Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
DA QUALE PULPITO VIENE LA PREDICA?
di Valerio Bruschini
1) Questa domanda s'impone, dopo che, da settimane, l'intera gerarchia ecclesiastica,
evidentemente in preda alla più classica delle coazioni a ripetere, ossessivamente lancia il finto
e stucchevole allarme:
“I Dico fanno male alla famiglia”.
L'obiettivo, neppure mascherato, è quello di creare l'ennesima falsa emergenza che,
prontamente veicolata dai genuflessi operatori di quasi tutti i mass media, affascini e manipoli
una popolazione annichilita nelle sue facoltà mentali dal triplice imperativo: “Produci, consuma,
crepa!”, che ne scandisce l'agire quotidiano.
2) Solo nella giornata di Sabato, 10 Febbraio 2007, nel solo “Avvenire”, si potevano leggere, in
cinque pagine, quattro delle quali terroristicamente intitolate: “Famiglia sotto assedio”, le
prese di posizione delle seguenti personalità:
il Papa Benedetto XVI: “La famiglia non dipende dall'arbitrio dell'uomo”;
il Cardinale Ruini: “Adesso servono parole meditate”;
Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede: “Già Cicerone
parlava di una legge eterna e immutabile”;
Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Vicenza: “Si indebolisce l'architrave della società”;
Diego Coletti, Vescovo di Como: “Legge ambigua e lesiva della famiglia”;
Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna: “Convivenza rischio per le donne”;
Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto: “La vera priorità si chiama famiglia”;
Luciano Munari, Vicepresidente della Cei: “Tolta sicurezza alle future generazioni”;
Giuseppe Betori, Segretario della Cei: “Il nostro primo impegno? Stare sulla frontiera”;
Rino Fisichella, Rettore dell'Università Lateranense: “Parlamenti troppo indifferenti”;
Vinicio Albanesi, responsabile della Comunità di Capodarco: “La vittoria di una lobby di pochi”;
Stanislaw Dziwisz, Cardinale di Cracovia, già segretario per quasi 27 anni di Giovanni Paolo II:
“Su questi temi c'è continuità fra Ratzinger e Wojtjla”. [1]
3) Nel ringraziare il Cardinale di Cracovia, per aver rassicurato chiunque avesse avuto qualche
dubbio sulla ferrea continuità tra i due Pontefici, vogliamo anche chiarire che, se questo vero e
proprio fuoco di sbarramento contro i Dico avesse trovato spazio solo in “Avvenire”, quotidiano
della Cei, (Conferenza episcopale italiana), non vi sarebbe stato assolutamente nulla da
eccepire, anche in base all'aureo principio:
“Se la cantano e se la suonano”.
Il problema è che questa vera e propria orgia di “originali” dichiarazioni si trasforma in
un'alluvione, che inonda, implacabilmente, tutti i mass media, divenendo l'argomento del
giorno.
Il Problema non è costituito dal dare ai fedeli una linea di condotta, ma dal pretendere che il
Parlamento di uno Stato, teoricamente indipendente e laico, si pieghi ai diktat della gerarchia
di una confessione religiosa, che, tra l'altro, non è più la religione della popolazione, ma solo
quella che ha il più alto numero di seguaci, oscillante tra il 30 e il 35%; trattasi, quindi, di una
minoranza, sia pur rumorosa, anzi: chiassosa.
E se il Parlamento recalcitra nel trasformare in reato quello che, al massimo, sarebbe un
peccato, arriva l'inesorabile Ruini:
“Potrà essere importante più avanti una parola meditata, ufficiale e accreditata, che sia
impegnativa per coloro che seguono il magistero della Chiesa e chiarificatrice per tutti”. [2]
Ed accorre, di rincalzo, il Rettore dell'Università Lateranense:
“... Fisichella entrerà nello specifico invitando i parlamentari a riflettere bene prima di votare il
disegno di legge sulle coppie di fatto”. [3]
D'altra parte, perché stupirsi di queste senz'altro “sofferte” dichiarazioni?
“... alla fine di luglio 2003... la Congregazione ratzingeriana diffuse un documento intitolato
Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali.
... Se tutti i fedeli sono tenuti a opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, i
politici cattolici lo sono in particolare, nella linea della responsabilità che è loro propria.
... Concedere il suffragio del proprio voto a un testo legislativo così nocivo per il bene comune
della società è un atto gravemente immorale”. [4]
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Affinché il Cardinale Ruini possa esprimere “una parola meditata”, Lo invitiamo a riflettere su
questa considerazione:
“Mai la Chiesa era stata altrettanto categorica nel richiamare i politici e i parlamentari cattolici
al “dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente” il loro no alle collusioni mafiose,
alle corruttele, al commercio di armamenti, al clientelismo, all'evasione fiscale, alle
devastazioni ambientali, a tutte le gravi immoralità connesse all'esercizio del potere”. [5]
4) Comunque, il PROBLEMA è costituito dal fingere di non capire che le leggi varate sul divorzio
e sull'aborto e quelle da varare sulle unioni di fatto e sull'eutanasia danno semplicemente A
CHI VUOLE la possibilità di avvalersi di quanto le norme stabiliscono.
Naturalmente, correlata a questa voluta finzione, è la manipolazione dell'immaginario
collettivo, affinché in esso si formi la visione tanto infondata e distorta, quanto potente, di
quelle leggi come altrettanti OBBLIGHI per chiunque, anche per chi la pensa diversamente.
Questa è la radice degli altrimenti incomprensibili e patetici allarmi:
“La famiglia sotto assedio (da parte di chi?, NdA). Si indebolisce l'architrave della società.
Legge ambigua e lesiva della famiglia. Convivenza rischio per le donne. La vera priorità si
chiama famiglia. Tolta sicurezza alle future generazioni”.
Agli illustri prelati, che hanno elaborato per tutti noi queste sconvolgenti verità, non pillole, ma
flaconi di saggezza, e che hanno non solo la statura dei biblici profeti, ma come loro sono
vestiti in maniera miseranda e trascorrono le loro veglie notturne in disadorne celle,
macerandosi nel corpo e nello spirito, a questi illustri prelati vorremmo semplicemente dire che
verserebbe in condizioni veramente pietose la famiglia, di cui si riempiono la bocca, se essa
avesse effettivamente bisogno, per stare in piedi, dello sradicamento di qualsiasi altra forma di
convivenza.
Comunque, a nostro avviso, il giudizio espresso da Amos Luzzatto, ex Presidente dell'Unione
delle comunità ebraiche italiane, sulla proposta di legge contro il Negazionismo, illumina sia la
questione di cui stiamo parlando, sia tutte le altre della stessa natura:
“Una società che per stroncare il risorgere dell'antisemitismo ha bisogno di una legge penale è
una società debole e in pericolo”. [6]
5) Il Vescovo Betori, che sta “con coraggio sulla frontiera”, nonché l'Arcivescovo di Chieti-
Vasto, che mostra di possedere la stoffa da Presidente del Consiglio, poiché, con audace
sagacia, stabilisce che per l'Italia: “La vera priorità è la famiglia”, dovrebbero chiarire perché:
“Tra i tanti temi che potrebbero dare scandalo dal punto di vista religioso – la povertà, livelli di
disuguaglianza tra i più alti nel mondo sviluppato e più stabili nel passaggio da una
generazione all'altra, la persistenza di zone franche per la criminalità organizzata, l'uso
sfacciato di qualsiasi posizione di potere, e così via elencando – la Chiesa cattolica italiana in
tutte le sue gerarchie ha deciso di fare del (non) riconoscimento delle unioni di fatto la
questione insieme politica e religiosa su cui giocare il tutto per tutto”. [7]
Naturalmente, questa considerazione non va vista come un'indebita ingerenza dei Laici nelle
scelte delle ecclesiastiche gerarchie, ma come uno sprone all'elaborazione di una sana
religiosità, dettato dal desiderio di contraccambiare gli innumeri consigli, che Benedetto XVI e i
suoi più solerti collaboratori dispensano, da anni, ai Laici, affinché mettano a punto una sana
laicità, che, in realtà, andrebbe letta come santa laicità.
6) Ci permettiamo di lodare in maniera particolare Angelo Amato, illustre Segretario della
Congregazione per la dottrina della Fede, per aver affermato che la legge naturale appartiene:
“... alla sapienza umana: Cicerone già insegnava che esiste una vere legge eterna e
immutabile. Il cristianesimo si è appropriato di questa dottrina, purificandola e illuminandola
della Rivelazione”. [8]
Il nostro plauso è dovuto al riconoscimento, raro evento, da parte di un rappresentante della
Chiesa di una delle numerose appropriazioni (o espropriazioni?), operate dalla stessa delle
concezioni elaborate dalla preesistente cultura pagana.
Ricordiamo che Agostino di Ippona, più noto come Sant'Agostino, per illustrare questo
meccanismo di appropriazione parlava apertamente di “furto”, sia pur “sacro”; ah, i bei tempi,
quando per lo meno vi era una corrispondenza inequivoca tra le azioni e le parole adoperate
per classificarle!
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Ricordiamo anche che, prima di Cicerone (106 – 43 a.C.), avevano già parlato di questa Legge
naturale, eterna ed immutabile, i filosofi greci, Ippia ed Antifonte, vissuti nel V-IV secolo a.C..
I due pensatori appartenevano a quella corrente filosofica chiamata Sofistica, che con
Protagora (V secolo a.C.) elaborò, per la prima volta, il concetto di Relativismo; sarà questo il
motivo per cui il Vescovo Amato “si ferma” a Cicerone?
Comunque stiano le cose, ricordiamo che, Sofocle, con la tragedia “Antigone” (442 – 441 a.C.),
dette la più mirabile rappresentazione artistica del conflitto tra Leggi di natura e leggi dello
Stato.
Infine, il Vescovo Amato va lodato anche per lo zelo e per la prontezza con cui ha fatto propria
una nuova parola d'ordine di Benedetto XVI:
“... lex naturalis, legge morale naturale, una parola oggi per molti incomprensibile a causa di
un concetto di natura non più metafisico ma solamente empirico”. [10]
Possiamo star sicuri che la “ legge morale naturale” sarà uno dei tormentoni dei prossimi mesi,
grazie anche al fatto che è “per molti incomprensibile”!
