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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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A PAPA FRANCESCO: 4^ TESTIMONIANZA SU PADRE GINO

 

Carissimo Papa Francesco!

 

Prima o poi avrei dovuto parlartene e dato che il vangelo di oggi 31 marzo 2022 parla di testimonianza, colgo la palla al balzo.

 

Ho letto il Tuo commento riguardo al Vangelo di oggi, dove Gesù dice:

 

"...le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

 

E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me". (Giovanni 5,31-47)

 

L'argomento della testimonianza è stato e sarà sempre di grande attualità.

 

Tutti noi siamo stati o saremo testimoni di qualche evento.

 

Sempre dai quotidiani, ho appreso che Tu papa Francesco, hai liberato il Cardinale Angelo Becciu dal segreto e che quindi egli  nel prossimo interrogatorio in Vaticano nel processo legato allo scandalo finanziario sulla compravendita del Palazzo londinese di Sloane Avenue, potrà testimoniare sulla vicenda legata a Cecilia Marogna, l'esperta di relazioni internazionali che fu incaricata dalla Segreteria di Stato per fare da tramite per il pagamento dei riscatti dei missionari rapiti in Africa.

 

Ma poi sono andato ancora più avanti  nel mio ragionamento e mi sono chiesto se nel processo contro Padre Gino Burresi qualcuno che avrebbe potuto scagionarlo non abbia potuto testimoniare in sua difesa perché obbligato al segreto.

 

La 4^ testimonianza su Padre Gino Burresi riguarda la testimonianza giornalistica e su internet.

 

Quattro anni fa è trapelato qualcosa fuori dal Tribunale Apostolico riguardo al processo contro padre Gino, perché Paolo de Paoli ha testimoniato, cinque giorni dopo la morte di padre Gino Burresi,  quanto segue sul sito

 

"laici libertari anticlericali forum la stanza del peccato"

 

riguardo al crimine di abusi sessuali.

 

Ecco il dialogo che si è sviluppato tra Paolo De Paoli e l'alimentatore del sito Galileo Galilei:

 

Paolo De Paoli 08.05.2018 ore 13.57

"Ma secondo voi, visto che siete di cervello illuminato (nel senso che non c'è materia che impedisce il passaggio della luce), per reati penali del genere dove molte persone chiedono giustizia a distanza anche di anni, il fatto che non ci sia stata una denuncia a livello civile in questi trent'anni e, tra l'altro, neppure a livello ecclesiastico - visto che il processo a lui intentato non riguardava il crimine di abusi sessuali -, non vi fa venire il dubbio che queste accuse di molestie siano state una calunnia?

 

Galileo Galilei  (08.05.2018 ore 14.03):

"E' stato condannato dal Vaticano proprio per denuncia di sue vittime. Fin dal 1988."

 

Paolo De Paoli (08.05.2018 ore 14.46):

"Strano non ho letto negli Acta Apostolicae Sedis, il decreto di condanna per abusi sessuali... Ho visto solo il decreto Amministrativo, con una sanzione disciplinare che non riguarda l'accusa di abusi sessuali...."

 
Galileo Galilei (08.05.2018 ore 15.10):

"Strano che quel zozzone di Burresi non abbiano mai querelato Sandro Magister e tutti quelli che per decenni hanno ricostruito pubblicamente le sue accuse di crimini sessuali.

Se aspettiamo gli Atti publici del Vaticano stiamo a posto. Atti coperti dal segreto pontificio a pena di scomunica."

 

 

Paolo De Paoli

08.05.2018 ore 18.10

"Gli atti pubblici del Vaticano (vedi Acta Apostolicae Sedis) già contengono motivazioni incresciose verso reati di questo genere (giusto pochi numeri previ a quello riguardante la sanzione amministrativa riguardante p. Burresi del 2005) e dunque perché non pubblicare proprio quelle inerenti a lui? Le motivazioni di una sentenza resa pubblica (da indicare obbligatoriamente in un decreto in cui si giudica qualcuno), non sono sotto segreto pontificio in quanto vengono indicate nel rescritto contenente il giudizio.
Sandro Magister mi pare che non sia il portavoce del Tribunale Apostolico e, nel suo articolo, accenna a un articolo comparso in una testata Statunitense ed anche lui non porta nessuna prova concreta.
Gli atti ufficiali dicono questo. Se non ci si basa sui fatti appurati allora ognuno se la suona e se la canta... ma la verità e la giustizia sono altra cosa.
Oppure ci si appoggia al pre-giudizio e non c'è dialogo che valga la pena di intraprendere, perché il giudizio è già stato posto a prescindere dai fatti che possano o meno essere appurati.
Io nell'88 andavo alle medie e non ero presente nei luoghi dove venivano dibattute queste accuse.
Ora, su queste vicende, noto solo che in ogni dove vengono citate alcune accuse verso quest'uomo (e per me ogni persona è innocente finché non viene provato il contrario negli atti processuali e nelle sentenze), ma vedo anche che da nessuna parte si trova la certezza della sua colpevolezza.
Nessuna persona merita di essere messa alla gogna pubblica, soprattutto senza che pubblicamente sia chiaro e certo che abbia commesso tali cose."

