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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL CARDINALE PIACENZA: LA CHIESA MARIANA E' LIBERA (?)


 

IL CARDINALE MAURO PIACENZA: LA CHIESA MARIANA E' LIBERA (?)


 

Tratto da: Zenit


 

La donna che non teme il peccato

Il cardinale Mauro Piacenza spiega che, per quanto possa essere distruttivo il male, Maria l’Immacolata è sempre pronta a intercedere per salvarci

4 dicembre 2014 - Antonio Gaspari

Per cercare di comprendere qual è il significato nei disegni di Dio dell’Immacolata Concezione, che senso ha per l’uomo moderno la celebrazione di questa festività e, soprattutto, che cosa implica l’esistenza di una donna senza peccato nella mediazione della Misericordia di Dio, ZENIT ha intervistato il cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore, del Tribunale della Penitenzieria Apostolica.

"Nell’Immacolata è pienamente realizzata la profezia, secondo la quale il Signore “fa nuove tutte le cose” (cfr. Ap 21,5). Ed il nostro tempo ha estremo bisogno di tale rinnovamento profondo.

Maria è la novità assoluta, Maria è la creatura nuova definitiva, non come ciascuno dei battezzati, perché salutarmente redento, ma perché misteriosamente preservata in vista dei meriti di Cristo. L’esistenza di questo “frammento” dell’universo creato, che non ha mai conosciuto ombra di peccato, dilata in ciascuno il cuore e lo sguardo; rende capaci di sempre nuova meraviglia e sostiene la certezza che, contro tutte le brutture dell’uomo e della storia, l’ultima parola è “Misericordia”. Una Misericordia da Dio sempre offerta e mai negata!"

Maria ha vissuto davvero da persona autentica? Da donna libera?

"L’Immacolata è Colei nella quale il dono luminoso della libertà, che Dio partecipa ad ogni creatura umana, è usato nel modo più pieno, perfetto e realizzante. Maria, come ciascuno di noi, e a differenza del Figlio, obbedisce per fede, mostrando all’umanità come sia possibile un uso pieno della libertà ed un’obbedienza compiuta, permanendo nella dimensione esodale della fede. La nostra stessa libertà umana, che non può mai essere ridotta a capriccio arbitrario, ha in Maria un esempio luminoso ed una fonte di speranza. L’uomo mariano è un uomo libero! La Chiesa è mariana e perciò è libera."


 

 

Premesso che ho riportato qui solo una parte dell'intervista, mi sono permesso di aggiungere

 

un punto interrogativo alla affermazione fatta dal Cardinale Piacenza nel titolo del presente

 

articolo, perché, in base alle esperienze da me acquisite a contatto, tramite facebook,  con i

 

Servi del Cuore Immacolato di Maria, (fondati da Padre Gino Burresi), del Santuario Nostra

 

Signora di Fatima di Montignoso (Gambassi Terme) e del Santuario Opera Santuario Nostra

 

Signora di Fatima di Birgi (Marsala – TP), non mi è sembrato che in qualità di uomini e di

 

donne mariani venga ad essi concesso di esercitare quella libertà della Immacolata, di “Colei

 

nella quale il dono luminoso della libertà, che Dio partecipa ad ogni creatura umana, è usato

 

nel modo più pieno, perfetto e realizzante”.

 

 

Essendo essi Servi e Serve del Cuore Immacolato di Maria, dovrebbero goderne a maggior

 

ragione di questa libertà, mentre a me sembra che paradossalmente venga loro tolta o

 

fortemente limitata.

 

 

Vi posso raccontare la mia esperienza recentissima.

 

 

A partire dal mese di agosto 2018, ho cominciato a pubblicare sulla pagina facebook del

 

Santuario di Montignoso una selezione dei miei articoli tratti dal mio blog “nelsegnodizarri”,

 

in cui mi occupo principalmente del Servo del Cuore Immacolato di Maria Padre Gino

 

Burresi, che dopo la sua morte avvenuta il 3 maggio 2018 alle ore 15,00 mi ha fatto capire che

 

dovevo sbarcare sulla pagina facebook del Santuario di Montignoso, dove egli ha vissuto

 

decenni di nascondimento forzato per volontà della Chiesa, per divulgare i miei articoli su di

 

lui anche attraverso questo social.