7) Stando, invece, alle notizie in nostro possesso, Monsignor Vinicio Albanesi meriterebbe non
una lode, ma una Laurea honoris causa perché ha addirittura preceduto (!) il Sommo Pontefice
nel lanciare nel circuito/circo massmediatico la parola “lobby”, destinata anch'essa ad un
fulgido avvenire:
“Una lobby potente di pochi ha rivendicato per sé diritti, dimenticando le condizioni reali dei
più”. [11]
L'impavido cronista così chiosa/spiega l'autorevole ed illuminante affermazione:
“Questi sono i Dico per monsignor Vinicio Albanesi, ..., che in una lettera aperta al Governo
critica la decisione di spendere tempo e fatica per garantire i diritti del 5% della
popolazione...”. [12]
Ora, a prescindere da qualsiasi altra considerazione, il 5% di 57.420.000, tanti sono coloro che
popolano la Penisola, equivale a 2.871.000 persone in carne ed ossa, che, quotidianamente,
sono alle prese con i problemi derivanti dalla loro “non esistenza” per lo Stato italiano.
A noi non sembrano pochi ed anche se fossero 2.871 avrebbero diritto a vedere riconosciuti i
loro diritti.
Comunque, se fossimo nei panni delle “poche” centinaia di migliaia di Musulmani, dei 230.000
Testimoni di Geova, dei 50.000 Valdesi, dei 50.000 Buddisti, dei 35.000 Ebrei, dei 15.000
Luterani, Pentecostali ed Avventisti, dei 15.000 Mormoni e delle migliaia di Ortodossi, nonché
nei panni delle migliaia di Zingari/Rom, presenti in Italia, cominceremmo a preoccuparci, vista
la considerazione che ha Monsignor Albanesi per i diritti di 2.871.000 persone.
8) Ha, invece, dato prova di grande finezza di spirito il già citato Luciano Munari,
Vicepresidente della CEI, che, ritempratosi la Domenica, ha nuovamente esternato il Lunedì,
così esprimendosi riguardo ai Dico:
“... la prima di una serie di leggi nate dall'idea che i desideri delle persone sono sufficienti per
una prospettiva legale.
C'è il timore che questo orientamento culturale non sia altro che la riproduzione del vecchio
“panem et circenses” [13]; non ti possiamo dare la felicità, perché ti mettiamo davanti una
vita troppo pesante; e allora ti accontentiamo nei tuoi desideri.
E questo può soddisfare i singoli, ma la società ne paga le conseguenze”. [14]
Il desiderio, parola che torna ossessivamente in queste poche righe, viene, quindi, condannato,
disprezzato ed ostracizzato/messo al bando; comunque, quello che più colpisce è la volgarità
con cui tutto ciò, che si muove nella sfera affettiva e razionale dei componenti le coppie di
fatto, viene equiparato al soddisfacimento materiale, richiesto dai plebei e dai sottoproletari
dell'Impero Romano, che, in questo modo, si legavano ulteriormente al carro della classe
dominante.
9) È tempo, comunque, di lasciare i maniscalchi [15], per chiedere chiarimenti concettuali
direttamente alla guida suprema, anche se è improbabile che riesca a darne, tenuto conto della
Sua non eccelsa levatura, al di là delle apparenze.
Prima ancora di essere eletto Pontefice, Joseph Ratzinger godeva fama di uomo di profonda
cultura, testimoniata anche dalla Sua inesauribile produzione di libri e saggi [16], nonché di
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essere un fine teologo.
Naturalmente, divenuto Papa, i mass media mondiali hanno elevato al cubo queste sue qualità
e le hanno radicate nell'immaginario collettivo, cosicché Benedetto XVI può pontificare a briglia
sciolta, poiché nessuno osa analizzare, non diciamo criticare, le sue quotidiane esternazioni.
Un esame accurato, invece, ridimensiona molto le ambizioni intellettuali del Pontefice:
“... la sua critica alla modernità non si avventura mai nella confutazione delle idee ma rimane
sempre sul terreno dell'elencazione storica, quando non storicistica, delle nefandezze prodotte
– anche oggi – da chi, circa trecento anni fa, iniziò a dire in giro che gli uomini potevano fare a
meno di Dio.
La sterminata produzione del teologo tedesco si limita a mettere in fila cause ed effetti,
tacendo quasi sempre, e con grazia, i fatti che contraddicono la sua interpretazione.
La litania sui danni prodotti dal pensiero moderno si riduce, così, a un appello politico alla
convenienza. Ritornate a credere in Dio, perché altrimenti starete peggio.
Il messaggio è forte, data l'incertezza dei tempi, ma il pensiero, che dovrebbe sorreggerlo,
rimane debole.
Da un punto di vista filosofico, il discorso del “papa filosofo” appare infondato.
La verità, come tale, è sottratta al dialogo razionale tra gli esseri umani per tornare a essere
garantita da un'autorità indiscutibile e inverificabile...
... la novità rappresentata da Joseph Ratzinger consiste nel fare appello alla ragione (e non alla
fede) per negarne la forza; nell'adottare le tecniche dell'argomentazione razionale come
strumento di persuasione irrazionale.
... Il messaggio del Papa è, in questo senso, paradigmatico.
Joseph Ratzinger non descrive mai un futuro migliore invece, di regola, indugia sui disastri in
agguato se l'Occidente non abbraccerà la sua versione del cristianesimo.
Nei suoi discorsi, paradiso e inferno sono quasi scomparsi. La beatitudine latita, la dannazione
è tutta nel mondo e nella storia.
... il successo politico della paura del futuro è stato sempre garantito dalla trinità Dio, Patria e
Famiglia.
Una trinità che Ratzinger modernizza (la Patria diviene identità occidentale), condivide e
proclama”. [17]
10) Questo giudizio, emesso agli inizi del 2006, potrebbe apparire troppo duro, troppo di parte,
e, soprattutto, dettato esclusivamente da fuorvianti preconcetti nei confronti di Benedetto XVI.
Tuttavia, se si pone mente sia agli sconquassi combinati dal Pontefice con la sua lectio
magistralis, tenuta a Ratisbona, il 12 Settembre 2006, sia alle patetiche, comiche ed
acrobatiche correzioni [18], successivamente apportate dal Papa stesso, si troverà pienamente
fondato non solo il giudizio di cui sopra, ma anche quanto l'anonimo critico ha affermato nel
pamphlet del Novembre 2006:
“Se sei mesi prima, in Contro Ratzinger, avevo chiarito le zoppie filosofiche dell'attuale
pontefice, gli eventi messi in moto dal discorso di Ratisbona esigevano un'aggiunta,
un'appendice fuori tempo che mostrasse, non soltanto il senso e i macroscopici errori di
Benedetto XVI, ma anche e soprattutto il clima culturale che aveva reso possibile
quell'entusiastica, e a prima vista inspiegabile, accoglienza.
Da questa prospettiva, il nuovo papa appariva trascurabile in quanto persona e pensatore, ma
ineludibile in quanto sintomo di un mutamento culturale ben più ampio e preoccupante”. [19]
11) Essendo queste le reali dimensioni del papa-pensatore-teologo, non vi è più motivo di
stupirsi, quando egli afferma:
“Per quanto concerne il diritto alla vita, è doveroso denunciare lo scempio che di essa si fa
nella nostra società: accanto alle vittime dei conflitti armati, del terrorismo e di svariate forme
di violenza, ci sono le morti silenziose provocate dalla fame, dall'aborto, dalla sperimentazione
sugli embrioni e dall'eutanasia.
Come non vedere in tutto questo un attentato alla pace?”. [20]
Ognuno può agevolmente rendersi conto di quanto sia logico mettere sullo stesso piano,
soprattutto in termini di attentato alla pace, il singolo individuo, che ricorre all'eutanasia, per
mettere fine alle proprie sofferenze, senza obbligare nessun altro ad imitarlo, e l'immonda
schiera di politicanti, banchieri, petrolieri, produttori di armi e Generali, che decidono di
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scatenare i conflitti armati, obbligando gli altri ad andare a combattere ed ad ammazzare, nella
maggior parte dei casi, i civili del Paese, di volta in volta designato quale vittima sacrificale del
cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale.
Non conosciamo a sufficienza la Scuola tedesca per poterla giudicare, ma sappiamo che in
quella italiana, (nonostante i “bombardamenti umanitari” di Berlinguer e di Moratti), lo
studente, che “confezionasse” un periodo del genere, lo vedrebbe, poi, segnato da un bel frego
blu e si sentirebbe ricordare che non si possono assemblare le rondini, la Foresta Amazzonica, i
vicini di casa ed i ricordi d'infanzia.
Il lettore, infine, avrà notato con quanta leggiadria il Papa-pensatore-teologo si libri a diecimila
metri d'altezza, guardandosi bene dall'individuare le cause degli eventi da Lui stesso elencati.
12) Essendo ormai abituato a pontificare senza il timore che qualcuno mostri l'inconsistenza
delle sue pompose dichiarazioni, nonché le libertà che si prende con la logica e con la Storia,
Benedetto XVI, il 13 Febbraio 2007, ha ammannito il consueto pastone ed ha solennemente
ammonito l'Umanità tutta:
“Nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore, senza che la
società venga drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso fondamento basilare.
... La prima preoccupazione per tutti, e particolarmente per chi ha responsabilità pubblica... è
far progredire la coscienza morale.
Questo è il progresso fondamentale... La legge inscritta nella nostra natura è la vera garanzia
offerta ad ognuno per poter vivere libero e rispettato nella propria dignità”. (è in questo
quadro che il Papa ha citato come “applicazione molto concreta” la famiglia: il Concilio Vaticano
II – ha ricordato – la definisce come)
“intima comunità di vita e di amore coniugale fondata dal Creatore e strutturata con legge
propria.
La Gaudium et Spes ha ribadito che l'istituto del matrimonio ha stabilità per ordinamento
divino, e per ciò questo vincolo sacro, in vista del bene sia dei coniugi che della prole, che della
società, non dipende dall'arbitrio dell'uomo”. [21]
13) Visto che la famiglia è stata “fondata dal Creatore” vorremmo che Benedetto XVI chiarisse
questi nostri dubbi:
Adamo ed Eva, usciti dalle mani del Creatore, devono essere equiparati ad una coppia
regolarmente sposata in chiesa o ad una coppia di fatto?