 

Ed ecco i passaggi in questione, riportati nell'articolo di Sandro Magister, a cui fa riferimento  Paolo De Paoli:

 

"La prima sentenza del prefetto Levada fa tremare la Legione" del 28 luglio 2005:

 

La congregazione per la dottrina della fede ha colpito con una pesante condanna padre Gino Burresi. Le colpe? Le stesse di cui è accusato padre Marcial Maciel, fondatore dei potenti Legionari di Cristo

 

di Sandro Magister

 

“A seguito del decreto in data 27 maggio 2005 della congregazione per la dottrina della fede, si rende noto che nei confronti di padre Luigi (Gino) Burresi, della congregazione dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, sono stati decisi i seguenti provvedimenti canonici:

“1 – revoca della facoltà di ricevere le confessioni di tutti i fedeli in ogni luogo, di cui ai canoni 966 e 969 del codice di diritto canonico;

“2 – proibizione definitiva di svolgere il ministero della direzione spirituale nei confronti di tutti i fedeli, siano essi laici, chierici o consacrati;


“3 – revoca della facoltà di predicare di cui ai canoni 764 e 765;

“4 – divieto di celebrare i sacramenti e i sacramentali in pubblico;

“5 – divieto di concedere interviste, scrivere su giornali, opuscoli, riviste periodiche o tramite internet, partecipare a trasmissioni radiofoniche
o televisive che trattano questioni attinenti la dottrina cattolica, la morale, i fenomeni soprannaturali e mistici.

“Tanto si rende noto per conoscenza e utilità dei fedeli”.


In pratica, la CEI ha comunicato che padre Gino Burresi, fondatore dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, deve lasciare il ministero e ritirarsi a vita privata.

Tra i motivi del provvedimento, il decreto della congregazione per la dottrina della fede cita abusi nella confessione e nella direzione spirituale. Ma fonti vaticane hanno confermato che a questi motivi vanno aggiunte le accuse di abuso sessuale rivolte contro padre Burresi da alcuni che furono suoi seguaci e seminaristi negli anni Settanta e Ottanta.

Il decreto vaticano non è stato reso pubblico. Ma il settimanale americano “National Catholic Reporter” ne è entrato in possesso, e il suo corrispondente John L. Allen ne ha dato conto nella sua Newsletter “The Word from Rome” del 22 luglio.

Il decreto contro padre Burresi è il primo emesso dalla congregazione per la dottrina della fede nel pontificato di Benedetto XVI. È il primo che porta la firma del suo nuovo prefetto, l’ex arcivescovo di San Francisco William J. Levada (nella foto). Ed è stato approvato personalmente dal papa il 27 maggio ricevendo in udienza il segretario del dicastero, l’arcivescovo Angelo Amato. L’approvazione papale, “in forma specifica”, non ammette appello.


In quanto diretto contro il fondatore di un ordine religioso sulla base di accuse risalenti a decenni addietro per abusi sessuali compiuti su suoi seguaci, il decreto contro padre Burresi richiama un altro caso analogo ma di peso molto maggiore, anch’esso sotto esame da parte della congregazione per la dottrina della fede: il caso di padre Marcial Maciel Degollado, fondatore del Legionari di Cristo.

Non è escluso che la severità adottata contro padre Burresi preluda a un provvedimento di analogo rigore contro padre Maciel.


omissis

 

Finché nel maggio del 1988 prima due, poi altri cinque suoi giovani seguaci ruppero l’incanto. Riferirono ai superiori della congregazione che il sacerdote li aveva attratti più volte nella sua camera e aveva abusato sessualmente di loro. Messi per iscritto, i loro racconti oscillavano tra fascinazione e autocolpevolizzazione. Ad esempio:



“Padre Gino baciava e nello stesso tempo diceva cose belle e sante: ‘Lasciati toccare da Dio. Amare non vuol dire peccare’. Ero confuso e paralizzato. sapevo che egli era uno stigmatizzato, uno che aveva contatti diretti con la Madonna. Perciò sentivo che mi sbagliavo, non poteva essere come pensavo, perché se così fosse stato Dio non lo avrebbe scelto come suo ministro in terra. Dissi tra me: Guarda quanto sono cattivo e marcio, vedo la malizia anche negli abbracci affettuosi di un santo”.

 

Vagliate queste accuse, i superiori degli Oblati presero una decisione fulminea. Il 6 giugno 1988 imbarcarono padre Burresi su un volo per Vienna e lo trasferirono nel loro convento austriaco di Loretto.

omissis

Il caso Burresi insegna. Pareva definitivamente archiviato dalla benevola sentenza del 10 maggio 2002. E invece è ripartito e arrivato a una conclusione ben più severa. Con Ratzinger giudice supremo, nel frattempo divenuto papa."