 

Dopo i 30 anni da lui trascorsi nel nascondimento, il mio compito ora è quello di dare inizio

 

alla sua vita pubblica attraverso la mia testimonianza e quella di chi l'ha conosciuto nonché

 

attraverso le ispirazioni che egli mi trasmette.

 

Io sono infatti il custode di un messaggio del 2 aprile 2011, inviatomi da Giò e che io ho

 

attribuito a Padre Gino Burresi, con il quale egli, rivolgendosi alla Chiesa (di Papa Benedetto

 

XVI) implora la maternità che gli è stata negata dalla Chiesa a seguito del suo inciampo,

 

messaggio che riporto qui di seguito, già oggetto di varie interpretazioni mie e di altri, perché

 

il suo è un ermetismo, dovuto al senso della sua solitudine disperata, in cui la Chiesa lo ha lasciato,finché fosse la morte a raccoglierlo, dato

che la Chiesa non lo ha raccolto.

 

 

Giò 04/02/2011 14:27


“Sono dentro,
donna o uomo che vive li
nel seno di questa chiesa.
Da me amata,
desiderata e capita...
Sono dentro.
Mi manca aria,
Aspetto l'alba,
Vedo tramonto.
La chiesa dei cardinali
madri per gioielli,
matrigne per l'amore.
Ho inciampato
e la chiesa non mi sta
raccogliendo.
Solitudine a me dona,
a lei che avevo chiesto
Maternità.
E l'anima mia,
Povera,
Riconosce lo sbaglio
di aver scelto il dentro e,
Vorrei uscire
ma dentro dovrò stare,
per la madre
che non accetta,
Il bene del vero
che ho scoperto
per l'anima mia.

Chiesa,
Antica e poco nuova,
Barca in alto mare,
Getta le reti
Su chi ti chiede maternità.
Madre o matrigna,
per me oggi
barca in alto mare
che teme solo di
Affondare!
Matrigna.”

 


Tra gli amministratori della pagina facebook del Santuario di Montignoso devo avere

 

incontrato una o più anime pie, che hanno accettato la pubblicazione dei miei articoli,

 

finalizzati a una riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi, attraverso la revisione

 

del processo a suo carico.

 

E anche sugli articoli dove ho fatto incontrare due storie di dolore, quella cioè di Emanuela

 

Orlandi, sparita il 22 giugno 1983 e quella di Padre Gino Burresi, sottrattoci il 6 giugno 1988,

 

non mi è sembrato che gli amministratori della pagina facebook sollevassero particolari

 

obiezioni o che ne fossero rimasti scandalizzati.

 

I miei articoli erano sempre lì, ben visibili, almeno per la durata di una settimana, finché un

 

bel giorno, anzi un brutto giorno ho notato che erano stati tutti cancellati e mi era stato

 

persino bloccato l'accesso alla pagina facebook, accesso a tutt'oggi ancora negatomi.

 

 

Deluso e sconsolato, qualche giorno dopo, sono andato a piangere sulla spalla della pagina

 

facebook "personale"  del Servo del Cuore Immacolato di Maria Padre Enzo Vitale, parroco e rettore del Santuario di Birge, nonché procuratore dell'Istituto dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, un uomo - ho pensato-  dalle spalle forti, che mi ha permesso

 

la pubblicazione complessiva di 411 articoli in un lasso di tempo di circa tre mesi, e precisamente 210 articoli sul post in cui Padre Enzo Vitale dà la notizia della morte di Padre Gino e 201 articoli sul post in cui sempre Padre Enzo Vitale informa sulla agonia di Padre Gino Burresi, poche ore prima che spirasse.

 

 

 

Detti articoli comprendevano una miriade di testimonianze a favore di Padre Gino Burresi

 

più le accuse rivolte contro Padre Gino Burresi dal suo ex-seminarista di San Vittorino Luigi.

 

Più i nuovi articoli da me elaborati in questi ultimi mesi.

 

Insomma un lavoro da certosino, espletato anche

nottetempo, riducendo probabilmente anche le ore di sonno di Padre Enzo, perché  già all'alba

piombavo senza preavviso sulla sua pagina facebook.