Se fossero l'equivalente di una coppia di fatto, tenuto conto del loro Facitore, non
costituirebbero una legittimazione assolutamente inconfutabile non solo dei “pallidi” Dico, ma
anche dei “rubicondi” PACS?
Invece, se fossero, come noi siamo propensi a pensare, l'archetipo delle coppie, così tanto
osannate dalla Chiesa, anche perché “architravi della società”, come si spiega il passo biblico
che segue?
“Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino...
Poi partorì anche suo fratello Abele... Caino disse al fratello Abele:
“Andiamo in campagna!”.
Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise”.
Così, il primo omicida della Storia risulta essere il figlio della coppia creata personalmente da
Dio! Non male quale esempio!
Forse, però, all'epoca, era già operante qualche occulta lobby relativista, tesa a disgregare la
famiglia, solo che, essendo occulta, ha operato senza lasciar tracce, cosicché il povero Caino è
risultato essere l'unico colpevole.
14) Un altro passo biblico ha generato in noi un vero e proprio rovello/tormento interiore, che
rende impellente un chiarimento.
“Il Signore disse ad Abram: “... Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il
tuo nome e diventerai una benedizione”.
... quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente.
La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone. Così la donna fu presa e
condotta nella casa del faraone.
Per riguardo a lei, egli trattò bene Abram che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e
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schiave, asine e cammelli.
Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi calamità, per il fatto di Sarai, moglie di
Abram.
Allora il faraone convocò Abram e gli disse:
“Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie? Perché hai detto: È mia
sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vattene!”.
... Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata
Agar, Sarai disse ad Abram:
“Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere
figli”.
Abram ascoltò la voce di Sarai... Egli si unì ad Agar che restò incinta... Soggiunse poi l'angelo
del Signore:
“Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele, perché il Signore ha ascoltato la
tua afflizione”.
... Agar partorì ad Abram un figlio...”. [23]
Dobbiamo, quindi, considerare Abram/Abramo e Sarai/Sara come fondatori della bigamia, per
di più legittimata dal Signore, che non solo non li punisce, ma invia un Angelo, per rassicurare
Agar sulla sorte del bambino, che ha concepito con Abramo, dopo che questi ha contratto con
lei un secondo matrimonio?
Dobbiamo considerare quella formata da Sara, Abramo ed Agar come una simpatica
anticipazione delle famiglie allargate, che verrebbero così legittimate?
Sicuramente, si rimane colpiti dalla larghezza di vedute delle donne e degli uomini
dell'Antichità, che costituisce la miglior condanna della inqualificabile mentalità, che affligge
coloro che, nel XXI secolo, pretendono di fondare sulla Bibbia le loro concezioni regressive e
repressive dell'altrui sessualità.
Onore, quindi, ad Abramo, a Sara ed ad Agar!
15) Tra l'altro, pure Abramo e Sara ebbero un figlio, Isacco, e grazie all'intervento divino, visto
che Abramo aveva cento anni e Sara novanta, stando a quello che sempre il Genesi narra.
Questo confermerebbe che anche il Creatore, a cui Ratzinger ossessivamente si riferisce, era di
molto larghe vedute (caratteristica senz'altro appropriata e comprensibile, sol che si pensi che
stiamo parlando dell'Onniveggente).
Isacco, poi, sposò Rebecca, che partorì due gemelli, Esaù e Giacobbe; quest'ultimo, volendo
evidentemente imitare il nonno, ebbe due mogli: Lia e Rachele, che, tra l'altro, erano sorelle.
Se questo fu il comportamento dei Patriarchi, non molto diverso fu quello dei più grandi e
famosi Re di Israele:
“Davide prese ancora concubine e mogli di Gerusalemme dopo il suo arrivo da Ebron: queste
generarono a Davide altri figli e figlie.
... Salomone si imparentò con il faraone, re di Egitto. Sposò la figlia del faraone... Ma il re
Salomone amò donne straniere, moabite, ammonite, idumee, di Sidone e ittite...”. [24]
Nel valutare tutto questo, non va dimenticato che Davide e Salomone erano re per espressa
volontà di Dio.
Pertanto, pure in questo caso, urgono dei chiarimenti.
Infatti, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ed i loro seguaci, sia ecclesiastici sia atei devoti,
(quest'ultima specie umana, solo in Italia poteva nascere e prosperare), non hanno mai perso
un'occasione per esaltare le radici giudaico-cristiane dell'Occidente.
Da questo, non dovrebbe discendere che ciò che noi leggiamo nell'Antico Testamento ha lo
stesso valore di ciò che troviamo nel Nuovo, cosicché questi comportamenti, come minimo
libertini, dei Patriarchi e dei Re legittimerebbero perfino l'adulterio ed il concubinato?
Oppure, senza che noi ne fossimo al corrente, è stata decretata la presenza di due radici,
ognuna delle quali è indipendente dall'altra, ed ha dato origine a due alberi decisamente
differenti?
Oppure, infine, il Creatore dalle molto ampie vedute dell'Antico Testamento non è lo stesso a
cui Ratzinger attribuisce la fondazione della famiglia come “intima comunità di vita e di amore
coniugale”, cosicché avremmo ben due Creatori?
16) In ogni caso, Benedetto XVI pontificherebbe con molta meno sicumera/ostentata sicurezza
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di sé, se solo avesse il buongusto di tener presente il concubinato praticato da Papi, Vescovi,
Sacerdoti e Frati nel corso dei secoli; le loro mondane avventure, che Lui dovrebbe ben
conoscere, fanno impallidire le più sboccate novelle di Boccaccio.
Per esigenze di spazio e, soprattutto, perché è nostra inveterata abitudine non sparare sulla
Croce Rossa, non narreremo quello che avvenne sia nell'Alto che nel Basso Medioevo nelle
chiese e nei conventi, ma ci limiteremo a sintetizzare le gesta del Papa, che inaugurò l'Età
moderna, cioè Alessandro VI (1492 – 1503):
“Papa Borgia fu uno dei peggiori Pontefici che la Chiesa di Roma abbia mai avuto.
Simoniaco [25] e concubinario, si servì dei beni ecclesiastici soltanto per arricchire la sua
famiglia.
Così come fece anche con la sua amante ufficiale, Giulia Farnese, moglie di Orsino Orsini, dalla
quale ebbe anche due figli nel corso del pontificato”. [26]
Se si preferisce un quadro più edificante:
“Nipote per parte di madre di Callisto III (papa dal 1455), creato cardinale nel 1456... poté
compiere una rapida carriere ecclesiastica e accumulare un ingente numero di benefici e grandi
ricchezze... venne eletto papa... sebbene ne fossero ben noti e severamente criticati i costumi
(era fra l'altro padre di numerosi figli)”. [27]
Dal momento che Alessandro VI fu eletto Papa, come sempre avviene per ispirazione dello
Spirito Santo, dobbiamo da questo arguire che pure lo Spirito Santo ha larghe vedute?
Oppure, dobbiamo supporre che Alessandro VI formò una propria famiglia, per dimostrare in
maniera concreta quanto questa istituzione fosse al centro delle sue sofferte meditazioni
teologiche?
Il suo legame con Giulia Farnese va considerato come uno sfasciamento della famiglia (altrui),
o, tenuto conto dei due figli che ne nacquero, va visto come un contributo all'incremento
demografico?
Se il Concilio di Trento, in pieno XVI secolo (1545 – 1563), fu costretto a ribadire l'obbligo del
celibato ecclesiastico, quale sarà stato il comportamento del clero nei decenni e nei secoli
precedenti?
17) Venendo ai giorni nostri, si potrebbe sostenere che le decisioni prese a Trento abbiano sì
distolto gli ecclesiastici dal “desiderare la donna d'altri”, ma non del tutto.
“Attualmente, l'Aids sta colpendo preti e religiosi in diversi Paesi.
In uno, per esempio, su un totale di 320 preti diocesani, tre sono morti per malattie legate
all'Aids, altri 4 sono in fase terminale, e altri 12 sono sieropositivi.
Queste cifre rappresentano un tasso di contagio pari al 13 per cento fra il clero diocesano in
quello specifico Paese.
In un altro Paese, 16 membri di una Congregazione religiosa sono morti di Aids.
... Le religiose sono un'altra categoria identificata come “sicura” per l'attività sessuale.
... le suore denunciano che anche i preti le hanno sfruttate sessualmente, perché anche loro
erano arrivati a temere il contagio dell'Aids dal rapporto sessuale con prostitute e altre donne
“a rischio”.
In un dato Paese, per esempio, la Superiora di una comunità religiosa è stata avvicinata da
preti i quali chiedevano che le suore fossero messe a loro disposizione per favori sessuali...
... Le informazioni riguardano lo sfruttamento di religiose e di altre donne da parte di preti e
provengono da missionari (uomini e donne), da preti, da medici e da altri membri attendibili
della famiglia ecclesiale.
... gli esempi che seguono derivano dall'esperienza di sei anni, e riguardano casi successi in 23
Paesi dei cinque continenti, cioè Botswana, Burundi, Brasile, Colombia, Filippine, Ghana, India,
Irlanda, Italia, Kenya, Lesotho, Malawi, Nigeria, Papua Nuova Guinea, Sudafrica, Sierra Leone,
Stati Uniti d'America, Tanzania, Tonga, Uganda, Zambia, Zaire, Zimbabwe.
In vari Paesi... quando una suora rimane incinta deve lasciare la Congregazione, mentre il
prete coinvolto può proseguire il suo ministero.
La religiosa viene lasciata sola ad allevare il bambino, formando così una famiglia
monoparentale, spesso vilipesa e in condizioni sociali indigenti (Come mai, Benedetto XVI non
scaglia i suoi anatemi sui protagonisti di questi edificanti eventi? NdA)...
La Superiora di una Congregazione diocesana dove molte delle sorelle erano state messe
incinte da preti non è riuscita a trovare una soluzione appropriata...
