Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
http://www.romagnapolis.it/news/dettaglio_news.asp?hNewsID=38134&i_menuID=20256
| La piadina romagnola nella poesia | ||||||
| Conosciuta ed apprezzata da tanti buongustai e perchè no, anche golosamente invidiata, la piadina romagnola ha origini antiche e racconta la storia della gente di Romagna, presentandola come lei stessa è: semplice, di facile accostamento e generosa. Nata come cibo dei poveri, è stata spesso ispiratrice poetica di personaggi divenuti famosi, noti o meno noti. | ||||||
La piadina romagnola è sicuramente la più classica delle specialità romagnole e forse ha acquisito tanta popolarità in quanto è un alimento sano e genuino, tanto da essere definito "il pane dei romagnoli". Questo "pane" di vecchissima tradizione (preparato fin dai tempi dei Romani), come ogni antica specialità che si rispetti, ha una sua storia personale fra cultura popolare e ricette di cucina. E chi meglio di PASCOLI, nato in terra di Romagna, poteva tessere l’elogio del pane e della piadina? Nel 1900 il noto poeta romagnolo scriveva (testo integrale "Io la giro, e le attizzo con le molle ALDO SPALLICCI canta l’amore struggente del soldato per la sua terra e la sua casa lontana, allorchè, nella trincea, gli giunge la piada che la madre gli manda avvolta in un candido tovagliolo di bucato:
"Ella era una donna antica, un'azdora (la massaia) della tradizione e si mostrava contrarissima alle azdore giovani che facevano della piada una pizza, un dolce qualsiasi, adoperando - le schizzinose - il puro fior di farina, gramolando e impastando col latte, lo strutto e la chiara d'uovo, aggiungendo perfino alla miscela appiccicosa quell'altra porcheriola del bicarbonato! Prima d'impastare, pensò al fuoco. Per cuocere la piada occorre la fiamma, la bella fiamma caduca, la vampata, il falò. Il grande testo rotondo, grande quanto lo staccio, deve riscaldarsi così prima che vi si adagi la pasta."
www.youtube.com/watch?v=857oASboubY 22/ago/2012 - Caricato da LiberoSantoGraal3 | ||||||