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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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AGENDA PADRE GINO BURRESI 2014 - CALORE E CONDIVISIONE

 

 

 

http://storiesagge.it/racconti/condivisione.html

 

 

 

Condivisione (Il racconto di Tea)

 

 

 

 

Era una bella giornata di primavera, il sole nel cielo azzurro strizzava l'occhio ad un gatto che se ne stava appallottolato a godersi quel tepore. Tina si svegliò di buonumore e decise di andare a trovare la nonna che viveva in una deliziosa casetta tra i monti. 

Il sentiero che conduceva da nonna Tea aveva un non so che di magico per la bambina. Si fermò   ascoltando il silenzio del bosco, osservando i giochi d'acqua del torrente e vide uno scoiattolo  rosso che si arrampicava velocissimo su un albero.

"Ciao nonna!" esclamò Tina aprendo la porta. "Oh, bambina mia" - fece la nonna mentre gli occhi le si illuminavano nel vedere la piccola - "vieni, aiutami che sto preparando il pane così intanto ti racconto una bella storia". Tina immerse le mani nella farina rapita dalla voce di Tea che cominciava a raccontare....

"Un tempo, nei piccoli paesini di montagna, eravamo soliti fare il pane nel caratteristico forno a legna e lo preparavamo tutti insieme lo stesso giorno. Sai, la corrente elettrica, che oggi è così normale avere nelle proprie case, una volta non c'era e perciò le piccole comunità montane costruivano dei bellissimi forni in pietra, con tanto di tavoloni di legno e soffitti di mattoni ad arco, per permettere a tutte le famiglie di riunirsi e cuocere amorevolmente il pane.

Dunque, c'era un unico grande forno, costruito nel centro del paese. Ogni famiglia preparava a casa l'impasto che intendeva cuocere e, nel giorno stabilito, tutti davano vita ad una grande festa durante la quale ognuno, anche i bambini, si davano una mano: c'era chi raccoglieva la legna, chi accendeva il fuoco, chi raccontava storie, chi cantava canzoni...

La magia di quel giorno era proprio la condivisione con gli altri di momenti preziosi colmi di amore, gioia e soddisfazione nel preparare e gustare quel pane così caldo e fragrante".

"Accipicchia nonna!" - disse Tina - "ho l'acquolina in bocca! Sono sicura che anche il nostro pane sarà buonissimo!".

 
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