Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
ASSEGNO AL CREATORE
http://www.avvenire.it/Rubriche/mattutino/Assegniinbianco_
Il mattutino A cura di Gianfranco Ravasi
Assegni in bianco
I giorni della nostra vita sono come un blocchetto di assegni in bianco. Li puoi
spendere come vuoi, ma l'ultimo devi
riservarlo a Lui. «Tutti i giorni vanno verso
la morte, l'ultimo vi arriva», ammoniva nei
suoi Saggi il pensatore francese Montaigne.
È un'altra francese, di origine ebrea, Simone Weil, a rileggere quel monito in chiave
spirituale nella frase sopra citata tratta dal
suo libro L'ombra e la grazia. I giorni di
questo 2011 stanno lentamente colando
verso la loro fine: abbiamo avuto tra le mani
un assegno in bianco e ciascuno di noi, nell'intimità della sua coscienza, può dire
se l'ha investito, se l'ha lasciato in un cassetto
a impolverarsi, se l'ha strappato o macchiato rendendolo invalido. Ma soprattutto - continua
la Weil, donna di straordinaria intelligenza e intensa spiritualità, morta a soli 34 anni nel
1943 - c'è un ultimo assegno che si deve intestare a Dio. È quello del bilancio della
propria esistenza che, se si vuole, può
diventare una metafora della conversione. Durante la vita abbiamo avuto una disponibilità di intelligenza, tesori di amore, fondi di beni materiali, depositi di sentimenti, ricchezze di amicizie e forse abbiamo sprecato e dissipato tale patrimonio, sacrificandolo all'egoismo, dissolvendolo nelle banalità, riservandolo a persone sbagliate. È, questo, il rischio intrinseco alla nostra libertà. Ma questa stessa libertà può farci decidere di impiegare bene l'ultimo assegno. Noi, però, non sappiamo quale sia: potrebbe essere quello datato 2012 o molto più in là nel tempo. Per questo, allora, è prudente intestare subito a Dio e al bene l'assegno che abbiamo ora tra le mani perché - come diceva un altro francese, il poeta Lamartine - «l'uomo non ha porto, il tempo non ha riva: esso scorre e noi passiamo!».
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