Da quale pulpito viene la predica? - Pag. 7 di 19
Alcuni preti spingono le suore a usare contraccettivi, inducendole a ritenere che la pillola eviti il
contagio dell'Aids.
Altri hanno invece incoraggiato le suore con cui avevano avuto una relazione ad abortire...
In un ristretto numero di Paesi, membri dei consigli parrocchiali e di piccole comunità cristiane
stanno ricusando i loro Pastori per le relazioni che questi intrattengono con donne e ragazze in
generale...
È risaputo che alcuni preti hanno relazioni con più donne e hanno figli da più di una relazione...
La prima conseguenza di questi abusi va individuata nel dolore fisico, emotivo e spirituale
immediato delle vittime...
Esse si domandano perché il celibato debba essere proclamato in modo così perentorio dalle
stesse persone che poi praticano lo sfruttamento sessuale – un atteggiamento che viene visto
come ipocrita, o almeno come l'affermarsi di una doppia morale.
... L'accorato auspicio finale della Religiosa restò inascoltato.
Sua Eminenza il Prefetto (della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di
vita apostolica, NdA) – autentico volpone curiale di lungo corso all'ombra dell'Opus Dei e del
segretario papale – confabulò con chi di dovere, e la decisione fu quella del silenzio che tutto
ottunde e tutto oblia.
... intanto, il Santo Padre (Giovanni Paolo II, NdA) non perdeva occasione per annunciare ai
fedeli:
“L'unico modo sicuro e virtuoso per porre fine alla tragica piaga dell'Aids che tante vittime ha
mietuto è l'astenersi da ogni rapporto sessuale fuori dal matrimonio”” [28]
18) Il rapporto, di cui abbiamo citato alcune parti, è datato 1995; tuttavia, in anni molto più
vicini a noi, non sembra che le cose siano cambiate.
15 Aprile 2002: l'ex seminarista Juan de Vaca accusa in un programma TV messicano il prete
capo dei “Legionari di Cristo” di abusi sessuali.
8 Maggio 2002: il tribunale di Varese ordina una perizia psichiatrica sul prete pedofilo don
Roberto Mornati, già recidivo per reati del genere.
30 Aprile 2003: scandalo a Calabritto (AV), una suora sfugge all'arresto per concorso in atti di
libidine su tre bimbi dell'asilo dove lavorava.
17 Agosto 2003: il settimanale inglese “Observer” rivela un documento del Vaticano, rimasto
segreto per 40 anni, in cui s'impone di non rivelare mai i nomi dei preti pedofili.
23 Agosto 2003: assassinato in carcere il prete pedofilo John Geoghan accusato da ben 100
minorenni in USA.
11 Settembre 2003: la diocesi di Boston paga le vittime dei preti pedofili, stanziati 85 milioni
per risarcire 500 parti lese.
13 Dicembre 2003: scandalo in Savoia, padre Dufour, vicario vescovile ha abusato
sessualmente di decine di chierichetti.
7 Luglio 2004: un parroco della provincia di Agrigento è condannato a 2 anni e sei mesi per
pedofilia.
10 Settembre 2004: scandalo ad Avellino, suora e monaco in fuga d'amore. Suor Pompea si
sarebbe invaghita di un frate benedettino.
14 Settembre 2004: il quotidiano “City” dà notizia che molti preti pedofili USA sono stati
mandati in esilio forzato a Roma.
7 Novembre 2004: “Il Giorno” pubblica un articolo su un'ex suora brasiliana che era stata
schiavizzata da un ordine religioso cui era arrivata mal consigliata dal suo parroco.
8 Novembre 2004: arrestato a Sedrina (BG) un ex chierichetto pedofilo.
23 Novembre 2004: l'arcivescovo di Minneapolis (USA) vieta l'attività dei “Legionari di Cristo”
nella sua diocesi in quanto accusati di abusi di ogni tipo, sessuali e non.
26 Novembre 2004: il papa invia gli auguri per 60o di sacerdozio a padre Marcial Maciel
Degollado, (fondatore dei “Legionari di Cristo”, NdA), accusato di abusi sessuali da ben 9
seminaristi.
19 Dicembre 2004: un prete brasiliano che gestiva un centro per giovani bisognosi è
condannato a ben 93 anni di carcere per sevizie sessuali.
27 Dicembre 2004: assediata la canonica parrocchiale di un paese in provincia di Pavia il cui
parroco è stato arrestato per pedofilia.
9 Gennaio 2005: scandalo a Salerno, una suora muore di parto, sparito il neonato.
Da quale pulpito viene la predica? - Pag. 8 di 19
31 Gennaio 2005: l'agenzia ADISTA segnala che in Vaticano in questa data si è svolta una
riunione semisegreta sullo scandalo dei preti pedofili.
5 Febbraio 2005: l'agenzia ADISTA segnala che la diocesi di Orange in California ha risarcito
ben 87 vittime di preti pedofili.
7 Febbraio 2005: il tribunale di Boston (USA) giudica colpevole il prete pedofilo Paul Shanley.
9 Febbraio 2005: perquisita comunità di recupero per minori a Milano. Nella stanza del prete
trovate foto porno.
13 Aprile 2005: scandalo in Brasile, 3 preti assassinati per una tragica storia di amori gay a
San Paolo.
22 Maggio 2005: “Il Giorno” pubblica la notizia dell'arresto per violenza carnale del parroco di
Laglio (CO).
24 Maggio 2005: maxi operazione della polizia contro i pedofili in internet, incastrati 4 preti.
1 Giugno 2005: scandalo a Siracusa, ragazza madre stuprata dal prete rieducatore in una casa
famiglia da lui gestita.
25 Giugno 2005: l'agenzia ADISTA informa che le diocesi USA hanno speso ben 106 milioni di
dollari per lo scandalo dei preti pedofili.
28 Giugno 2005: scandalo a Olbia (SS), amore via SMS fra suora e manovale edile del
convento. La dispotica superiora ordina l'espulsione dall'Italia della religiosa extracomunitaria.
29 Giugno 2005: articolo del “Corriere della Sera” su un sacerdote che si faceva fare massaggi
hard in un finto centro estetico di via Montenapoleone a Milano.
5 Luglio 2005: arrestato don Renato Giaccardi a Mondovì (CN) per induzione alla prostituzione
maschile minorile.
12 Luglio 2005: arrestato il parroco dell'abbazia di Farneta (AR) cui è contestato un episodio di
pedofilia.
22 Luglio 2005: il parroco del quartiere Zen di Palermo fugge con una ragazza della parrocchia.
7 Agosto 2005: la diocesi di Oakland in California versa 56 milioni di dollari alle vittime dei
preti pedofili.
28 Dicembre 2005: il regista Bellocchio confessa in un'intervista al “Corriere della Sera” di
essere stato anche lui vittima dei preti pedofili. [29]
19) In presenza di questo cocktail esplosivo, è veramente ammirevole il coraggio con cui
Benedetto XVI e le gerarchie ecclesiastiche pretendono di impartire lezioni di morale
all'universo mondo e, soprattutto, di prescrivere ad ogni essere umano i “corretti”
comportamenti sessuali.
La spiegazione di questo “mistero” risiede, probabilmente, in una delle massime di Josemaria
Escrivà de Balaguer, il fondatore dell' “Opus Dei”, il quale invitava i propri seguaci ad avere
una notevole faccia tosta.
Se non si fosse in presenza di migliaia di vittime degli abusi degli ecclesiastici, si potrebbe
ironizzare sul fatto che essi hanno diversificato le proprie preferenze sessuali, visto che, negli
ultimi tempi, i loro appetiti non sono più concentrati esclusivamente sulle donne, poiché molti
di loro prediligono gli uomini, soprattutto se giovanissimi.
S'impone, pertanto, un'altra domanda:
“I PRETI PEDOFILI FANNO BENE ALLA FAMIGLIA?”
20) La prima e molto corposa risposta possiamo trovarla in quel vero e proprio romanzo
erotico, costituito dalla vita di Marcial Maciel Degollado, nato il 10 Marzo 1920 a Cotija de la
Paz, 350 chilometri ad ovest di città del Messico, ordinato sacerdote il 26 Novembre 1944 e,
soprattutto, fondatore, il 3 Gennaio 1941, dei “Legionari di Cristo”, uno degli ordini religiosi
che hanno avuto più successo ed hanno avuto più potere nella 2a metà del Ventesimo Secolo.
“All'inizio del Duemila il potere dei Legionari di Cristo era testimoniato da questi dati: circa 500
sacerdoti, più di 2500 chierici; un migliaio di Legionari laici, 50 mila aderenti al movimento
fiancheggiatore “Regnum Christi”; 24 seminari e noviziati in Usa, Canada, Europa e Australia,
più 9 università e 166 scuole e istituti superiori; 5000 comunità parrocchiali in America
latina”. [30]
Pertanto, è evidente che:
Da quale pulpito viene la predica? - Pag. 9 di 19
“Sotto la guida di padre Maciel, i legionari avevano messo su una rete di scuole e di università
in Messico per poi espandersi aprendo scuole private e seminari in Spagna, in America Latina,
in Irlanda e ora anche negli Stati Uniti.
Mentre la Legione si espandeva, cresceva anche, agli occhi della Curia Romana, la statura di
Maciel”. [31]
La marcia trionfale di Padre Maciel si sarebbe conclusa, quasi sicuramente, con la
proclamazione della sua santità, che egli aveva auspicato fin dal 1992, anche se aveva avuto
cura di dire ai suoi assistenti:
“Non iniziate il mio processo di canonizzazione fino a che non sarò morto da trent'anni”. [32]
Questa precauzione, dettata dal timore che, nel corso del processo di canonizzazione potessero
venire alla luce verità inconfessabili, fu vanificata “dall'iceberg”, che iniziò ad affiorare nel
1996.
In quell'anno, infatti, il Professor Josè de Jesùs Barba Martin ed altri 8 uomini sottoscrissero
una dichiarazione ufficiale con cui denunciavano tutti gli abusi, subiti da Padre Maciel, quando
essi facevano parte dei Legionari di Cristo.
