CORRIERE DEL VENETO.IT
L'ULTIMA DELIBERA
Obbligo di telecamere sui morti
«Verificate che non si sveglino»
Il regolamento della Regione in materia funeraria impone la videosorveglianza delle salme per assicurarsi che non diano improvvisi segni di vita
Gli attori Freddy Rodríguez e Michael C. Hall nella serie «Six Feet Under» (web)
Gli attori Freddy Rodríguez e Michael C. Hall nella serie «Six Feet Under» (web)
VENEZIA—I toni sono lugubri, pervasi da un tecnicismo gelido come il marmo e da una precisione chirurgica più della lama del bisturi. Si parla di cadaveri da guardare, sezionare e ripulire, di frigoriferi per salme, di scoli per il sangue. Di tombe. Alla fine, ci si aspetterebbe la firma di George Andrew Romero, quello della Notte dei morti viventi e di Zombi, specie quando si legge che una «casa funeraria», in Veneto, deve essere dotata «di apparecchiature di rilevazione e segnalazione a distanza per la sorveglianza del cadavere, anche ai fini del rilevamento di eventuali manifestazioni di vita ». Se il morto si alza, e prende a camminare, insomma, è bene che una telecamera immortali (pardon) il momento. A firmare la delibera approvata ieri in giunta non è però il maestro dell’horror su pellicola, bensì l’assessore alla Sanità Luca Coletto, che pure qualche paura la fa, quando sussurra all’orecchio: «Io me ne intendo, ne ho fatti di cimiteri...».
E’ geometra, forse si riferisce a quello. «In realtà - spiega l’assessore - c’è poco da ridere: per legge siamo obbligati a normare anche i più piccoli dettagli dell’attività funeraria, è una faccenda molto delicata sotto l’aspetto igienico sanitario, e non solo». Lo si intuisce, leggendo quante persone sono state occupate in queste settimane per la scrittura delle sole «disposizioni applicative» delle legge 18 del marzo scorso: è stato creato un gruppo formato da medici legali e igienisti e da un tecnico dell’Urbanistica, convocato dall’aprile dello scorso anno, il cui lavoro è stato poi vagliato dagli assessorati al Territorio, alla Cultura ed agli Affari generali e da quello all’Economia e allo Sviluppo economico, dalle associazioni di categoria (proprio così) e dall’Anci. Il risultato, è una delibera con tre allegati ed un elenco di norme dettagliate, che stabiliscono le funzioni della «casa funeraria» (come la tanatocosmesi) e l’ampiezza delle sale, non inferiore a 3 metri lato minimo metri 4, la posizione del «deposito di materiale sporco e dei rifiuti speciali», ed il livello di umidità relativa (60%) e della temperatura, non superiore a 18˚, sia d’estate che d’inverno per motivi evidenti anche a chi non segue Six Feet Under. «Il primo a regolamentare la morte fu Napoleone - racconta Coletto - che istituì l’obbligo di spostare i cimiteri fuori dai centri abitati. Ora tocca a noi». La delibera norma allora pure le autobare, che devono essere dotate di «idonei sistemi che impediscano lo spostamento del feretro durante il trasporto » e di un «piano di autocontrollo » a disposizione degli organi di vigilanza, e gli esercizi di onoranze funebri. All’ultima pagina c’è poi un paragrafo dedicato alle «cappelle private ed alle tumulazioni privilegiate fuori dai cimiteri». Come quella che Silvio Berlusconi mostrò a Indro Montanelli, tanti anni fa. Ma quella era più di una cappella privata. Era il «mausoleo di Arcore».
Ma.Bo.
| | www.youtube.com/watch?v=7U-R1jmkSHA3 gen 2009 - 2 min - Caricato da bluearctic2 |