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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 Giò 04/02/2011 14:27 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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UN BACIO ARCANO FINISCE DAVANTI AL TRIBUNALE VATICANO

 

Sunday 13 february 2011 7 13 /02 /Feb /2011 08:11

 

IL PROCESSO ALLE INTENZIONI DI PADRE GINO BURRESI

 

Ho detto che Dio è il miglior psichiatra dell'universo.

Vi crea qualche disturbo, magari anche di natura psichica, se proseguo, nelle mie argomentazioni, facendo dei paralleli con la psicanalisi?

Alzi la mano chi non è affascinato dalle introspezioni psicologiche. La TV pullula di film, in cui, per la risoluzione di molti casi, si fa ricorso ad accurate analisi della psiche del soggetto incriminato. Ad esempio “Cold Case” o “Criminal Minds”, vi ricordate il mio omonimo articolo di qualche giorno fa?

Lungi comunque da me ridurre questo blog ad un manuale vivente e parlante di psichiatria, perché diventerebbe veramente il blog più pazzo del mondo, e mi immagino allora quanti visitatori dovrebbe avere, perché chi di noi non ha nell'armadio qualche scheletro pazzo, che, come apri il suo armadio, ti crolla addosso e ti abbraccia, ringraziandoti di averlo liberato ?

Sì, perché dobbiamo liberare gli scheletri chiusi nei nostri armadi, che abbiamo stordito con canfora e naftalina, per non farli parlare.

La psicoterapia serve anche a quello. Magari qualcuno ci avrà chiuso dentro lo scheletro di sua madre o di suo padre, o di un fratello o di una sorella o del proprio coniuge ed ogni sera va ad origliare, se ne sente ancora il rantolo  della  morte. Facciamo pulizia dentro di noi, spalanchiamo le finestre della nostra anima e facciamoci entrare dell'aria fresca e la nostra mente non sarà più ottenebrata dagli incubi.

Secondo voi, anche Padre Gino Burresi avrà i suoi scheletri nell'armadio della sua cella ?

Guardate che, secondo l'esperienza da me acquisita durante la psicoterapia di gruppo, a cui mi sono sottoposto molti anni fa e che mi ha accompagnato per un lungo periodo della mia vita, quando si entra in terapia si deve, per così dire, accettare l'idea di entrarvi in un modo e di uscirne in un altro. Non è detto che quando ne uscirai, sarai più pulito e più santo di prima. Può capitare che quando ne esci, tu riesca a compiere delle azioni, che prima di iniziare la terapia ti sembravano brutte e le rifiutavi, mentre dopo il cammino di “catarsi “ decidi liberamente di fare determinate azioni, dalle quali prima rifuggivi o può capitare l'esatto contrario.

Dato che nel caso di Padre Gino Burresi c'entra molto la psichiatria, specialmente se si fa riferimento a quelle fonti vaticane, non meglio identificate, che, a loro volta, riferendosi alle accuse di abusi sessuali, rivolte nei confronti di Padre Burresi da suoi ex-semiranisti, e seguaci, confermano anche questa fattispecie tra i motivi che hanno portato al provvedimento disciplinare del 27 maggio 2005, e poiché ormai ci stiamo muovendo con questo blog tra i meandri della psiche umana, è d'uopo da parte mia accomodarmi sulla sedia accanto a voi, in questa virtuale psicoterapia di gruppo e mettere in discussione le mie convinzioni sull'innocenza di Padre Gino Burresi. E' lo stesso terapeuta che le deve mettere in discussione.

Poniamo il caso che la nostra terapeuta sia proprio Zarri Adriana, che non so se, quando era ancora in vita, abbia mai conosciuto la storia di Padre Gino Burresi.

Fra la documentazione in possesso della Congregazione per la Dottrina della Fede ci saranno sicuramente anche dei reperti psichiatrici, perché mi ricordo che Padre Burresi mi fece capire di essersi dovuto anche lui sottoporsi a sedute psicologiche.

Non credo che ci sia al mondo una letteratura psichiatrica, che giudichi normale il paranormale, per cui il Burresi era forse già perdente in partenza, voi che ne dite ?

La psicanalisi è paragonata un po' alle scienze esatte, anche se in realtà vi sfugge, e senza prove tangibili da tutti, il paranormale viene liquidato come non verificabile e rigettato, sbaglio ? Mi ricordo che, quando durante le sedute parlavo di fenomeni paranormali, i colleghi pazienti restavano attoniti e mi avrebbero voluto vedere un po' più normale, senti da che pulpito veniva la predica, a meno che loro non si considerassero pazienti,non  in quanto malati di testa, bensì perché dovevano esercitare in modo eroico la virtù della pazienza, per continuarmi ad ascoltare. In questo senso sareste dei pazienti anche voi, pertanto vi prego di restate seduti ad ascoltarmi.

Comunque, riguardo ai “metodi” usati da Padre Gino Burresi, quando trattava con alcune  anime, che sono stati paragonati ad abusi sessuali, posso riferirvi un fatto, raccontatomi personalmente da un signore, che ho conosciuto per caso, quando si andava a San Vittorino, per avere un colloquio con Padre Gino.

Era un signore, che si definiva un playboy e che aveva un desiderio  compulsivo di  instaurare relazioni sessuali  con molte donne, che conosceva e che si mostravano disponibili. Era andato a trovare Fratel Gino, quindi ciò capitò prima del 1983, quando Gino fu ordinato sacerdote.

Quel signore mi disse che Fratel Gino l'aveva fatto entrare nella stanza, dove era seduto Gino, che era separata da una grata dalla stanza intercomunicante, dove si sedeva il visitatore, e gli aveva messo una mano sul petto, come per curare quel cuore malato. Il beneficio si fece sentire subito, quel signore era intenzionato ad iniziare un cammino di catarsi.

In un certo senso Fratel Gino si era preso cura della sua anima e aveva amato quel suo fratello in Gesù Cristo.

Quando mi raccontò il fatto, non lo trovai affatto strano, anzi ero contento per lui, che aveva trovato in Fratel Gino il buon samaritano, che gli voleva curare le ferite.

Il fatto non mi ha scandalizzato. Forse restiamo scandalizzati dal Vangelo ?, quando vi leggiamo

 

"la perifrasi "discepolo che Gesù amava" che è utilizzata nel Vangelo secondo Giovanni, per indicare, secondo l'ipotesi più probabile, lo stesso Giovanni. La vecchia traduzione "discepolo prediletto" è stata abbandonata da molti traduttori, perché sembra suggerire una preferenza particolare per questo discepolo. Tale sfumatura, però, è assente nel testo greco".

(Tratto da : Wikipedia )

 

"Il  Processo"  di  Franz  Kafka  è  un  romanzo  incompiuto,  pubblicato  postumo.

Spero,  al  contrario,   che  il  processo,  fatto  a  Padre  Gino  Burresi,  considerato  compiuto  e  senz'appello  da  parte  della  Chiesa  con  il  decreto   del  27 maggio  2005,   non  debba  essere  riaperto  postumo,  come  fu  per  San Pio da Pietrelcina,  bensì  venga   revisionato  con  Padre  Gino  Burresi  ancora  vivo  e  vegeto.

 

Riccardo Fontana

► 3:16► 3:16
www.youtube.com/watch?v=Lnc4zPffm1428 apr 2010 - 3 min - sciroccoproduction
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