In realtà, già nell'Aprile del 1976, Juan Vaca, una delle prime vittime di Padre Maciel, aveva
rivelato al Vescovo John Raymond Mc Gann della diocesi di Rockville Centre, a Long Island, le
nefandezze di cui si era macchiato Padre Maciel, al quale, il 20 Ottobre 1976, scrisse una
lettera di dodici pagine, affermando tra l'altro:
“Per me, padre, la vergogna e la sofferenza morale della mia vita sono iniziate in quella notte
di dicembre nel 1949. Con la scusa che stavate soffrendo, mi ordinaste di giacere nel vostro
letto. Non avevo ancora tredici anni, allora; sapevate che Dio mi aveva mantenuto intatto nella
mia purezza fino a quel momento e che l'innocenza della mia infanzia non era mai stata
macchiata, quando quella notte, terribilmente confuso e angosciato com'ero, voi mi strappaste
la mia verginità maschile. Ero arrivata alla Legione bambino, senza esperienze sessuali di alcun
tipo [...]. Siete stato voi a iniziare, quella notte, l'aberrante e sacrilego abuso; l'abuso che
sarebbe andato avanti per tredici penosi anni.
... Vaca elencava venti uomini, identificandoli con i loro cognomi, messicani o spagnoli, e
riportando tra parentesi la loro residenza.
“Tutti questi giovani, buoni e pieni di talento, [...] mi hanno confidato personalmente che
avete commesso su di loro gli stessi abusi sessuali; riporto i loro nomi davanti a Dio, che mi è
testimone”.
Vaca attaccò anche il Regnum Christi, l'organizzazione promossa dalla Legione che sollecita i
laici a divenire evangelisti per il regno di Dio in terra.
... Vaca non ebbe mai risposta da Maciel”. [33]
Il Vescovo Mc Gann inoltrò la denuncia in Vaticano, ma:
“Il risultato fu... nulla. Nessun funzionario vaticano chiese ulteriori informazioni. Le accuse
secondo cui il fondatore di un ordine religioso internazionale era un pederasta e la sua
organizzazione predicava il lavaggio del cervello, vennero accolte da Roma con un gelido
silenzio”. [34]
21) Il 16 Ottobre 1978, come noto, Karol Woijtjla venne eletto Papa.
Juan Vaca spedì un altro dossier contro Padre Maciel in Vaticano e la Sacra Congregazione per i
Religiosi inviò la conferma che aveva ricevuto anche questo secondo reclamo, che subì la
stessa sorte del primo, poiché l'avvento di Giovanni Paolo II non cambiò affatto il modo di
pensare e di agire delle ecclesiastiche gerarchie, anzi li rese ancor più illiberali.
Questo non può stupire coloro che, nei 27 anni di Pontificato di Giovanni Paolo II, diradando la
spessa cortina fumogena, creata da questo Papa con la sua alluvionale oralità, sono riusciti ad
individuare la sua reale strategia, consistente nell'appoggiare i forti, alleandosi con loro, a
danno dei deboli, come testimoniato dal suo molto concreto e costante operare.
“Il 26 gennaio 1979 Giovanni Paolo II compì il suo primo viaggio pontificale.
Raggiunse il Messico, quanto a praticanti il secondo paese cattolico del mondo (dopo il Brasile).
... Nonostante la lettera d'accusa inviata da Juan Vaca al papa nell'ottobre del 1978, padre
Maciel poté salire sull'aereo riservato al circolo più stretto del papa come riconoscimento del
suo lavoro di promozione.
... Giovanni Paolo considerava i legionari di Cristo come un ordine cavalleresco, alleato della
rinascente Chiesa nazionale.
Da quale pulpito viene la predica? - Pag. 10 di 19
Mentre i protestanti evangelici si accaparravano i cattolici di classe media in Guatemala e in
altri paesi latini, il Messico sembrava costituire un modello regionale: lì c'era una Chiesa che
non aderiva strettamente alla Teologia della Liberazione, movimento alleato con i poveri,
specialmente nelle comunità cristiane di base del Brasile.
Anche se Giovanni Paolo II parlava spesso, e con eloquenza, in difesa dei diritti umani, voleva
che i movimenti teologici si uniformassero all'autorità vaticana.
Mentre il cardinale Ratzinger iniziava a indagare sui sostenitori della Teologia della Liberazione
che trovavano nelle scritture una spiritualità che offriva un'alternativa alla povertà e alle
persecuzioni, la Legione coltivava rapporti con funzionari del governo argentino e del Cile, dove
la tortura faceva parte della strategia politica”. [35]
22) Nel 1989, Juan Vaca, ormai protagonista di una reale e tormentata odissea, inviò in
Vaticano un'altra istanza, che non solo conobbe lo stesso destino delle precedenti, ma neppure
incrinò il saldo rapporto esistente tra il Pontefice polacco ed il prete messicano.
“Il 5 dicembre 1994 un annunzio di mezza pagina su “El Universal” e altri sei grandi quotidiani
di Città del Messico mostrava una foto di Maciel che baciava l'anello di Giovanni Paolo II e una
lettera aperta del papa che celebrava il cinquantesimo anno di sacerdozio di Maciel definendolo
“una valida guida per i giovani”.
Quando vide quell'annunzio, Josè Barba si sentì prendere dalla nausea.
Le parole del papa erano troppo blasfeme per passare inosservate e rafforzavano la sua
decisione di agire.
... Nel sottoscrivere le dichiarazioni ufficiali del 1996, Barba e quanti lo seguivano sapevano
che stavano per essere esposti alle ritorsioni della Legione e probabilmente ridicolizzati
nell'ambiente della buona società latinoamericana.
Ma volevano che il papa prendesse atto di quel che aveva fatto loro Maciel e avviasse delle
indagini sulla Legione.” [36]
Josè Barba e gli altri 8 suoi compagni di sventura ebbero, invece, una cocente delusione:
“Giovanni Paolo II dette la sua risposta nell'autunno del 1997, scegliendo Maciel come uno dei
ventuno delegati papali presso un Sinodo per l'America tenutosi a Roma dei mesi di novembre
e dicembre di quell'anno.
Il Sinodo... raccoglieva duecentocinquanta leader della Chiesa dell'America del Nord e del Sud
per dei colloqui sull'evangelizzazione, la giustizia economica e la cooperazione tra le chiese”.
[37]
Giovanni Paolo II è stato famoso anche perché era un uomo di granitiche convinzioni, frutto
non dell'angustia mentale dei comuni mortali, bensì dell'essere depositario della Verità,
cosicché:
“Il 4 gennaio 2001... apparve a Roma durante una cerimonia per il sessantesimo anniversario
della Legione. Disse a ventimila persone:
“Con particolare affetto, saluto il vostro tanto amato fondatore, padre Marcial Maciel, e gli
porgo le mie cordiali congratulazioni”. (il commento a queste ispirate ed alate parole di Sua
Santità viene lasciato al lettore, NdA)”. [38]
23) Inoltre, Giovanni Paolo II era in ottima compagnia in questa sua difesa del “tanto amato
fondatore”, poiché altre illustrissime personalità del Vaticano si prodigavano per proteggerlo:
“Sodano, il segretario di Stato, era nunzio papale in Cile durante gli anni della dittatura di
Augusto Pinochet.... Le pressioni di Sodano perché Ratzinger mostrasse cautela con Maciel
sarebbero coerenti con la sua figura politica. Maciel aveva frequentato Sodano durante il
periodo in cui era stato nunzio in Cile.... La dittatura di Pinochet aveva bene accolto Maciel e i
legionari in Cile, durante quegli anni bui. La Legione prosperò, prestando assistenza ai ricchi e
potenti che erano la spina dorsale del sistema che appoggiava Pinochet.... Giovanni Paolo II ha
considerato i legionari un segno della restaurazione cattolica in America Latina, come l'Opus
Dei in Spagna. Il papa che aveva forgiato la sua concezione della Chiesa nel crogiolo della
resistenza al comunismo aveva visto nella spiritualità militante dell'Opus Dei e della Legione, e
nella loro presa di posizione contro il relativismo morale, (sottolineatura dell'autore), una forza
trionfante”. [39]
D'altra parte, si sa che, mentre lo spirito, soprattutto negli alti dignitari ecclesiastici, è forte, la
carne è debole:
Da quale pulpito viene la predica? - Pag. 11 di 19
“A Roma, ... , la Legione era riuscita a inserirsi nelle abitudini collegiali della Curia,
organizzando conferenze nella sua Università, la Regina Apostolorum.... Durante i lussuosi
pranzi, Maciel corteggiava certe influenti figure della Curia, tra cui il cardinale Ratzinger, il
cardinale Angelo Sodano... e i cardinali Pio Laghi, Roger Etchegaray, francese, e Francis
Arinze, nigeriano.... Quando ospiti del genere cenavano alla Regina Apostolorum, i fratelli
legionari preparavano la tavola con porcellana fine e cristalleria, e c'era un carrello con i
cocktail per gli ospiti di Maciel.... Dopo pranzo l'orchestra della Legione suonava canzoni
messicane e tedesche per Ratzinger. Quando lui si alzava per andarsene, i legionari uscivano
dalla porta sul retro, correvano dall'altra parte dell'edificio e formavano due file sul viale, per
applaudire Ratzinger mentre entrava nella sua auto, e battevano le mani fino a che non era
scomparsa”. [40]
24) Tuttavia, con l'elezione di Benedetto XVI, la potente protezione del Cardinale Ratzinger
evidentemente perse di efficacia, visto il triste destino riservato a Padre Maciel, che venne
preceduto, peraltro, sul viale del tramonto, in una specie di teutonico crepuscolo degli Dei in
salsa vaticana, dal fondatore di un altro ordine religioso:
“Cominciarono o ricominciarono così, tra le altre, le investigazioni contro due fondatori di ordini
religiosi con forti appoggi nella curia: l'italiano Gino Burresi, fondatore dei Servi del Cuore
Immacolato di Maria, e il messicano Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo,
entrambi accusati di abusi sessuali contro loro giovani seminaristi e discepoli e di gravissime
violazioni del sacramento della confessione.... Nel maggio del 2005, il primo atto firmato dal
nuovo prefetto della congregazione per la dottrina della fede, l'americano William J. Levada, fu
proprio la condanna di Gino Burresi.... La condanna aveva l'approvazione di Benedetto XVI “in
forma specifica”, che non ammette appello.