E lui era sempre là ad accogliermi, a volte anche  con il pollice verso, perché in Padre Enzo Vitale ho trovato anche una guida spirituale che sapeva discernere quale articolo fosse pubblicabile e quale no, forse anche per non incorrere nella mannaia della censura.

 

 

Tutto inutile, perché, nonostante le sue grosse spalle,  anche lui è stato disarcionato dalla sua pagina facebook personale, che

 

è stata addirittura riportata indietro di quattro anni.

Tutto  cancellato.

 

Di solito io strutturavo i miei articoli in due parti: nella  prima parte riportavo le mie riflessioni su di un tema, nella seconda parte riportavo le meditazioni di Papa Francesco sullo stesso tema, che lui teneva durante la messa mattutina a Santa Marta.

Quindi assieme ai miei articoli sono state annientate anche le sue riflessioni.

Inoltre è stata cancellata ogni traccia delle  comunicazioni sulla agonia e sulla morte di Padre Gino Burresi, date da padre Enzo, che io e sicuramente non solo io, ma sicuramente anche Padre Enzo Vitale ed altri, che avevano lasciato i loro commenti,  consideravamo come luoghi della memoria di Padre Gino Burresi.

Ritengo che questo sia un gesto gravissimo, a cui andare in fondo, per identificare il vero responsabile della distruzione.

 

Evidentemente c'è qualcuno che ha paura che esca fuori la verità, sia sulla vicenda di Padre

 

Gino Burresi che su quella di Emanuela Orlandi e che non vuole o ha paura che Padre Gino Burresi

 

venga riabilitato.

 

 

A  chi nutre questa paura vorrei ripetere l'aforisma pronunciato dal giudice,

 

assassinato dalla mafia Paolo Borsellino:

 

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”

 

 

Vorrei fare anche un'osservazione su quanto afferma il Cardinale Mauro Piacenza

 

riguardo alla “Misericordia da Dio sempre offerta e mai negata”, sempre riguardo al caso di  Padre

 

Gino Burresi.

 

 

Se dunque Dio avrebbe offerto e mai negato a Padre Gino Burresi la Sua Misericordia,

 

perché la Chiesa avrebbe messo la propria volontà al di sopra della volontà di Dio e non gliel'ha concessa a Padre Gino Burresi la Misericordia prima della morte?

 

 

Concludendo: se era mio desiderio rientrare a pieno titolo nella Chiesa, dopo anni di mia

 

lontananza, mi accorgo purtroppo che è la Chiesa a non avere i titoli giusti, affinché ciò

 

possa verificarsi.

Almeno fintantoché Padre Gino Burresi non verrà

riabilitato.

E su questo confido nel cardinale, madre per

l'amore Mauro Piacenza.

 

 

Al Cardinale Mauro Piacenza, in qualità di Presidente internazionale della Fondazione

 

Aiuto alla Chiesa che soffre”, vorrei dire inoltre che secondo me la Chiesa soffre ancora per la

 

mancanza di libertà e per la mancanza di verità, non solo nei Paesi lontani, ma anche

 

qui da noi, sotto i nostri occhi, nonostante Papa Francesco si sforzi per farle trionfare,  e la

 

vicenda di Padre Gino Burresi, per il quale mi sto battendo da decenni, me  lo dimostra.

 

 

 

Comunque sempre disponibile ad un incontro con il Cardinale Mauro Piacenza, che non

 

conoscevo prima di apprendere che ordinerà sacerdoti tre Servi del Cuore Immacolato di

 

Maria, e sul quale da qualche giorno mi sto documentando, guardandomi le interviste su

 

Youtube e leggendo le sue omelie e prolusioni.

 

 

 

Si ricordi il penitenziere maggiore Cardinale Mauro Piacenza, che il Servo del Cuore

 

Immacolato di Maria Padre Gino Burresi conta sempre su di lui e sarà presente in spirito il

 

24 novembre 2018 a Villa Troili per l'ordinazione di fr. Giambattista, di fr. Davide e di fr.

 

Tullio.

 

 

Riccardo Fontana

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