 

Caro Papa Francesco, recentemente,  sia l'articolo originale di Sandro Magister pubblicato il 28 luglio 2005 su chiesa.espresso.repubblica.it, sia la sezione della stanza del peccato succitata sono scomparsi dal web.

 

Questo mi riporta al discorso che Tu hai fatto ai giornalisti il 16 novembre 2021.

 

Papa Francesco ai giornalisti:

 

“Ascoltate, approfondite e raccontate” e “consumate le suole delle scarpe”.........

 

“per la vostra ricerca della verità, perché solo la verità ci rende liberi”

 

E io, Papa Francesco aggiungerei a quello che Tu hai detto:

 

a costo di rovinarsi la carriera e con il rischio di perdere la vita.

 

Ora, caro Papa Francesco, mi sono chiesto il perché Sandro Magister abbia cancellato il suo articolo, che si trovava su internet da ben diciassette anni, ripreso peraltro da tutte le testate del mondo, quando hanno riportato la notizia della condanna di padre Gino Burresi da parte di papa Benedetto XVI poco più di un mese dopo essere salito al soglio pontificio.

 

Forse che nel 2005 Sandro Magister non avrà verificato quelle fonti vaticane che citavano gli abusi sessuali, magari per la fretta di pubblicare per primo e per avere l'esclusiva della notizia e poi,  dopo aver scoperto il commento di  Paolo De Paoli, apprendendo da lui che il decreto di condanna non contiene riferimenti agli abusi sessuali, avrebbe eliminato l'articolo?

 

Sono queste certo ipotesi, che Ti chiedo Papa Francesco, mio fratello in Cristo, di vagliare, avvalendoti dell'operato del Cardinale Angelo Amato, del Cardinale Tarcisio Bertone e del Papa Emerito Benedetto XVI, disponendo, se del caso, la revisione del processo relativo a padre Luigi (Gino) Burresi.

 

Te la sentiresti di farlo, caro Papa Francesco?

 

Guarda che, secondo me, correresti più pericoli che non andare in Ucraina con la guerra in corso.

 

Ma Gesù Cristo ci dice di essere la Via la Verità e la Vita, per le quali dobbiamo anche essere pronti a sacrificare la nostra vita.

 

L'altro giorno, incontrando un amico peraltro ateo, questi mi ha detto che anche la riabilitazione post mortem è un dovere a cui assolvere.

 

Non è che anche Sandro Magister abbia visto qualcosa di oscuro in quella vicenda?

 

Secondo me, se le cose dovessero stare in questi termini, Sandro Magister dovrebbe approfondire il caso e fare di tutto affinché affiori la verità, come Tu chiedi di fare ai giornalisti, a maggior ragione ai vaticanisti.

 

Infine c'è la mia di testimonianza, quella di essere io il custode del testamento spirituale del 2 aprile 2011 di Padre Gino Burresi, che rivolge alla Chiesa il suo seguente accorato appello, rimasto inascoltato:

 

Giò 04/02/2011 14:27

Sono dentro,
donna o uomo che vive li
nel seno di questa chiesa.
Da me amata,
desiderata e capita...
Sono dentro.

Mi manca aria,
Aspetto l'alba,
Vedo tramonto.
La chiesa dei cardinali
madri per gioielli,
matrigne per l'amore.
Ho inciampato

e la chiesa non mi sta
raccogliendo.
Solitudine a me dona,
a lei che avevo chiesto
Maternità.

E l'anima mia,
Povera,
Riconosce lo sbaglio
di aver scelto il dentro e,
Vorrei uscire
ma dentro dovrò stare,
per la madre
che non accetta,
Il bene del vero

che ho scoperto
per l'anima mia.

Chiesa,
Antica e poco nuova,

Barca in alto mare,
Getta le reti
Su chi ti chiede maternità.
Madre o matrigna,
per me oggi
barca in alto mare
che teme solo di
Affondare!
Matrigna.



Riccardo


04/03/2011 19:48


Caro Giò, sento sulla mia pelle e dentro le mie viscere la tua sofferenza. Sia per te

un balsamo questa canzone d'amore che ti dedico e ti canto a squarciagola. Ti abbraccio e ti tengo sul mio cuore materno.
Riccardo




giò 04/03/2011 20:22


ti ringrazio riccardo!
Sono felice di averti vicino!
Questa sera mi tocco in silenzio il labbro superiore,li ho sempre trovato il desiderio di un bacio che,nel tempo gli ho negato e oggi è ancor più desiderato.
Ti ringrazio anche per la canzone che porta piacere alla sofferenza.
Accolgo l'abbraccio materno.
G

 

Ci sono stati forse dei Cardinali che si sono opposti alla riabilitazione di Padre Gino Burresi e che hanno fatto e  fanno di tutto perché la verità non venisse e non venga ancora a galla?

 

Non vorrei terminare con l'espressione

"ai posteri l'ardua sentenza"

 

Se c'è da agire lo si faccia subito, caro Papa Francesco.

 

Ti saluto affettuosamente.

Tuo

Riccardo Sante Maria Fontana

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