La sentenza sul fondatore dei Legionari di Cristo richiese più tempo e dovette superare più
resistenze.
Quando “L'espresso”, il 20 maggio 2005 diede notizia circostanziata degli interrogatori di
decine di testimoni d'accusa, la segreteria di stato vaticana reagì asserendo che “non vi è
nessun procedimento canonico in corso né è previsto per il futuro nei confronti di p. Maciel”.
Di vero, nell'apparente smentita, c'era che la congregazione per la dottrina della fede
risparmiava il processo canonico a Maciel per ragioni di salute e di età, 86 anni. Ma la
condanna arrivò inesorabile un anno dopo: revoca di ogni ministero pubblico e “vita riservata
di preghiera e di penitenza”. Poco dopo Benedetto XVI congedò il cardinale segretario di stato,
Sodano”. [41]
Per dei fondatori di ordini religiosi, per di più aventi dei nomi così pomposi e pretenziosi, è
stata una fine sicuramente miserabile, soprattutto se si pensa che Padre Maciel dava per
scontata la sua canonizzazione.
25) Resta, invece, da chiarire un “mistero”, soprattutto per coloro, e sono la maggioranza, che
pensano che il Cardinale Ratzinger e Benedetto XVI siano la stessa persona: perché
l'acquiescenza e la noncuranza del primo nei confronti degli abusi sessuali ha lasciato il posto
alla implacabilità ed al rigore del secondo?
“Dopo l'ordine del 2001 di Giovanni Paolo, che conferiva alla sua Congregazione l'autorità per
laicizzare i molestatori di bambini, Ratzinger si era trovato ad affrontare una crescente marea
di carte sui più oscuri segreti della Chiesa. Il personale del suo ufficio definiva le riunioni che si
tenevano il venerdì per valutare i casi di laicizzazione una “penitenza settimanale”. C'erano
centinaia di casi che attendevano di essere esaminati; la maggior parte riguardava gli Stati
Uniti.... Tutto ciò, per un fondamentalista come Ratzinger, deve essere stato duro da mandare
giù, soprattutto mentre Sodano promuoveva il pubblico sostegno alla causa dell'innocenza di
Maciel.
... C'era poi un altro motivo... Ratzinger era abbastanza perspicace da capire che un silenzio
passivo su Maciel avrebbe gettato un'ombra sulla sua elezione, legata alle accuse dei media di
aver messo in atto una copertura, e che ciò avrebbe recato scandalo al suo papato”. [42]
In ogni caso, il “ravvedimento” di Benedetto XVI, non deve far dimenticare le sue
responsabilità nell'inerzia, che, per decenni, ha regnato in Vaticano nei confronti degli
ecclesiastici pedofili, soprattutto se si tiene a mente che:
“Il pontefice... come cardinale ha stigmatizzato il relativismo morale della civiltà occidentale, (e
Da quale pulpito viene la predica? - Pag. 12 di 19
continua imperterrito con cadenza settimanale, NdA),... La Chiesa, che ha proclamato la
santità della vita nel grembo materno, ha per lungo tempo offerto aiuto e rifugio a uomini che
hanno violato dei bambini.... Marcial Maciel Degollado è l'autentico simbolo di una cultura
ecclesiastica corrotta dai casi di molestie sessuali.
Il fatto che sia scampato al castigo per così tanti anni rappresenta, quanto a relativismo
morale, un caso esemplare, carico di vergogna”. [43]
26) Comunque, non si può escludere che al “ravvedimento” di Benedetto XVI abbiano concorso
anche i suoi conti in sospeso, per così dire, con i tribunali degli Stati Uniti; questa “molto
edificante vicenda” è naturalmente pressoché sconosciuta all'opinione pubblica italiana:
“Proprio come prefetto dell'ex Sant'Uffizio, papa Ratzinger è stato citato in un processo per
pedofilia in corso presso la Corte federale di Houston (Texas).
Gli avvocati di tre giovani seminaristi (presunte vittime di abusi sessuali in un seminario di
Houston nel 1996) hanno citato Ratzinger in relazione alla lettera datata 18 maggio 2001 con
la quale l'allora cardinale-prefetto informava i vescovi della competenza esclusiva della
Congregazione dottrinaria per i casi di abusi sessuali a danno di minori”. [44]
Ora, cercheremo di soddisfare la legittima curiosità del lettore che si starà chiedendo quale
fosse il contenuto di questa lettera.
“Il 18 maggio 2001 il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e il suo vice
Tarcisio Bertone hanno inviato a tutte le diocesi una lettera riservata (sul sito del Vaticano è
tra i rarissimi documenti redatti soltanto in latino) che prescrive alle gerarchie ecclesiastiche
come comportarsi di fronte ai delitti più gravi commessi dai propri membri “contro la morale e
la celebrazione dei sacramenti”.
L'epistula... rappresenta un'attualizzazione dell'istruzione Crimen Sollicitationis firmata nel
1962 dal prefetto Alfredo Ottaviani, che ordinava a tutte le persone coinvolte in questo tipo di
processi il silenzio perpetuo, pena la sospensione a divinis (sottolineatura dell'autore).
Alla categoria grave “delitto contro la morale” la lettera di Ratzinger cita “un delitto commesso
da un sacerdote contro il Sesto Comandamento del Decalogo con un minore di diciotto anni di
età”...
Coerentemente con la definizione del nuovo Catechismo, la pedofilia costituisce un'aggravante
del peccato di lussuria.
Il trattamento di questi delitti, scrivono Ratzinger e Bertone, “sono riservati al tribunale
apostolico della Co
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prescrizioni, che riguardano “solo”: il nascere, il vivere, con particolari riferimenti sia a quali
accoppiamenti siano leciti e quali da evitare, sia alla loro finalizzazione, nonché il morire.
Se tutti si conformassero/si conformeranno a questi “sani” insegnamenti, lo Stato sarebbe
perfino sgravato dall'impegno di legiferare su queste “quisquilie” e potrebbe dedicare il suo
tempo e le sue energie a ben altri e più impegnativi compiti: l'economia, e, perché no?, la
guerra, possibilmente contro quei Paesi ove sono al potere i... Fondamentalisti, cioè coloro che
trasformano in leggi quelli che sono i principi della loro fede, avendo quale “unico torto” quello
di professare una religione diversa da quella di Benedetto XVI.
27) Tuttavia, essendo i comportamenti della popolazione italiana ancora difformi da quelli
desiderati dalle ecclesiastiche gerarchie, queste ultime si vedono costrette a pronunciare: “una
parola meditata, ufficiale e accreditata, che sia impegnativa per coloro che seguono il
magistero della Chiesa”, quindi anche per quegli uomini politici, che, non avendo argomenti
migliori, raccattano voti, sbandierando la loro pronità/sottomissione ai diktat vaticani,
realizzando così l'auspicio espresso il 17 Luglio del 1986, dall'Arcivescovo di Vienna al
momento della nomina:
“... Cristo dev'essere ovunque: anche in Parlamento, in camera da letto e nei posti di lavoro”.
[46]
Questo Arcivescovo, Hermann Groër, aveva idee molto chiare non solo sul ruolo di Cristo nella
società, ma anche sulle problematiche sessuali:
“L'aborto è come la pillola e la masturbazione... Se un uomo o un ragazzo gioca con i suoi
organi genitali, sbaglia: Dio gli ha dato questi organi non per giocare o trarre soddisfazione
come da una caramella, ma solo per creare una vita, tutto il resto è peccato”. [47]
Nominato Cardinale nel 1988, Groër perseverò nel suo operato di paladino dell'estremo rigore
in tema di morale sessuale:
“Il 6 marzo 1995... pubblicò una lettera concepita per essere letta durante la messa, in cui si
insisteva perché i cattolici che si risposavano senza annullamento non ricevessero la
comunione.
Groër citava anche la Prima Lettera di san Paolo ai Corinzi, capitolo 6:
“né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti (...) erediteranno il regno di
Dio”.
Il riferimento alla sodomia, in tedesco, comprende anche coloro che commettono abusi sessuali
sui ragazzi”. [48]
Forse, la citazione dell'omofobo Paolo di Tarso, più noto come San Paolo, portò sfortuna al
Cardinale.
“Una settimana dopo il settimanale “Profil” ricevette una lettera da Josef Hartmann,
trentasettenne, che diceva che Groër doveva affrontare il giudizio di Dio per averlo molestato
quando era un seminarista di meno di vent'anni.
Chiamava Groër “mia madre, mio padre, il mio confessore, il mio amante”.
“Profil” chiese a Groër una replica. Il cardinale non rispose in alcun modo all'affidavit
(dichiarazione scritta e giurata dinanzi a un magistrato o un pubblico ufficiale, NdA) autenticato
sotto giuramento da Hartmann.
Quando apparve l'articolo, i vescovi austriaci parlarono di “una cospirazione contro la Chiesa”,
mentre altri uomini cominciarono a farsi vivi con la stampa per riferire di palpeggiamenti e
avance nei loro confronti avvenuti anni prima.
Sette dei diciassette uomini che Groër aveva portato all'abbazia [49] lo accusarono di averli
molestati.
... Più di quarantamila persone lasciarono la Chiesa quell'anno...
Il 14 settembre Groër annunciò le sue dimissioni da arcivescovo di Vienna.
Divenne priore dell'abbazia di Maria Roggendorf...
Il papa fece una dichiarazione in cui difendeva Groër dai “violenti attacchi” e lo ringraziava per
il suo servizio “generoso e fedele”, accettando le sue dimissioni per motivi d'età,
settantacinque anni senza fare menzione alle accuse di molestie sessuali.
... Il 3 gennaio 1998, l'abate del monastero benedettino di Gottwig, rispondendo alle pressioni
interne, ammise alla radio che c'erano altre a ccuse che riguardavano il passato del
cardinale”. [50]
A quel punto, le gerarchie ecclesiastiche non poterono più avvalersi della collaudata tecnica
Da quale pulpito viene la predica? - Pag. 14 di 19
dell' “assordante silenzio”, attendendo che il trascorrere del tempo generasse un
provvidenziale oblio.
