Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Riporto qui sotto il testo, in italiano ed in originale, di una poesia di Emily Dickinson, che mi è stata data ieri in fotocopia.
Confesso che non la conoscevo e, a dir la verità, non riesco nemmeno ad interpretarla.
Se qualcuno di voi volesse cimentarsi, pendo dalle sue labbra. Grazie
Riccardo Fontana
Essere vivi - è Potere-
L'esistenza- in se stessa-
Senza ulteriore compito-
Onnipotenza- Bastante-
Essere vivi- e Volere!
E' avere la capacità di un Dio-
Il Creatore- di Noi stessi- cosa sarà-
Tale essendo la Limitatezza!
To be alive- is Power-
Existence- in itself-
Without a further function-
Onnipotence- Enough-
To be alive- and Will !
'T is able as a God-
The Maker- of Ourselves- be what-
Such being Finitude!
Emily Dickinson
( tratto da "Angeli ")
Un'orgogliosa descrizione del nostro essere vivi. La vita vista come "potere", un miracolo della natura di per sé sufficiente a donarci, appunto, l'onnipotenza. Ma questo potere resta fine a se stesso se non è accompagnato dal "volere". Significativa è la diversa costruzione dei due versi: il potere è accompagnato dal verbo essere, ovvero è un qualcosa che è innato nella nostra essenza di vivi, mentre il volere è preceduto da una congiunzione che ne evidenzia il carattere per così dire aggiuntivo, non correlato obbligatoriamente alla natura di esseri viventi; è come se ED dicesse: la vita ci dà il potere di volere e questo ci rende già onnipotenti, ma soltanto usando il volere, ovvero sviluppando la nostra coscienza pensante, riusciamo a somigliare a Dio. Molto bella la chiusa: se la nostra vita terrena assurge a tale grandezza, quale sarà mai quella di colui che ci ha creati!
C'è un'altra copia, inviata a Sue, in cui "The Maker" diventa "The Further" ("L'Oltre"); il senso dei versi non cambia, ma il creatore diventa la nostra vita futura, l'aldilà.