umidità
purché ci senta pullulare
il movimento la trasformazione.
Questo terso del cielo
chiaro e uniforme (credimi)
è quaggiù crudele
quando non muta non trapassa
e nel silenzio della notte
puoi sentire le piante
che col respiro fondo e affannato
chiedono un po' di refrigerio
al giorno che segue: ed ogni giorno
che segue si riapre
invece uguale al precedente.
Elisabetta Borghi
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