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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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ALBERTO E GUIDO GALASSI: I SACERDOTI SGORGATI DAL CUORE DI FRATEL GINO BURRESI

 

Guido ed Alberto Galassi con il fratello Andrea ed il capogruppo degli Alpini di Lugagnano Fausto Mazzi. 

 

 

Guido e Alberto classe 1958 e 1960, appartengono all’ordine dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, un’istituzione religiosa che ha sede nella diocesi di Roma. Il riferimento dell’ordine è la spiritualità legata alla comunità di Fatima in Portogallo ed in particolare al culto della MadonnaLi incontriamo in baita alpini a Lugagnano in una assolata e calda mattina di settembre, suggellata da una santa messa da loro officiata.

 

Alberto da diciassette anni si trova a Fatima in Portogallo. Guido da cinque anni presta i suoi servizi presso il santuario diocesano della Madonna del Frassine a Massa Marittima in provincia di Grosseto.

 

Il loro incontro con la spiritualità nasce quando Guido era ventiduenne e Alberto ventenne. A far scattare la scintilla ci dice Alberto – fu l’incontro con un sacerdote carismatico e illuminato. Era Fratel Gino Burresi fondatore del Santuario di Nostra Signora di Fatima di San Vittorino vicino a Roma. Il suo insegnamento scosse profondamente le nostre coscienze”.

 

L’incontro causale con Fratel Gino avvenne in un periodo della loro vita in cui, la fine dell’adolescenza e l’inizio del percorso di uomini adulti nella società, era una strada in subbuglio. “Fu papà – ricorda con affetto Guido che mi disse: vai a fare chiarezza nella tua mente. Incontra questo religioso, cerca di capire e fare chiarezza dentro di te. Coinvolsi anche Alberto ed andammo in visita a San Vittorino. Gino si presentò a noi non in maniera bacchettona. Una persona di una maestosità intellettuale e spirituale tale da abbassarsi, con grande umiltà, al nostro livello. Una volta calate le difese sferrò l’attacco giusto iniziando a parlare della vita del religioso, fornendomi già delle indicazioni precise: tu non sei fatto, mi disse, per la vita diocesana, sei più portato per una vita da religioso”.

 

Nel 1980 per Guido e Alberto inizia il percorso di studi per diventare sacerdoti. Due anni di filosofia, altri due di contatto con la vita religiosa delle comunità, altri 4 di studi di teologia e poi, nel 1987, la consacrazione.

 

Nella spiritualità di Fatima  ci racconta Alberto – si trova il fondamento del nostro ordine. Era necessario avere lì un riferimento per il nostro neonato istituto nato una trentina di anni fa. Poiché avevo avuto esperienze nella creazione e costruzione di altri centri, il fondatore mi mandò lì per creare un luogo di incontro e formazione spirituale per confratelli ma anche per laici. Pensavo che poi sarei stato richiamato ma alla fine sono lì da diciassette anni. Non è stato facile per me all’inizio: un altro paese, un’altra lingua. Difficoltà superate, ora stiamo creando una nuova chiesa e un nuovo oratorio”.

 

Viviamo tempi – ci dicono Alberto e Guido – in cui si è smarrita la ricerca del Signore. É come se l’avessimo cacciato dalle nostre vite perché ingombrante. Il nostro padre fondatore diceva: la chiesa ha perso il suo popolo. Si è un po’ secolarizzata, adattata, illanguidita nello spirito. L’aspetto verticale, trascendente, metafisico si è perduto. Siamo di fronte ad un appiattimento spirituale. Padre Gino diceva: se volete andare a riconquistare il popolo forze trasversali materialiste vi contrasteranno. Per arrivarci dovete metaforicamente versare il sangue. Il lupo si è preso la preda, dovete combattere con il lupo”.

 

“Nel rapporto con il popolo – prosegue Alberto – serve coerenza e spontaneità in quello che si dice e si fa. Un po’ come è successo a noi con le parole di padre Gino: erano il riflesso della vita. Ti toccavano dentro, andavano in profondità. Questo la gente si aspetta dal buon pastore. Il grande valore di Fatima è dato proprio da questo suo messaggio spirituale verticale di cui parla Guido. 

 

L’incontro con Alberto e Guido si chiude con una messa da loro concelebrata all’interno della baita, alla presenza di alpini e consorti. A chiudere la celebrazione l’immancabile preghiera dell’Alpino recitata dal Capogruppo Fausto.

 

Tratto da: "Il Baco da seta" quotidiano web - 23 ottobre 2023

 

SIGNORE DELLE CIME - Coro Alpino Lecchese

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All'incirca due anni fa mi sono imbattuto, navigando nel web, in questi due fratelli sacerdoti icms. Era fortissimo il desiderio di pubblicare un post, che narrasse la loro storia. Ma allora qualcosa mi ha trattenuto dal farlo. Forse era dipeso dalla mia incapacità di comprendere appieno il testo da me visitato in quell'epoca. L'altro ieri casualmente, ma forse non è stato solo un caso, il "Baco da seta" mi ha guidato attraverso il suo filo prezioso fino al testo che vi ripropongo, per diffondere la spiritualità di Fratel Gino Burresi, dalla quale è sgorgata la vocazione sacerdotale di questi due fratelli sacerdoti Alberto e Guido Galassi. Apprendere dalla loro viva voce l'immensa interiorità di Padre Gino Burresi è un dono incommensurabile. Chissà quanti sacerdoti o quante suore o anche laici custodiscono nel proprio cuore le perle di saggezza spirituale, dispensate loro da Padre Gino Burresi. Si ritengano fortunati/fortunate. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date (Mt, 10,8).
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