“L'inchiesta della Chiesa austriaca sullo scandalo Groër si concluse dopo la metà di febbraio
1998: accertò che le accuse a carico dell'ex-arcivescovo corrispondevano al vero.
... Le risultanze dell'inchiesta della Chiesa austriaca indussero il Vaticano ad avviare una
propria inchiesta, affidata al superiore dei benedettini padre Marcel Rooney.
... Il 16 aprile il cardinale Schönborn, (successore di Groër quale Arcivescovo di Vienna, NdA),
annunciò che Groër non si presenterà più come vescovo e cardinale, e lascerà l'Austria”. Così,
l'ex arcivescovo venne esiliato in un convento svedese, con la consegna di non dare mai più
pubbliche notizie di sé.
E l'esito dell'inchiesta vaticana venne tenuto segreto”. [51]
28) Questa decisione, che si commenta da sola, è riprovevole anche perché ha impedito di
sapere che cosa Cristo avesse visto nella camera da letto di Groër, poiché egli aveva, a suo
tempo, imperiosamente affermato:
“Cristo dev'essere ovunque, anche in Parlamento, in camera da letto...”.
Ugualmente interessante, se si potesse acquisire, sarebbe il giudizio di Cristo su quei
Parlamentari, che tanto si prodigano, per difendere a parole quei valori cristiani della famiglia,
che hanno smentito con le loro personali scelte di vita, che li hanno portati a divorziare ed, a
volte, a formare un'altra famiglia.
Forse, però, è proprio dando vita ad una seconda famiglia che si esalta maggiormente il ruolo
di questo istituto, solo che questa verità non è compresa dai comuni mortali, ma è ancora
appannaggio delle élites economiche, politiche e culturali.
In realtà, la questione meriterebbe un approfondimento, che rinviamo ad una successiva
trattazione; per ora, basti, per rivelare di quale pasta siano fatti i pavidi Parlamentari italiani,
questa affermazione:
“Il matrimonio è una grande istituzione. E questo sia che si parli di un uomo e una donna, sia
che si parli di una donna con una donna o di un uomo con un uomo”. [52]
Il lettore avrà pensato che questa frase sia stata pronunciata, come minimo, da Marco Pannella
o da Vladimir Luxuria, invece è di David Cameron, l'attuale leader dei Conservatori inglesi, di
cui sarà il candidato alle prossime elezioni politiche, sposato e padre di tre figli.
Si tratta, quindi, di una persona che in tema di visione del mondo conservatrice, elaborata dal
Partito a cui appartiene nel corso degli ultimi 350 anni, ha sicuramente molto da insegnare a
dei parvenu del Liberalismo come Fini, Berlusconi, Calderoli, Rutelli, Ferrara, Veltroni ed
innumeri altri soggetti, che riescono a trasformare qualsiasi concezione del mondo in un
fenomeno da fiera di paese.
La dichiarazione di Cameron toglie ogni credibilità a tutti coloro che sostengono di opporsi ai
Dico per irrinunciabili principi di carattere culturale e/o per nobili ideali politici.
Infatti, con le loro roboanti dichiarazioni sulla “necessità di difendere la sacralità della famiglia,
che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che è aggredita dall'ideologia sovvertitrice e
relativista di non meglio specificate lobby”, i politici italiani cercano semplicemente di occultare
le contorsioni logiche a cui li costringe la sferza del clero, che li tiene costantemente sotto la
minaccia di privarli di quel sostegno elettorale di cui usufruiscono in maniera indebita, poiché
vengono meno al loro ruolo di difensori della laicità dello Stato, trovando molto più
confortevole e remunerativo il servizio prestato alle ecclesiastiche gerarchie.
Essi vogliono occultare alcune elementari, ma fondamentali verità:
– nessuno impedisce ad un uomo ed una donna, che lo vogliano, di sposarsi in chiesa e di
vivere la loro esistenza secondo i principi che hanno scelto;
– al contrario, si vuole che chi ha altri ideali o rinunci a metterli in pratica, oppure debba
pagare dei prezzi elevatissimi sui piani più diversi: da quello psicologico a quello
economico, accettando, per di più, di essere nei fatti un cittadino di serie B;
– si riafferma, così, la perversa dinamica dell'essere deboli con i forti (la Chiesa) e forti con i
deboli (i cosiddetti diversi).
Tutto questo rivela la mentalità autenticamente totalitaria sia del clero sia dei politici proni ai
suoi diktat, poiché gli uni e gli altri vorrebbero che tutti, perfino in quello che vi è di più intimo
e personale, si conformassero alle loro pruriginose concezioni sessuali.
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29) Tra l'altro, a tutti questi signori, così preoccupati del benessere interiore delle famiglie
(degli altri) vorremmo porre una semplice domanda:
visto che, fino ad oggi, la regola è stata costituita dalla famiglia qualificata come normale, da
dove sono usciti tutti gli sterminatori, i criminali, gli omicidi, i ladri, i violenti di ogni specie,
che, in misura diversa, hanno afflitto, attraverso il tempo ed in ogni luogo, l'Umanità?
Si potrebbero fare, ovviamente, per lo meno diecimila esempi; ci limiteremo ad uno, poiché,
per chi vuol capire, è più che sufficiente.
“Hernán Cortés... Proveniva da una famiglia antica e rispettabile che gli storici hanno fatta
risalire, con vanagloria nazionalistica, ai re Longobardi...
Suo padre Martin Cortés de Monroy, era capitano di fanteria, di mezzi modesti ma di
onorabilità assoluta e tanto lui che la moglie, Doña Catalina Pizarro Altamirano, godevano fama
di persone eccellenti.
... Cortés... si sentiva investito, come soldato della Croce, di un incarico altissimo: non
importava se la guerra era arbitraria o ingiusta, per lui era una guerra santa, la guerra contro
gli infedeli.
Non preoccuparsi dell'anima dei suoi nemici significava mettere in pericolo la propria.
La conversione di una sola anima poteva rimettere un'infinità di peccati...”. [53]
Dal 1519 al 1521, Cortés, questo figlio di “persone eccellenti”, conquistò l'Impero Azteco,
ribattezzato Nuova Spagna, che governò per alcuni anni.
Egli, i suoi ufficiali ed i suoi soldati, ugualmente figli di “persone eccellenti”, non foss'altro
perché cristiani, si preoccuparono a tal punto “delle anime dei nemici” che ne mandarono un
numero incalcolabile nell'aldilà, affinché non avessero più occasione di peccare su questa terra.
Scrive, infatti, il Domenicano Bartolomé de Las Casas, contemporaneo dei Conquistadores:
“Per dodici interi anni, dal giorno dell'occupazione della Nuova Spagna, che fu il 18 aprile 1518,
fino al 1530 mai non cessarono le stragi e gli scempi compiuti dalle mani crudeli e dalle
sanguinose spade degli spagnoli... hanno ammazzato di coltello e di lancia o han fatto perire
per fuoco più di quattro milioni di anime: donne, bambini, giovani e vecchi.
Fu quello il tempo... della conquista: e ciò che essi chiamano con questo nome altro non sono
che invasioni brutali di crudeli tiranni, condannati non solo dalla legge di Dio ma invero da ogni
umana giustizia, e ben peggiori delle opere dei turchi volte a distruggere la Chiesa di Cristo.
Seguì poi la consueta servitù, con tutte le vittime delle vessazioni e delle angherie quotidiane,
che ancora oggi continuano”. [54]
30) È tempo, comunque, di concludere questo breve scritto, volutamente molto polemico,
fornendo dei dati complessivi [55] sugli abusi sessuali commessi da coloro che appartengono
alla stessa categoria dei “dispensatori di precetti morali validi per gli altri”, nonché i costi
economici che tutto questo ha comportato per le casse ecclesiastiche, generosamente
finanziate dai fedeli in, è il caso di dirlo, perfetta buona fede.
Scrivono, nell'Ottobre 2005, i Discepoli di verità:
“In Usa i processi per pedofilia e molestie sessuali a carico del clero statunitense sono
innumerevoli, i risarcimenti danni pagati dalle diocesi hanno ormai superato il miliardo di
dollari”. [56]
Scrivono, agli inizi del 2006, Perry e Renner:
“Dei duemila e cento preti coinvolti, negli Stati Uniti, in procedimenti legali a partire dagli anni
Settanta, la stragrande maggioranza, secondo il procuratore di Dallas Sylvia Demarest, che ha
messo insieme un grande database, molestava ragazzi al di sotto dei vent'anni.
... le vittime di abusi... secondo le stime fatte da Andrew Greeley nel 1993 ammontavano,
negli Stati Uniti, a centomila.
... Le diocesi stanno pagando enormi somme di denaro, elargito dai laici, per chiudere i casi.
Recentemente il procuratore generale del Massachusetts – lui stesso cattolico – in una lettera
all'arcidiocesi di Boston ha dichiarato che la pratica delle molestie ai bambini era stata così
diffusa e prolungata da sconfinare nell'incredibile”. [57]
Scrive, il 20 Novembre 2006, Sandro Magister:
“In Irlanda, i vescovi hanno accertato che in sessant'anni, dal 1945 al 2004, i sacerdoti
implicati in abusi sessuali su minori di 18 anni sono stati 105, quasi il 4 per cento dei preti, con
circa 400 vittime....
Negli Stati Uniti è lo stesso. Anche lì si è accertato che sono stati circa 4 ogni cento, nell'ultimo
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mezzo secolo, i sacerdoti che hanno commesso abusi sessuali su minori: 4392 su un totale di
110mila preti diocesani e religiosi.
I tre quarti dei crimini si sono avuti negli anni tra il 1960 e il 1984, quando la prassi usuale era
semplicemente di trasferire il colpevole da un incarico all'altro, magari inframmezzando sedute
di psicoterapia che in realtà non cambiavano nulla”. [58]
31) Questi dati, peraltro incompleti, sono sicuramente impressionanti.
Tuttavia, essi sono solo i frutti avvelenati di un vero e proprio albero del male, sostenuto da
molte e robuste radici, tra cui quella della DOPPIA MORALE.
Questa radice, in realtà, ha sempre generosamente alimentato i Potenti di ogni risma, non solo
le gerarchie ecclesiastiche.
