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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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PADRE FELICE DI NOME E DI FATTO

 

 

 

SICILIA INFORMAZIONI.COM

 

Gay e felici: la doppia vita dei preti omosessuali
che la Chiesa vorrebbe “curare”.

 

www.siciliainformazioni.com

Si dice sempre che “i panni sporchi si lavano in casa”. Chissà allora cosa pensa la Chiesa dei tantissimi sacerdoti omosessuali, alcuni dichiarati altri no, che ogni giorno pregano, celebrano messa, accolgono i più deboli ed onorano la loro “missione”. Se la Curia di Palermo invita pubblicamente un gruppo di preghiera composto da gay e lesbiche a non celebrare in chiesa una veglia per le vittime dell’omofobia, che “trattamenti” riserva ai preti gay?

 

Probabilmente farà ricorso a speciali cure mediche o psicologiche, come si evince dalla “Lettera” che spiega ai vescovi la cura degli omosessuali, ma con un ”aggravante”: in quel caso quelli da curare sono gli stessi sacerdoti. Insomma, un brutto guaio, quasi peggio dello scandalo pedofilia che ha investito il Vaticano. Del resto, gay e pedofili, secondo una certa scuola di pensiero, sono la stessa cosa.


Purtroppo, a turbare la quiete delle stanze vaticane ha contribuito un recente un libro-inchiesta di un giornalista siciliano, Carmelo Abbate, dal titolo inequivocabile “Sex and the Vatican”, in cui l’autore “infiltrato” sotto copertura , ha svelato la doppia vita dei sacerdoti che vivono in segreto la loro sessualità, sia etero che omosessuale. Tutto è nato da un’inchiesta su Panorama, pubblicata lo scorso luglio dallo stesso Abbate, dal titolo “Le notti brave dei preti gay”, in cui è descritta una festa in un locale omosex romano dove alcuni preti si sarebbero lasciati andare in balli ed effusioni non proprio caste. Sul web sono finiti anche video compromettenti.


Alla luce dell’inchiesta, date le prove inconfutabili, anche il Vaticano ha ammesso lo scandalo: “I fatti raccontati - si legge sul sito internet di SkyTg24 - non possono non suscitare dolore e sconcerto nella comunità ecclesiale di Roma, che conosce da vicino i suoi sacerdoti non dalla doppia vita, ma con una vita sola, felice e gioiosa”.


Ma può essere “gioiosa” anche la vita di un sacerdote omosessuale, come quella di padre Felice, cinquantenne parroco in un comune ligure. “Sì, sono gay come molte altre persone all'interno della Chiesa, sebbene non tutte si manifestino, – ammette il prete in un articolo pubblicato dal Secolo XIX - Per vivere l'omosessualità con serenità occorre accettare se stessi. E mettere un filtro alla dinamica della gerarchia ecclesiastica e omofoba”. Così come tante altre sono state le testimonianze di sacerdoti che hanno ammesso pubblicamente la loro omosessualità e la vivono con dignitosa discrezione.


Ci si chiede a questo punto quando la Chiesa avrà il coraggio di affrontare la questione senza ipocrisie. La Curia di Palermo, vietando la veglia in chiesa per le vittime dell’omofobia prevista per il 12 maggio, ha perso un’occasione di dialogo e di crescita spirituale. Invece di pensare a “medici” o “psicologi” per la cura degli omosessuali, come si legge nel documento vaticano, una chiesa moderna dovrebbe imparare prima di tutto ad essere aperta ai bisogni della propria comunità. Nessuno escluso.

www.youtube.com/watch?v=4skT34D97zA21 gen 2009 - 6 min - Caricato da cetdaniel
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