Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Il caso "Gino Burresi"
Questo sacerdote è morto ormai sei anni fa circa. Conosco molto bene le accuse mossegli e le condanne inflittegli, ma volevo sapere se ci fossero circostanze mitiganti o addirittura tali da annullare le condanne. Qualcuno ne sa di più?
| A quanto mi risulta, al momento della morte di P. Burresi erano ancora in vigore i provvedimenti presi nei suoi confronti dall'allora Congregazione per la Dottrina della Fede il 27 maggio 2005, riassunte in questo comunicato della CEI pubblicato il 18 luglio del medesimo anno. |
| Io non ho avuto modo di conoscerlo personalmente ma ne sento parlare da una vita e ho avuto solo dimostrazioni di stima per il suo apostolato e per il particolare dono della direzione spirituale, che ha aiutato molte persone, compresi sacerdoti e alti prelati. E' stato anche onesto, ammettendo le sue colpe pubblicamente, senza nascondersi o fare battaglie di innocenza, come fanno tanti altri. Non saprei dire se tutti i fatti contestati siano veri, ma comunque ha ammesso di aver "inciampato" ed ha accolto con obbedienza il verdetto e la condanna, rimanendo per moltissimi anni nel silenzio. Lamentava solo un certo abbandono da parte della Chiesa, che, effettivamente, in questi casi è spesso incline a defenestrare e isolare, ma ha carenza di strumenti per accompagnare la persona in un cammino di guarigione. Su questo, a prescindere dalla situazione specifica di padre Gino, bisognerebbe fare un esame di coscienza e cercare di trovare i giusti mezzi, perché un figlio non si abbandona quando sbaglia, si aiuta. Per quanto riguarda padre Gino, che è morto non molti anni fa, la sua situazione è rimasta quella che era nella nota della CEI riportata da Vox, tanto che attualmente alcuni suoi seguaci, o figli spirituali, stanno cercando, anche attraverso petizioni e libri, di far riabilitare la sua figura. Non so in che modo ciò sia possibile, ma penso che se una cosa è preziosa (in questo caso gli insegnamenti spirituali) non perde la sua preziosità se chi la crea è un macellaio piuttosto che un orafo, tanto più quando si parla delle cose di Dio, perché il Signore sa servirsi anche degli strumenti più difettosi. Quindi, a mio avviso, almeno il lascito spirituale di padre Gino meriterebbe di essere ripreso e coltivato. |
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L'ho visto solo una volta,.molti anni addietro..ed ora non ricordo di cosa fosse accusato. La comunità ha sede relativamente vicino, ed è un Santuario molto frequentato Burresi fu condannato per abusi sessuali sui giovani fedeli e i seminaristi degli Oblati della vergine Maria, di cui faceva parte prima di fondare una sua personale organizzazione, i Servi del cuore immacolato di Maria.
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Quindi c'è stata condanna per entrambi le tipologie di delitti?? Perché finora avevo letto solo di "accuse"..
E' stato condannato, sì. La mia domanda di inizio topic era volta a sapere se ci fossero circostanze di mitigazione o annullamento delle suddette accuse e quindi delle condanne, ma a quanto pare non esiste nulla. Padre Burresi ha davvero commesso quanto ascrittogli.
A differenza di oggi, che nessuno si tiene più un cecio in bocca, la vicenda di padre Gino non ha avuto grande risalto mediatico, per cui è davvero difficile accedere a informazioni precise. Come dicevo lui ha ammesso di essere "inciampato" ma se tale "inciampo" corrisponda in maniera totale o parziale a tutto ciò di cui è stato accusato non è chiaro. Per saperlo bisognerebbe aver accesso a documenti a cui non abbiamo accesso. Sono reperibili qua e là in rete delle testimonianze di vittime di p. Burresi. Che lui abbia ammesso qualche inciampo è irrilevante, visto il decreto della Congregazione per la dottrina della fede ed il diretto intervento di papa Benedetto XVI. In rete ci sono anche testimonianze delle visite degli UFO e dell'esistenza di Atlantide. Aggiungo a quanto ho scritto in questo post, che la questione non è così lineare come io stesso avevo scritto, per un motivo già specificato: in effetti non abbiamo alcun testo ufficiale della Congregazione o di Padre Gino, che ci racconti esattamente di cosa è stato accusato e se e in che misura ha ammesso di aver compiuto i fatti di cui lo si accusava. La presunta ammissione di cui parliamo non ha carattere di ufficialità, si tratta di un intervento, attribuito a Padre Gino e pubblicato online, la cui paternità non è, tuttavia, provata.
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Grazie Teofane per le precisazioni, che rispondono alle mie domande e (mi pare) quelle di altri forumisti. Niente affatto chiacchiere, se le ragioni della condanna sono confermate dal suo avvocato difensore, Riccardo Fontana, per bocca di una blogger, Adriana Zarri, che da allora tiene attivo un blog per riabilitarlo. Qui giochiamo a nascondino.
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