Attualmente, però la DOPPIA MORALE, è diventata una delle caratteristiche fondamentali
dell'agire di tutti coloro che detengono un qualsiasi potere: il Presidente Bush vorrebbe che
l'Iran non possedesse neppure una bomba atomica, mentre negli arsenali degli Stati Uniti ve
ne sono migliaia; i governanti di ogni Paese predicano ed impongono i sacrifici alla
popolazione, mentre il loro tenore di vita renderebbe invidioso Luigi XIV, il Re Sole.
Naturalmente, in questo scenario, il Vaticano ed i suoi sostenitori, con o senza abito talare,
non solo non fanno eccezione, ma sono tra coloro che abusano, della DOPPIA MORALE:
predicano la castità alle coppie regolarmente sposate, mentre Vescovi, sacerdoti e fondatori di
ordini religiosi seducono perfino le suore ed abusano degli adolescenti.
Torneremo in maniera più approfondita su questa tematica della DOPPIA MORALE, poiché,
prescinderne, significherebbe precludersi la comprensione degli eventi che scandiscono questa
nostra tormentata epoca.
Non potevamo, comunque, non parlarne anche in questa sede, sia pur brevemente, perché
solo essa fornisce la spiegazione di fondo di quanto abbiamo illustrato in queste pagine.
Valerio Bruschini
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NOTE:
[1] Avvenire, pp.7,8,9, Sabato 10 Febbraio 2007.
[2] Ibidem, p.9.
[3] Ibidem, p.7.
[4] Discepoli di verità, I triangoli rosa di Benedetto XVI – La fobia antigay di Joseph Ratzinger,
p.131 e p.141, Kaos edizioni, Milano, 2005.
[5] Ibidem, p.141, nota 13.
[6] La Stampa, p.13, Mercoledì 24 Gennaio 2007; per correttezza, riferiamo anche che Amos
Luzzatto, nonostante questa affermazione di principio, si dichiara, nel caso concreto,
favorevole al varo della legge suddetta, per delle ragioni di carattere pratico, che, però, non
consideriamo sufficientemente convincenti.
[7] Saraceno Chiara, La Stampa, p.35, Giovedì 8 Febbraio 2007.
[8] Avvenire, cit., p.7.
[9] Uno dei più famosi Padri della Chiesa, nato a Tagaste, (l'odierna Souk Ahras, in Algeria),
nel 354, morto ad Ippona (oggi, Annaba, Algeria), di cui era diventato Vescovo, nel 430.
[10] Avvenire, cit., p.7.
[11] Ibidem, p.8.
[12] Ibidem, p.8.
[13] Il poeta latino Giovenale, nato tra il 50 ed il 65 d.C. e morto intorno al 140, famoso
autore delle “Satire”, coniò questa celebre espressione (letteralmente, significa: Pane e giochi
del circo), per illustrare e condannare la tecnica di governo della classe dominante romana,
che irretiva e soggiogava le masse dei plebei e dei sottoproletari dell'epoca, donando cibo ed
offrendo loro gli spettacoli circensi.
Oggi, veniamo sedotti dai cibi e dagli oggetti, soprattutto da quelli superflui, nonché storditi
non da un tipo di spettacolo, ma da tutti quelli che la società, non a caso, dello spettacolo
manda in onda 24 ore su 24, servendosi di molteplici strumenti.
Noi, però, siamo persone finemente civilizzate, e, per di più, viviamo in uno Stato normale e
democratico e non nell'autocratico/tirannico Impero Romano.
[14] La Stampa, Lunedì 12 Febbraio 2007, p.2, intervista di Marco Tosatti.
[15] “... 3 (st.) alto dignitario delle corti medioevali, che poteva anche essere investito del
comando dell'esercito – 3 (ant. Fig.) guida, maestro”; il Grande Dizionario Garzanti, p.1110,
Milano, 1987.
Naturalmente, è in queste accezioni che va inteso il termine.
[16] “... la sua bibliografia pubblicata nel 1987 in occasione dei suoi 60 anni occupava 87
pagine: il catalogo era, insomma, un libro già di per sé”, Anfossi Francesco, Un Papa tutto da
leggere: Benedetto XVI inonda le librerie, in “Famiglia Cristiana”, pag. 50, n. 18, 1 Maggio
2005.
[17] Anonimo, Contro Ratzinger, pp. 25-30, Isbn Edizioni, Milano, 2006.
[18] Ci permettiamo di rinviare a: Valerio Bruschini, “BENEDETTO XVI: PAPA O CAMPIONE DEL
GIOCO DELLE 3 CARTE?”, in http://www.civiltalaica.it.
[19] Anonimo, Contro Ratzinger 2.0, p.10, Isbn Edizioni, Milano 2006.
[20] Benedetto XVI, “La persona umana cuore della pace”, Messaggio per la Giornata mondiale
della pace, 1o Gennaio 2007, pubblicato in anteprima da Avvenire, pp.6-7, del 13 Dicembre
2006.
[21] Benedetto XVI, Discorso tenuto ai 200 partecipanti al Congresso internazionale dedicato
al tema della “Legge morale naturale”, in Avvenire, p.7, Martedì 13 Febbraio 2007.
La parte tra parentesi non virgolettata è un brano dell'articolo di cui è autore il giornalista
Giorgio Bernardelli.
[22] La Bibbia, Testo integrale C.E.I., Genesi 4,1 – 4,8 pp.28 e 29, Piemme, Casale
Monferrato, 1988.
[23] La Bibbia, cit., Genesi 12,1; 12,2; 12,14 – 12,19; 16,1 – 16,4; 16,11 – 16,15; pp.44 –
51.
[24] La Bibbia, cit., 2 Samuele 5,13, p.461; 1 Re 3,1, p.497; 1 Re 11,1, p.512.
[25] La simonia consisteva nel commerciare, in cambio di denaro, beni spirituali (indulgenze,
assoluzioni dei peccati) e/o beni terreni (cariche ecclesiastiche a cui era legato il godimento di
palazzi e terreni); il termine deriva dal nome di Simon Mago, che, secondo gli Atti degli
Apostoli, tentò di comperare da Pietro il potere di comunicare i doni dello Spirito Santo.
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[26] Si veda http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Alessandro_VI.
[27] Dizionario di Storia, p.40, Bruno Mondadori, Milano, 1995.
[28] I Millenari, Fumo di Satana in Vaticano - “Via col vento in Vaticano” n o 2, pp.176-183; in
queste pagine, viene riportato il testo di un voluminoso rapporto-denuncia datato Febbraio
1995, stilato da un'autorevole Suora-dottoressa delle Medico missionarie di Maria; Kaos
Edizioni, Milano, 2001.
[29] Marazzani Pierino, Calendario di effemeridi anticlericali 2006, La Fiaccola, Noto (SR),
2005.
[30] Discepoli di verità, I triangoli rosa..., cit., p.171, nota 18.
[31] Berry Jason – Renner Gerald, I Legionari di Cristo, p.7, Fazi Editore, Roma, 2006.
[32] Ibidem, p.151.
[33] Ibidem, p.9.
[34] Ibidem, p.10.
[35] Ibidem, pp.149-150.
[36] Ibidem, p.169.
[37] Ibidem, p.203.
[38] Ibidem, p.270.
[39] Ibidem, pp.291-292.
[40] Ibidem, p.215.
[41] Magister Sandro, Violenze dei preti su minori: bilancio della “purificazione” in corso,
Roma, 20 Novembre 2006 ,
http://chiesa.espresso.repubblica.it/dettaglio.jsp?id=98383.
[42] Berry J. – Renner G., cit., pp.306-307.
[43] Ibidem, p.318.
[44] Discepoli di verità, I triangoli rosa..., cit., p.174.
[46] Discepoli di verità, All'ombra del Papa infermo, p.293, Kaos edizioni, Milano, 2000.
[47] Ibidem, p.294.
[48] Berry J. – Renner G., I Legionari di Cristo, cit., p.227.
[49] Si rende necessario un profilo biografico, sia pur sintetico, del personaggio.
Hans Groër, nato nel 1919, ordinato sacerdote nel 1942, aveva svolto per tre anni le funzioni
di parroco.
Nel 1946, era tornato nel seminario di Hollabrunn, ove aveva studiato, come Prefetto degli
studi e, poi, come professore di Religione.
Si era, quindi, molto impegnato nella Legione di Maria, un movimento evangelico di laici, che
promuovevano la preghiera e i pellegrinaggi.
Nel 1974, entrò nell'abbazia, (quella di cui si parla nella citazione), benedettina di Gottweig,
assumendo il nome religioso di Hermann, accompagnato da otto seguaci della Legione di
Maria; negli anni successivi, altri 9 uomini entrarono nell'abbazia.
Nel 1986, come abbiamo visto, fu nominato Vescovo di Vienna da Giovanni Paolo II, grazie
anche alle pressioni dell'Opus Dei.
[50] Berry J. – Renner G., I Legionari di Cristo, cit., pp.226-228. Ci siamo avvalsi di questo
testo anche per stilare la breve biografia delineata nella nota precedente.
[51] Discepoli di verità, All'ombra del Papa infermo, cit., pp.300-301.
[52] Richard Newbury, Compagno Cameron, in Specchio, p.40, supplemento de La Stampa del
25 Novembre 2006.
[53] Prescott William H., La conquista del Messico, p.93 e pp.107-108, Newton Compton,
Roma, 1992.
[54] De Las Casas Bartolomé, Brevissima relazione della distruzione delle Indie, p.61, Arnoldo
Mondadori Editore, Milano, 1994.
[55] In realtà, non è facile fornire dati precisi, sia perché le denunce, i necessari accertamenti
ed i verdetti giudiziari incontrano, come si è visto, numerosi ostacoli, sia perché l'emersione
dei casi di violenze è tutt'altro che terminata nei vari Paesi.
[56] Discepoli di verità, I triangoli rosa..., cit., p.174.
[57] Berry J. – Renner G., I Legionari di Cristo, cit., p.12, p.106, p.299.
[58] Magister Sandro, cit.,
http://chiesa.espresso.repubblica.it/dettaglio.jsp?id=98383.