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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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" QUESTA CANZONE " DI MINA, USCITA DAL VENTRE DELLA PARANOIA

 

 

Mina, la tigre di Cremona, quanti bei ricordi mi rievoca questa cantante eccelsa. Tutto cominciò quando avevo, si e no, dodici anni, negli anni sessanta.
D'estate solevamo trascorrere le vacanze estive a Torino, presso la mia cara nonna materna. Una mia zia mi regalò un disco 45 giri di Mina. Allora non la conoscevo ancora come cantante. E' stato l'inizio di una passione invereconda per questo miracolo canoro, per anni l'unico incontrastato interesse musicale della mia vita, il monumento monolitico, al quale ho immolato ore, giorni in religioso ascolto della sua voce, capace di scuotermi le viscere in un assalto alle mura fortificate, da me erette, per proteggere il mio corpo e la mia anima da un mondo circostante, che quasi non mi apparteneva, da cui rifuggivo in preda al panico. Mina, che è esplosa in me, frammentandomi in tante schegge, che mi proiettavano su mondi fantastici, in cui mi rifugiavo beato, droga musicale, che stupefaceva i miei sensi più nascosti, profumo di incenso cosparso sull'altare, dove la veneravo quale dea della musica italiana, psicanalista della mia anima, la sola divina cantante, a cui, oltre che a Dio, confidavo i miei inquietanti segreti, facendoli furtivamente scivolare fra le note dei suoi brani, che ascoltavo e riascoltavo, mai sazio di tanta abbondanza di virtuosismi, dietro ai quali cercavo invano di celare le mie mancanze di virtù.
Ti ringrazio, Mina, di avermi fatto compagnia nei giorni, in cui, afferrato dalla disperazione, se non ci fossi stata tu accanto alla mia anima, mi sarei perso, tu,che, rigettata dall' Italia perbenista, hai operato miracoli per me, roccia, a cui mi sono aggrappato, quale ancora di salvezza.

 

Riccardo  Fontana

youtube.comNuovo5 giorni fa - 3 min - Caricato da MinaMazziniVEVO
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